• Libra Adri

Un fiore è perito.



La vita stessa è un’avventura ed un miracolo allo stesso tempo. Fermarmi mi sembrerebbe morire e quindi non ho mai maledetto le quotidiane incombenze e le periodiche emergenze che mi tengono occupato mentalmente e fisicamente.


Le forze della natura si dimostrano contrarie all’insediamento umano e guai a contrastarle. Sono forze che possono spazzarci via in pochi attimi e distruggere quanto faticosamente ma a volte superficialmente si è realizzato.


Sono sempre stato consapevole di questo e ho cercato di assecondare piuttosto che contrastare, nel senso di non costruire un muro di sbarramento dove anche pochi giorni l’anno vi scorre un fiume di acqua.


Vedo spesso intorno a me, i prodotti di un atteggiamento qualunquista che tende a rilassarsi in quello che all’apparenza è un paradiso ma che sa diventare una terribile avversaria: la natura.


Il primo anno della nostra residenza sulla nostra isola, ci diede la misura di quanto fosse fragile l’ambiente e la nostra costa ma non recepii a pieno la situazione, in quanto troppo concentrato nella realizzazione delle opere di costruzione per prestare particolare attenzione a quanto la natura mi stava comunicando. Le pioggie tropicali e le masse di aria instabili che si muovono nella stagione delle pioggie non sono meno pericolose del mare che ci circonda. In un attimo, fiumi di acqua si riversano a valle dalla pur misera collinetta di soli 50m di altezza alle nostre spalle, scavando e lavando il terreno. Se non ci fossero i macigni che costituiscono l’ossatura delle colline e delle montagne, tutto il territorio tenderebbe ad appiattirsi.


Anche se è stato sapientemente studiato, descritto ed illustrato, una pioggia torrenziale è qualcosa di indescrivibile ed incontenibile ed una volta rovesciata al suolo, quella massa d’acqua diventa una forza che tutto travolge.



I primi anni ho registrato regolarmente danni all’ambiente ed ad ogni temporale ho imparato il rispetto dovuto alle forze della natura ed individuato punti deboli che ho rinforzato, corretto ed incanalato l’acqua fino a scaricarla in mare senza danni. I primi anni, anche un piccolo muretto di recinzione verso mare, è stato travolto dall’acqua che fluiva a valle e quindi ho realizzato lungo tutto il lato interessato, canalizzazioni sotterranee che scaricavano a mare senza danni… fluendo, anche la spiaggia veniva devastata da questi fiumi di acqua. 


La collina, pur misera in dimensioni, rilasciava terreno ad ogni pioggia. Ho incrementato il numero di alberi nei tratti più ripidi, creato terrazzamenti ed ho curato la crescita del manto erboso che ho trapiantato dopo aver steso una rete sul suolo. Una volta che il terreno pregno smette di assorbire l’acqua, questa inizia a rivolare a valle ma oggi rimane trasparente e non cioccolata come quando trascinava con sè particelle di terreno. In questo modo ho creato un bosco di alberi di Teak e limitato l’erosione.


L’avvicinarsi di un temporale è segnalato da un forte vento che strappa piante e spezza rami e una pioggia flagellante orizzontalmente, poi il vento cala velocemente e un rumore assordante di pioggia battente sovrasta ogni altra attività ed una quantità impressionante di acqua si riversa al suolo allagando tutto il territorio. E’ questa l’azione che porta l’acqua in profondità, anche considerata la grande percentuale di terreno argilloso non permeabile esistente del territorio.


Benché col tempo abbia potuto migliorare le difese a tali eventi, questo è il momento in cui la natura si riappropria del territorio e  tutto è possibile e quindi presto la massima attenzione per imparare e migliorare. Quando tutto ciò avviene nel buio della notte, in percentuale più spesso che di giorno, si aggiunge l’incertezza ad un quadro già di per se inquietante. Tutto quanto ci circonda attrae i fulmini e quindi ho ritenuto saggio non installare parafulmini. Quando ai temporali è associata un’intensa attività elettrica, il quadro raggiunge il parossismo. Allo scroscio dell’acqua si aggiunge l’assordante fragore di scariche elettriche che riescono a polverizzare un albero. Le palme da cocco sono il target preferito dei fulmini ma abbiamo visto colpire la superficie del mare con una violenza indescrivibile. Bellissimo nella sua crudezza. Il campo magnetico che si sprigiona, ti fà rizzare tutti i peli del corpo e non solo per la paura. I miei cani, in queste occasioni, si rifugiano sotto casa e sotto il tavolo.


Ho una torre alta 25metri in cima alla collina alle nostre spalle e distante oltre 100m dalla casa, per ricevere il segnale radio trasmesso dalla città dove si trova la torre gemella che trasmette i segnali radio telefonici e ADSL2. Durante una di queste tempeste di fulmini, di notte naturalmente, si è sentito uno schianto tremendo ed un forte odore di bruciato si è sparso nell’aria. Il collegamento internet è immediatamente sparito ed ho dato per persa l’intera torre o almeno la parabola e l’attrezzatura elettronica. L’indomani ho potuto accertare che la torre non era stata neanche sfiorata ma il campo magnetico generato dal fulmine caduto chissà dove ma nelle vicinanze, era stato captato dal modulo ricevente della parabola e trasmesso a valle lungo il cavo in casa dove aveva bruciato l’alimentatore della torre e molti altri componenti elettronici e di scambio della linea elettrica. Ho speso 2 settimane per reperire le parti di ricambio e ripristinare lo status quo ante.


La quiete dopo la tempesta è una più che appropriata definizione della conclusione di un rovescio temporalesco. I primi a dare il segnale sono gli uccelli ma sono preceduti da un momento di silenzio innaturale per il rombo che permane nelle orecchie ancora qualche istante.


Non è raro, quando questo avviene di giorno che, da lì a poco, torni a splendere il sole e quasi sempre un magnifico arcobaleno appare. Solo qui ho visto un arcobaleno triplo. La purezza dell’aria ed il colore del verde delle piante e delle colline lavate dalla pioggia è uno spettacolo che mal si associa alla tremenda dimostrazione di forza appena sperimentata.


Un’ispezione del territorio, mi gratifica per il buon lavoro svolto nell’assecondare la natura che non perdona neanche il più piccolo errore o dimenticanza.



Qualche fiore è perito ma tanti altri sembrano sgrullarsi le goccie di pioggia in eccesso e rassettarsi. La vita continua e vale la pena di essere vissuta.


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