• Libra Adri

Splendida terra.


“Splendida terra” è il significato di Sri Lanka. Gli antichi persiani la chiamavano Serendib che significa “scoperta causale e molto piacevole”. I testi turistici iniziano quasi sempre con queste parole. Io non voglio raccontarvi della bellezza di questa terra ricca di storia, con una cultura antica quanto la nostra, queste informazioni e la descrizione dei magnifici paesaggi li troverete su uno dei tanti libri scritti sullo Sri Lanka.

Io voglio parlarvi della sua gente e magari delle loro abitudini culinarie.

Sebbene si entri a contatto con una cultura orientale ben diversa dalla nostra, sarà difficile sentirsi a disagio quando si è accolti dal sorriso sincero di un popolo sereno, nonostante le passate vicende politiche. 

Gli abitanti dello Sri Lanka sono molto gentili e cordiali, sempre disponibili e ospitali al punto da rinunciare a qualcosa di proprio pur di compiacere l’ospite… 

Indipendentemente dall’etnia, sono sempre disposti a raccontare agli stranieri la propria cultura e il proprio mondo. Ad uno straniero che si inoltra per le strade di Colombo o di qualche altra città dell’isola, capiterà di essere più volte fermato e di trovarsi impegnato in conversazioni con gli abitanti del luogo, desiderosi di mostrarsi cordiali. 

Lo Sri Lanka è un’isola multilingue, multirazziale e multiculturale. Numerosi sono i gruppi etnici che si sono mescolati nel corso di 25 secoli di storia e che attualmente vivono nell’isola: oltre ai Singalesi e ai Tamil, ci sono gruppi di Marocchini, Malesi e occidentali, discendenti degli antichi dominatori. Ognuno pratica e manda avanti i propri costumi e le proprie tradizioni, così che l’isola, per quanto relativamente piccola, è un vero e proprio crogiolo di lingue, religioni e culture differenti.

I Singalesi, etnia di origine indoeuropea installatasi a Ceylon in età antica, costitiscono la gran parte della popolazione; la loro lingua è shinala (o singalese) e sono prevalentemente di religione buddhista, ma esistono anche numerosi cristiani convertiti durante i secoli di colonizzazione europea. La società singalese è strutturata secondo un sistema di caste cui non si attribuisce la stessa importanza che questo ordinamento riveste nella vicina India, ammette matrimoni misti tra le caste e non è di ostacolo alla carriera lavorativa. I Tamil sono una popolazione di stirpe dravidica stanziatasi sin dall’antichità nell’India meridionale, nello Stato indiano del Tamil Nadu, arrivarono nell’isola dal continente, probabilmente ciò avvenne attorno al III secolo a.C I Tamil parlano una loro lingua, sono in maggioranza induisti ma anche tra loro vi è una buona parte del milione e mezzo di cristiani dell’isola. Si possono distinguere in due gruppi, il più consistente dei quali è rappresentato dai Tamil giunti in tempi remoti e vivono prevalentemente nel nord del paese. L’altro gruppo è costituito dai “Tamil della regione collinare” fatti venire dall’India alla fine del secolo scorso dagli inglesi per lavorare nelle piantagioni di tè, caffè e caucciù. Fra i Tamil induisti esiste una rigida gerarchia castale, a questo sistema viene attribuito una minore importanza che non in India, ma queste distinzioni sono più accentuate fra i Tamil che non fra i Singalesi.

In aggiunta a questi vi sono forti minoranze musulmane e di cristiani burgher (discendenti dei coloni olandesi). Nessuno Sri Lankese apprezza di essere scambiato per un Indiano del continente, essendo tutti molto orgogliosi e gelosi della loro nazionalità e della loro identità separata.

La religione e la famiglia giocano un ruolo fondamentale nella vita degli abitanti di Sri Lanka, le tradizioni esercitano una forte influenza su entrambe. I modelli di comportamento e i modi di pensare provengono da queste tradizioni a cui le persone sono molto legate. La conseguenza è che gli abitanti dello Sri Lanka sono un popolo molto conservatore e nell’isola i cambiamenti avvengono molto lentamente. La personalità degli Sri Lankesi è complessa, spesso sono tranquilli e riflessivi, talvolta impetuosi ed esuberanti. Come in molte regioni tropicali, il temperamento delle persone si manifesta molto bene in varie occasioni di vita quotidiana, specialmente nelle loro riunioni, incontri o assemblee che sono sempre chiassose, a volte caotiche, ma la loro esuberanza si manifesta molto bene nel modo in cui guidano.


