• Libra Adri

Viziare i figli


Non appena quei morbidi e teneri esserini che profumano di latte e borotalco, saranno fra le braccia della mamma, inizierà un rapporto di amore che non finirà mai.

Il bambino ancora lattante usa il solo mezzo a sua disposizione, il pianto, per comunicare una necessità che può essere fame, dolore, fastidio, quando si sono escluse queste richieste di aiuto, il pianto è un capriccio che bisogna ignorare per non incappare in futuri problemi.

Da poco ho preso con me un cucciolo di Beagle ancora estremamente piccolo -solo 45giorni-, e nel crescerlo ho ricordato quando ho accudito i miei bambini, piccoli umani e quante analogie di comportamento ogni giorno, per ogni piccola cosa si sono evidenziate e hanno portato i miei ricordi ad riaffiorare.



Il Beagle è estremamente intelligente e quando ti guarda si legge nel suo sguardo il desiderio di capire. Un bambino è intelligente, il cane è istintivo, il bambino impara presto e con l’ausilio della parola vorrà discutere le decisioni di mamma e papà, con interminabili ‘perché?’ La differenza con un cagnolino si evidenzierà solo quando i bambini potranno utilizzare la loro intelligenza superiore unitamente alla parola … ma da cuccioli i comportamenti sono inequivocabilmente simili.

Quando il bimbo confonde i ruoli e pensa di essere il “dominante”….. si è creato uno errore serio di difficile soluzione.



La parola “gregario” distingue chiaramente la posizione dominante dei genitori su tutti, anche sul bambino che mette alla prova la pazienza e la “forza” di mamma e papà in quello che possiamo definire un esercizio di volontà. Egli non desisterà fintanto che penserà di poter riuscire ad ottenere ciò che vuole e non ultimo per testare l’autorità dei genitori, ma anche solo per riscuotere attenzione.

A volte passeggiando in città, nei supermercati, nei giardini, si è testimoni di tali manifestazioni: bambini che sbraitano, pestano i piedi ed urlano, ciò che si evidenzia è l’imbarazzo dei genitori che denota la loro inadeguatezza a risolvere il problema.



Diversamente dagli umani, la madre cane gli avrebbe affibbiato una zampata e lo avrebbe rimesso in riga immediatamente.



Un giorno, a casa mia, chiesi ad un mio nipote di lasciarmi sedere sulla mia poltrona preferita:

– ‘perché?‘ fa di rimando,

– ‘perché questa poltrona è comoda per la mia schiena ed è la mia preferita‘,

– ‘anch’io preferisco questa poltrona‘ mi rispose,

– ‘ti sto dicendo una cosa con educazione, per favore fai quello che ti chiedo ‘, ormai mi sto arrabbiando,

– ‘perché non ti siedi su di un’altra poltrona?‘

– ‘perché comando io e tu ubbidisci‘ ormai avevo perso la pazienza, forse il nipotino ha intravisto una luce pericolosa nei miei occhi, ha capito ed è corso via a lamentarsene con la mamma e farsi consolare.



Visti i considerevoli danni che si creano viziando un figlio, viene spontaneo chiedersi perché tanti genitori li commettano.

L’errore inizia il giorno in cui ci si vuole convincere che esaudire un capriccio non è in fondo così grave, -per una volta che male c’è- si dicono tutti, il bambino invece, ottenuto una volta quello che pretendeva, al successivo diniego si confonde o magari pretende di essere confuso “perché oggi dici di no, quando ieri me lo hai concesso?” la logicità del pensiero del bambino è stringente.

I suoi innumerevoli perché non servono solo per chiarire una questione ma per porci in difficoltà ed ottenere ciò che desiderano.

Il secondo sbaglio lo si commette quando ci si dice -non si può dire sempre di no- invece, si DEVE dire di no, perché il bambino deve capire e rispettare l’autorità ma bisogna essere sempre coerenti, il più delle volte con i suoi capricci tenta di forzare e mettere alla prova la volontà dei genitori.



L’ultimo ricatto è il cibo. Quando il bambino rifiuta il cibo è un momento di crisi per qualsiasi mamma, la poveretta farebbe di tutto per risolvere il problema ma non esiste soluzione finché il mostriciattolo -un bambino che fa i capricci è realmente un “mostriciattolo”- capirà che esiste ancora spazio per vedere il suo capriccio accettato.

Nel momento in cui ci accorgiamo che il piccolo sta facendo qualcosa di sbagliato, basta riprenderlo. L’importante è che tutti i componenti della famiglia, coerentemente, abbiano lo stesso comportamento. Se una sola volta lo assecondiamo perché “poverino” ci fa tenerezza, siamo coscienti di fargli solo del male.


A volte per pigrizia, per debolezza o stanchezza ci si arrende di fronte alle richieste dei figli, è molto più facile per i genitori concedere qualcosa che mettersi a discutere, sopportare urla e piagnistei, musi lunghi e bronci, se si è arrivati a questi livelli il problema è serio. Servono poche regole, semplici e coerenti, proporzionate all’età.

La chiave di volta del bambino viziato è ottenere; se i genitori permettono tutto senza riflettere sulle conseguenze del loro permissivismo, non solo non li educano ma non li proteggono. Educare un figlio a volte è una battaglia e nel momento stesso in cui i genitori smettono di combattere i loro capricci, hanno perso la guerra.




Anche pediatri “famosi” hanno frainteso la giusta strategia per crescere un figlio, si pensi a Benjamin Spock… di cui qualcuno ha detto –sarebbe stato meglio se il giorno che decise di scrivere il suo libro, fosse andato in giardino a coltivare margherite…–

Una volta che si sarà ottenuto il rispetto di un figlio, non si avranno grossi problemi quando adolescente, il rapporto dovrà evolvere in qualcosa di più complesso, l’autorevolezza sarà la prima pietra su cui costruire il carattere dell’adulto.

Gli esseri umani si sono evoluti solo da una manciata di millenni, un tempo breve in confronto a quello trascorso dal loro apparire sulla scena del nostro mondo.

Nel corso dei secoli hanno creato regole di comportamento per vivere in armonia e nel rispetto reciproco, chi trasgredisce, viene emarginato o cacciato, nonostante questo siamo ancora più  vicini al regno animale, di quanto immaginiamo.

Parlare con i propri figli è indispensabile. Con rigore ed autorevolezza, è importante far capire ai nostri figli che bisogna rispettare gli altri sia col comportamento che con le parole, ma quando non vogliono ascoltare, a mio avviso l’unico sistema è imporre con fermezza la propria volontà, stabilire chi è il capo branco e farsi rispettare.

“Un padre che non insegna al figlio i suoi doveri, è tanto colpevole quanto il figlio che non li segue“. (Confucio)


#cuccioli #educazionedelcane #figlicapricciosi #figliviziati

0 visualizzazioni