• Libra Adri

Una coda spezzata.



Il 12 agosto 1985, un jumbo jet volo 123 della Japan Air Lines con 524 passeggeri+equipaggio a bordo, perse l’intera sezione verticale della coda su un volo da Tokyo a Osaka. Il Boeing 747 ha volato in tondo per mezz’ora prima di schiantarsi  contro una montagna di 2000m, mentre i suoi piloti stavano cercando disperatamente di capire perché avevano perso il controllo del velivolo.

Vi è un diaframma che divide la cabina passeggeri pressurizzata e la coda dell’aereo. Lo scopo di questa paratia a pressione è quello di sigillare la parte posteriore dell’aereo e quindi mantenere la pressione di cabina e come tale è una parte vitale di tutti i velivoli commerciali di grosse dimensioni.

12 minuti dopo il decollo, questa paratia è collassata causando una decompressione esplosiva della parte posteriore della fusoliera. L’esplosione ha causato lo strappo dell’intero impennaggio di coda e tagliato le linee di tutti e quattro i sistemi idraulici del velivolo. Senza i sistemi idraulici, oltre al timore e gli stabilizzatori persi anche le superfici di controllo alare sono diventate inoperative ed il volo incontrollabile.

I piloti hanno immediatamente impostato un codice di soccorso sul loro radar che è stato subito visualizzato dai controllori radar a terra. I controllori hanno autorizzato ad un atterraggio di emergenza prima all’aeroporto di Tokyo-Haneda, poi alla base aerea di Yokota e poi di nuovo ad Haneda dato che l’aereo vagava in maniera incontrollata.

Con la perdita della coda e dei sistemi idraulici, si ha l’incontrollabilità delle superfici alari ed inizia quello che viene chiamato ciclo Phugoid, ovvero il velivolo inizia ad oscillare su e giù. L’aereo dopo essere disceso fino a 4100m, volò sopra la penisola di Izu e si diresse verso l’Oceano, poi si voltò di nuovo verso terra e scese al di sotto di 2100m, quando il comandante riuscì a riguadagnare quota usando delle superfici alari mosse da motori elettrici ed è stato in grado di guidare l’aereo paralizzato applicando e favorendo la forza dei motori. Purtroppo senza la superficie del timone non ha potuto virare per raggiungere una pista di emergenza. Il volo è terminato quando il velivolo ha urtato una cresta della montagna, si è capovolto nell’estremo tentativo del comandante di virare e si è schiantato sul dorso.

Sono trascorsi 32 minuti dall’esplosione al momento dello schianto, abbastanza  a lungo per alcuni passeggeri di scrivere addii alle loro famiglie. Alcuni passeggeri non avendo una penna, si sono feriti ed usato il loro stesso sangue per scrivere i messaggi di addio. Queste testimonianze sono ora conservate al centro della sicurezza aerea inaugurato vicino ad Haneda.

Il Capitano Masaki Takahama e gli altri 14 membri dell’equipaggio hanno perso la vita insieme a 505 passeggeri e miracolosamente 4 passeggeri (una donna di 34anni, la sua figlia di 8anni ed una bambina di 12 che è stata sbalzata via poi trovata tra i rami di un albero, oltre ad una hostess fuori servizio di 25anni incastrata tra i sedili).


L’aereo aveva avuto un atterraggio duro il 2 giugno 1978 che aveva danneggiato la paratia poi collassata. Questa era stata riparata dalla casa costruttrice Boeing. La riparazione è stata viziata da difetti tali che durante l’inchiesta si è appurato che avrebbe collassato dopo circa 10,000 pressurizzazioni. L’aeromobile aveva compiuto 12,319 decolli il 12 agosto 1985.

Un elicottero militare americano dalla base di Yokota era sul luogo dell’incidente  circa 20 minuti dopo l’incidente ed offrì il proprio aiuto ma gli fu ordinato di allontanarsi dai rappresentanti governativi giapponesi. I soccorsi raggiunsero il luogo del disastro solo il mattino successivo, circa 12 ore dopo. I medici appurarono che vi erano stati feriti sopravvissuti all’impatto ma morti successivamente durante la notte.

La hostess sopravvissuta ha raccontato di aver sentito l’elicottero quando riprese i sensi ed aver sentito grida e lamenti di altri sopravvissuti che sono poi andati scemando durante la notte.

Questo è stato l’incidente  aereo con il maggior numero di morti nella storia dell’aviazione, la Boeing ha ammesso la propria responsabilità, la JAL senza ammettere proprie responsabilità ha pagato 780 milioni di Yen ai parenti delle vittime. Il Presidente della JAL si dimise ed il responsabile della manutenzione della JAL si è suicidato(seppuku) per espiare la propria colpa di non aver preso in considerazione i numerosi rapporti degli equipaggi di cabina che denunciavano rumori metallici non meglio identificati nella sezione di poppa dove il diaframma lentamente stava cedendo.

Solo un anno prima dell’incidente, avendo perso il mio volo da Tokyo a Roma, il Capitano Takahama mi invitò a casa sua a Yokohama. Passammo una piacevole serata chiacchierando nel suo meraviglioso giardino con vista sulla baia di Tokyo e ricordando le deliziose cene da Amelindo a Fiumicino ed un ottimo cannellino per annaffiare gli spaghetti con vongole che amava tanto. 

In quell’occasione, lui sempre allegro, lo trovai un po’ lugubre e mi portò anche a vedere dove riposavano i suoi antenati. Mi ricordai di quell’impressione avuta quando la notizia dell’incidente mi raggiunse.

È stato un pilota eccezionale che è riuscito, in quest’ultimo volo a mantenere in aria per 32 lunghissimi minuti, un gigante impazzito senza controllo e credo sia ora un Kami insieme con i suoi antenati in attesa di una rinascita.


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