Sri Lanka è famosa per la sua vasta produzione di tè pregiati. Essa risale infatti intorno al 1870, quando la ruggine distrusse la maggior parte delle piante di caffè presenti sull’isola e si rese necessario sostituirle con un’altra coltivazione. Il merito va a James Taylor , un proprietario terriero scozzese, che per primo piantò gli arbusti del tè in meno di 8 acri di terra; il suo esempio fu seguito anche da altri coltivatori e la regione montuosa dell’isola si dimostrò ambiente ideale per la produzione del tè. Le piante, ordinate in lunghe fila su terrazzamenti, sono potate basse in modo da non spingersi oltre il metro; se così non venisse fatto, l’arbusto crescerebbe sino ad un’altezza di 10 metri. Il lavoro del raccolto, è effettuato interamente a mano da donne Tamil, cogliendo le foglioline in cima a ogni rametto e di un certo numero di foglie che lo circondano. Il tè Ceylon è reputato il più pregiato al mondo.

La cucina cingalese non è molto elaborata ed è influenzata, oltre che dalla vicina India, dalle usanze gastronomiche dei mercanti e degli invasori del passato: portoghesi, olandesi e malesi. Il piatto principale è il riso al curry piuttosto piccante con carne, pesce o verdure.

Un condimento molto diffuso è un misto di peperoncino, polpa di cocco grattugiata e limone. Di curry ne esistono due varietà: una è simile a quella indiana di colore giallo, l’altra è di colore marrone scuro ed è generalmente usata per aromatizzare piatti di carne. Ogni donna srilankese prepara il suo personale curry, miscelando sapientemente i diversi componenti.

Tutti gli ingredienti che costituiscono la mistura vengono tassativamente prodotti in loco: coriandolo, cumino, chiodi di garofano, cannella, cardamomo, curcuma e pepe. Altra spezia utilizzata per insaporire il riso dopo averlo bollito nel latte di cocco, è lo zafferano.

Se ordinate “riso e curry” in un ristorante srilankese, vi verrà servita una varietà di piccoli piatti di curry che possono essere di carne, pesce o pollo.

I curry vegetali sono preparati con qualsiasi tipo di frutta o di verdura disponibile: banana, fiore di banana, frutto o fiore dell’albero del pane, mango, zucca, patate, fagioli ecc. Le varieta’ di verdure in Sri Lanka sono veramente infinite ma un pasto non è completo senza il parripou, uno squisito curry di lenticchie rosse. Sono deliziosi i granchi in salsa di cocco o curry e le carni agrodolci.


Gli hopper serviti per la colazione o come uno spuntino, si possono gustare soltanto in Sri Lanka, sono frittelle a base di farina di riso e latte di cocco, si servono con uova, miele e yogurt. Gli indiappa sono spaghettini di riso serviti dolci o piccanti.

Ovunque ci sono pasticcerie e bancarelle che vendono favolosi spuntini dolci e salati: panzerotti salati ripieni di verdure speziate ed uovo sodo, frittelle di verdura, frittelline a base di lenticchie, pesce e spezie e le ciambelle di farina di lenticchie. Non potete visitare Sri Lanka senza assaggiare lo yoghurt di bufala, morbido come mozzarella e ricoperto di sciroppo di palma. La bontà e la varietà della frutta meriterebbe un capitolo a parte, ne nomino solo uno: il mango, il migliore al mondo!


Alla fine degli anni ’70, si prevedeva giustamente che lo Sri Lanka avesse uno straordinario potenziale per diventare un paradiso turistico, soprattutto per i turisti europei stanchi delle coste del Mediterraneo, le sue spiagge sono meravigliose e l’entro terra e` stupendo, Per alcuni anni grosse somme di denaro arricchirono i gestori degli hotel, le compagnie di viaggio e i servizi turistici, offrendo prospettive di lavoro a gran parte della popolazione. Dopo la guerra civile scoppiata nel 1983 per motivi razziali, l’industria del turismo collassò.

Con la fine del conflitto l’industria turistica si va riprendendo, facendo ben sperare per l’economia dell’isola.

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