• Libra Adri

​Un libro per amico.


Questa mia passione nata forse ​dalla solitudine della mia infanzia è andata rafforzandosi per la curiosità di conoscere e dal piacere di imparare.

Leggere è​ anche​ una fuga dalla realtà o il voler dime​n​ticare per un breve attimo le difficoltà della vita, ci aiuta anche a superare la routine del quotidiano, ​ma ​sopra ogni cosa, ci fa sognare in un mondo che corre…corre e non sa dove sta andando.

Un libro è un amico che ci accompagna per tutta la vita, un piacere che non si esaurisce, rileggendolo ​si rinnova​no le emozioni che ci aveva trasmesso​ la prima volta​.

Non sono selettiva, leggo di tutto e un libro, in quanto tale, merita di essere letto fino in fondo, ma negli ultimi anni faccio fatica a mantenere questo mio impegno di non lasciare mai un libro a metà, perché sono in aumento i libri di scrittori improvvisati che cavalcano la moda del momento.

Quando avevo pochi soldi mi separavo con dispiacere dai libri già letti, li vendevo per comprarne di nuovi. Dei libri ho amato tutto, l’odore e la grana della carta, il rumore frusciante delle pagine, mi piace toccarli, meglio dire accarezzarli, li conservo con amore e li presto malvolentieri.


I libri ​che uno legge, ​possono essere la faccia che ​si ​vuole ​mostrare alla società​; si può dedurre la personalità del padrone di casa dai libri che legge… se li legge… perché a volte quei capolavori della mente umana, sono lì per completare l’arredamento.

Trovo giusta l’abitudine di tenere separata la libreria dal resto della casa, in un luogo non accessibile a​i visitatori occasionali, perché i libri sono un fatto privato, personale. Quello che leggiamo mette in luce ​l’intimo del lettore,​ l’intelligenza, la versatilità, la cultura del possessore di quei libri; altre volte svela una fragilità che non​ si​ vorrebbe fosse palese.

Librerie troppo eleganti, ordinate, libri in edizioni di lusso, impilati secondo l’altezza e il colore della copertina, tutti quelli il cui unico merito è di aver vinto un premio, la dicono lunga sul loro proprietario. Preferisco il disordine dei libri consultati ripetutamente, in edizione economica, un po’ stropicciati  ma non maltrattati per essere stati presi e sfogliati tante volte.

Entrare in una casa ben arredata ma senza un libro è una tristezza, è una casa senza anima, sembra che già Marco Tullio Cicerone condividesse questo pensiero; non capirò mai come si possa vivere senza leggere.


Quando decisi di trasferirmi all’estero il mio unico cruccio fu cosa fare dei miei libri. 

​Dopo aver sce​lto quali portare​, avevo ​due sole opzioni: regalarli o​ venderli, 

Fu un vero dolore pensare che sarebbero stati presi da estranei che li avrebbero forse maltrattati e che non se ne sarebbero presi cura come meritavano.

​Una parte consistente li avrei spediti, il rimanente l’avrei portato come bagaglio a mano ad ogni mio viaggio. Con fatica ma tanta soddisfazione infilavo quanti più libri potevo nello zaino, a volte il peso mi trascinava indietro, sull’aereo chiedevo a qualche giovanotto di aiutarmi ad infilarlo nello bagagliaio, ci riusciva a fatica e alla fine mi guardava in modo strano.

Nonostante tanti sforzi non riuscii a trasferirli tutti, una gran parte li donai agli amici che sapevo non li avrebbero abbandonati in qualche scantinato​.

Talvolta cerco una frase, una pagina che mi è rimasta impressa e che vorrei rileggere e di riflesso mi dirigo verso la mia attuale libreria; quando realizzo che quel particolare libro manca, mi rattristo, un amico che non c’è più, dopo tanti anni non mi sono abitata a tali perdite.


Mi prese il panico quando realizzai che dove mi ero trasferita non vi erano librerie internazionali.

Comprare libri in Italia ​su internet e farmeli spedire direttamente presso la mia attuale residenza non era possibile, li indirizzavo a casa di un’amica gentile e la prima persona che veniva a trovarmi aveva il compito di andarli a prendere e portarmeli.

Gli amici assolsero la loro promessa ed io li ricompensai con succulenti piatti di pesce e gamberoni.

Andai avanti così per anni fino a quando le case editrici ​italiane ​si rese​ro​ conto che la vendita di libri telematici era l’affare del futuro.

Venni a sapere che si era realizzato il sogno di ogni accanito lettore: erano ​finalmente entrati in commercio gli e-books.

Potevo finalmente tirare un sospiro di sollievo, partii immediatamente per Singapore, per acquistare un lettore per libri telematici, considerando meglio ​acquistai un iPad, più versatile e completo di un semplice lettore.

Non mi separo più dal mio iPad​ e dal computer trasferisco su di esso un consistente numero di libri in attesa di essere letti che mi accompagnano sempre.

Un tempo l’abbigliamento che mettevo in valigia era subordinato al numero di libri che volevo portare con me, scegliere fra quattro libri o due paia di scarpe, era una lotta. Finiti quei tempi, oggi mi porto dietro, ovunque e senza sforzo, una “ricca” libreria.


Dopo il computer, il telefonino ed Internet, i libri telematici stanno cambiando la nostra società, le implicazioni sono ancora agli inizi, il prossimo passo sarà trasferire nella scuola questa nuova prodigiosa innovazione.

Potremo ​forse ​dire addio ai ​costosi libri scolastici ed alle pesanti cartelle!

Al momento​,​ i miei sentimenti verso gli e-books sono ambivalenti, riconosco la comodità e la praticità di non dover tenere in mano un pesante libro, leggere a letto senza dover accendere luci, con la luminosità dello schermo regolabile… ma nonostante i vantaggi, mi manca il piacere di sfogliare fisicamente le pagine, non posso sottolineare, come piace a me, i paragrafi interessanti, non posso scrivere a matita le note a margine del foglio, ma mi accontento. Le future generazioni avranno conosciuto solo libri telematici, non avranno questi rimpianti e un’epoca sarà finita.


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