• Libra Adri

Un cucciolo per essere amati.


  ‘cresci i figli e non aspettarti nulla.’ 

sentii pronunciare questa frase per la prima volta, da mio padre, quando ero ancora giovane ed inesperta e aldilà delle parole, non capii il significato della frase, lui l’aveva imparata da mia nonna e ne aveva conservato il ricordo.

Quando l’ascoltai la seconda volta, pronunciata da un’amica durante una normale e banale conversazione che non faceva presagire un tema così serio, ero una donna sposata e con un figlio piccolo.

Rimasi sorpresa ma lei imperterrita rincarò la dose: ‘invece di mettere al mondo un figlio, comprati un cucciolo, trattalo bene e ti amerà per tutta la vita’. 

La donna aveva due figli grandi e viveva sola in una casa piena di gatti.

Passata la meraviglia la osservai con attenzione, notai la tristezza nei suoi occhi e provai pena per lei, le sue parole lasciavano intuire la sua amarezza e forse erano andate oltre le sue intenzioni.

Col tempo e l’esperienza capii appieno la verità di quella frase; si mettono al mondo i figli per amore ma anche per soddisfare una propria esigenza, ogni genitore li cresce al meglio delle sue possibilità e si prodiga per tutta la vita, ma da per scontato anche un ritorno di affetto, di rispetto, di considerazione e quando tutto questo non arriva, la sua delusione è cocente, un dolore che non si sanerà mai.

Lasciando da parte la storia del cucciolo in cui non ho alcuna difficoltà a credere, il detto dei figli da crescere, di tanto in tanto, mi è tornato in mente.

Fra i tanti aneddoti che ricordo, ebbi l’occasione di conversare con una donna afflitta dalla stessa tristezza che vidi negli occhi di quella ormai lontana amica.. ma quando capii che le parole erano inutili, le consigliai: ‘ si prenda un cucciolo da amare.. vedrà che non se ne pentirà.’ in un attimo pensai: -oddio che ho detto!-

Qualche giorno dopo, incontrai di nuovo quella donna, il viso era trasformato da un sorriso sereno, aveva un cucciolo in braccio, mi guardò e mi disse: ‘ho seguito il suo consiglio, questo è il mio amore!’ 

Dopo qualche tempo, nell’ospedale in cui praticavo qualche ora di volontariato ogni settimana, incontrai una donna che aveva tentato il suicidio, era sola, le domandai se potevo fare qualcosa per aiutarla, la donna mi chiese di telefonare alla figlia. Le telefonai, cercai di spiegare la situazione ma lei continuava a chiedere di quale malattia soffrisse la madre, non voleva capire, allora le dissi molto chiaramente che la malattia della madre era la solitudine in cui viveva; ero riuscita ad aprire una breccia, mi rispose: ‘ha ragione ma non ho tempo.. lavoro tutto il giorno.. la casa.. la mia famiglia..’ confesso che non riuscii a frenarmi e sbottai: ‘anche la domenica a pranzo? una telefonata durante una pausa, un saluto veloce.. ma chi vuole prendere in giro!’ 

I Volontari non dovrebbero mai lasciarsi coinvolgere emotivamente dai casi di cui si occupano, non dovrebbero prendere le parti di nessuno, in questo, come in altri momenti, non sono stata una volontaria imparziale, quella ragazza cercava mille scuse per assolversi, non voleva ammettere di essere la causa della tristezza della sua mamma.

Incontrai di nuovo quella signora, la trovai migliorata, le chiesi della figlia, mi rispose: ‘ci vediamo.. ma ha tanto da fare.. però mi telefona quasi tutti i giorni.’ era felice, si accontentava di poco. Mi salutò, andava dal veterinario, la figlia le aveva regalato un micetto -rimasi di sasso- non ci potevo credere.. la storia si ripeteva..

I giovani sono egoisti, non per cattiveria ma per una connaturata legge di natura, di sopravvivenza e soprattutto pensano di avere un tempo infinito da vivere, possono permettersi di rimandare.. guardano avanti e vedono una lunga strada ancora da percorrere, gli anziani invece, guardano avanti e vedono solo un breve sentiero, non hanno tempo da sprecare in inutili attese e vorrebbero trarre il meglio dagli anni che rimangono da vivere.

Anch’io, lo dico con pacatezza, ho accettato il fatto che non devo aspettarmi nulla dai miei figli, debbo ritenermi fortunata se riceverò una telefonata, una Email, una visita di tanto in tanto, non posso chiedere o sperare di più; ho insegnato loro le cose giuste, ma appartengono alla generazione successiva che benché cosi` vicina, completamente diversa, anche se sono l’espressione dei miei insegnamenti.

Una volta entrati nel loro mondo, si sono adeguati, hanno assimilato altre regole, valori, abitudini, anche in contrapposizione a quelle che ho insegnato loro.

Per tante altre mamme, i figli sono diventati un cruccio, a volte un motivo di amarezza, troppo presi dalla loro vita, si ricordano dei loro genitori solo per trascorrere insieme una parodia di falsa armonia durante le feste; troppo sicuri del loro amore, li trascurano, rimandano la telefonata, dimenticano i compleanni, ma una mamma, di tanto in tanto, ha bisogno di un piccolo segno tangibile.. una piccola cosa che faccia capire che è presente nei loro pensieri.. chi affermava ‘cresci i figli e non aspettarti niente’ aveva ragione ma nessuna mamma si rassegna ad essere dimenticata, a volte vive in attesa, altre si illude, ma finché vivrà spererà sempre in quel piccolo segno tangibile.



#genitoriefigli

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