• Libra Adri

Un viaggio lungo un anno.

Sono nella mia maturità, libera da impegni pressanti e con tutto il tempo che Dio mi vorrà concedere. Ho un buon livello culturale, leggo moltissimo, viaggio con piacere e tutto questo mi fa sentire sempre più desiderosa di imparare e migliorarmi.

 Un braccio di mare turbolento separa Bali da Lombok, spesso attraversato da delfini, che in quell’occasione avvistammo poco distanti dal traghetto, talvolta anche da balene.  Il traghetto era sgangherato e incuteva timore per la nostra sicurezza.  Il sole splendeva con forza, eravamo a otto gradi di latitudine sud ed era impossibile resistere sulla coperta del ponte superiore. Nonostante questo alcuni turisti olandesi si stavano ‘rosolando’ per benino al sole.  I mussulmani reputano sconveniente mostrare i propri corpi e non amano abbronzarsi, considerano bellissima la pelle bianca e gli indonesiani in particolare, trovano attraente un naso pronunciato e labbra sottili.  Le mie conoscenze dei loro canoni di bellezza si riducono a questo, perchè è un argomento accuratamente evitato. Non sentirete mai, neppure tra i giovani, un apprezzamento su un bel paio di gambe, un “fusto” di ragazzo, una bella “sfinzia”, in aggiunta non ci sono parolacce nel loro “Bahasa”.

Il traghetto costeggiò l’isola di Nusa Penida, superata ci trovammo in mare aperto, verso sud c’è solo l’Antartico.  Quella prima volta fummo fortunati, il mare era calmo ma in altre occasioni abbiamo osservato con rispetto e trepidazione un mare che incuteva timore. Che io sappia mai nessun traghetto è affondato fra Bali e Lombok, i piloti sono molto esperti, bordeggiano evitando il mare al traverso, si impiegano un paio di ore in più ma si arriva in porto.  Prima di arrivare a destinazione sfilarono davanti ai nostri occhi numerose barriere coralline che diventeranno isole coralline nel prossimo futuro, per il momento sono semi affioranti con la bassa marea, inoltre notammo spiagge bianchissime e guardandoci l’un l’altra, mio marito ed io dicemmo all’unisono: “dobbiamo andarle a vedere”

La nostra prima meta era la zona turistica dell’isola denominata “Senggigi” localizzata sulla costa nord-ovest dell’isola.  Ancora più a nord, a breve distanza dalla costa, c’è un gruppo di tre isole allineate, “in fila per uno”, isole anch’esse esclusivamente turistiche.  Sono chiamate comunemente le Gili (isole piccole). Gli unici mezzi di trasporto su queste isole, sono i carretti trainati da cavallini tipici di queste parti (cidomo), forse qualche bicicletta ma tutti i mezzi a motore sono proibiti.  A Senggigi prendemmo in affitto un bungalow con un grande bagno “stile balinese”. Per balinese s’intende un bagno senza finestre ma con il soffitto in parte aperto per cui la zona doccia e WC è scoperta, di solito vi è un minuscolo giardino roccioso.  La costruzione era completata da un giardino antistante con un grande albero ad ‘ombrello’ cosi’ detto per i suoi rami a raggera che ci donavano ombra e frescura.

Decidemmo di riposarci, il giorno dopo avremmo iniziato la scoperta dell’isola.


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