• Libra Adri

Un’isola fuori dal tempo.


Creta era l’ombelico del mondo conosciuto di oltre quattromila anni fa, crocevia di antiche rotte commerciali del Mediterraneo, era ricca, potente e centro di fiorenti commerci, i venti ancora prendono il loro nome a seconda della provenienza facendo centro a Creta.

Conoscendo le leggende, la mitologia di cui è ricca la storia di Creta: Minosse, Teseo, Arianna, il Minotauro, avevo studiato la progredita società creata degli antichi abitanti giunti a Creta dall’Anatolia; preparandomi a visitarla ero piena di sogni ma non sapevo cosa avrei trovato, temevo di rimanere delusa come era accaduto quando visitai l’isola di Ithaca. Un semplice villaggio di pescatori, piccole case bianche come si possono vedere ovunque nel Mediterraneo e null’altro.

Quando infine la visitammo negli anni ’80, trovammo un’isola che ancora non conosceva il turismo, con pochissime alberghi, pochi ristoranti e solo limitatamente alla città di Iraklion. Può sembrare strano ma, qualche decennio fa, un’importante parte dell’Europa, ricca di storia, era come persa nel tempo.


Ci adattammo facilmente ai costumi locali e quando entravamo in una trattoria mangiavamo quello che c’era, capretto arrosto, una ciotola di olive e pane, oppure polpette, melanzane e pomodori, il tutto servito su di una tovaglia che altro non era che un foglio di carta e due piatti scompagnati.

Le cose sono molto cambiate da quei lontani giorni, oggi a Creta vi sono alberghi con ogni comfort, ristoranti, villaggi turistici, locali notturni.

Quando ripenso a quel viaggio ricordo spiagge di fine sabbia bianca-dorata, un mare cristallino ed una sequenza di letti duri come pietre, senza lenzuola e solo una coperta di tipo militare, ruvida e pelosa, da farti venire l’orticaria.

Non sono una maniaca dell’igiene ma attaccarsi una fungosi o una qualsiasi altra malattia della pelle, pidocchi compresi, è facilissimo, quindi in una località che non conosco e in cui non so quello che troverò, ho l’abitudine di portare con me lenzuola e federe.

In molti luoghi come nel sud est asiatico, nel nord Africa, in medio oriente, fino a pochi anni fa, non si usavano queste “stranezze” occidentali, quella volta dissi a me stessa che stavo esagerando ma alla fine decisi di eccedere in prudenza e portai le mie lenzuola e non me ne pentii.

Quello che mi sorprese fu il dover constatare che i cretesi non avessero più una cultura o amore per il mare, la cosa era forse dovuta al fatto che tutte le invasioni da loro subite, i Romani all’inseguimento dei pirati, i Veneziani, gli Ottomani, …. fossero necessariamente arrivate dal mare, quindi la trasformazione odierna dell’isola in una località turistica per gli amanti del mare, è ancora più sorprendente e spiega la flessibilità dei greci di adattarsi alle circostanze e come isolani, ovvero persone pratiche, dignitose, di poche parole abbiano la convinzione radicata che i valori che contano nella vita, vadano rispettati sempre.

“one face, one race” mi sentivo ripetere quando non volevano credere che non fossi greca e questo per me era un grande complimento.


La visita ai resti archeologici della splendida Cnosso mi emozionò profondamente.. Rendersi conto che quelle costruzioni erano state edificate poco meno di duemila anni prima di Cristo, lascia stupiti gli appassionati di storia e di cose antiche.

Quando arrivammo nel sito archeologico, era una giornata stupenda, il cielo di un azzurro incredibile, un leggero vento mitigava la temperatura, l’aria era profumata di erbe selvatiche e così limpida che in lontananza si intravedeva il mare.

Guardai tutto, visitai anche gli angoli fuori mano, accarezzando le pietre riscaldate dal sole, con la segreta speranza che potessero trasmettermi qualche sensazione….

Tanta bellezza scomparve improvvisamente nel 1400 a.c. Il vulcano dell’isola Santorini letteralmente esplose, come raccontarono coloro che furono testimoni di quella immane catastrofe, le rocce lanciate dalla forza dell’esplosione arrivarono anche a Creta distante cento chilometri, il terremoto nella profondità del mare creó un’onda gigantesca, dissero alta quaranta metri, che spazzó le coste di Creta.

Poiché Cnosso dista cinque chilometri dal mare non fu colpita dallo tsunami ma la cenere eruttata dal vulcano, coprì ogni cosa, seppellendo, i palazzi, le ville, le strade, sotto uno spesso strato che celò ma anche conservò nei secoli, come accadde alla città di Pompei, questa meraviglia costruita da una splendida e progredita civiltà.

Fu una vacanza bellissima, ci rilassammo piacevolmente seguendo i ritmi di una vita molto semplice e spartana; dopo tanti anni i ricordi sono ancora vividi e mi è rimasto nel cuore il piacere di aver visto qualcosa di unico al mondo.


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