• Libra Adri

sono innamorato di un’altra donna

Per accontentare chi è preoccupato per la mia salute vado a trovare il mio medico ed amico.

“Allora cara, che ti succede? raccontami“



mi é accaduto quello che é capitato a tante donne prima di me.. mio marito una mattina mi guarda al di sopra della tazzina di caffè e mi dice: “ti voglio bene, non dimentico i nostri trenta anni di matrimonio, sei stata una brava moglie ma… mi sono innamorato di un’altra donna… preparo una valigia e vado via, il resto tornerò a prenderlo.“

Sono rimasta paralizzata dallo stupore, non mi ero accorta di nulla, tutto é andato in briciole intorno a me..

mi ha liquidata con due parole, ma cosa significa essere stata “un brava moglie”

come si fa a classificare una donna essere brava.. e poi lasciarla? cosa deve pensare quella poveretta: “sono brava..ma non abbastanza.. sono una bella persona ..ma non abbastanza..

dove ho sbagliato? ma soprattutto cosa gli mancava? … forse rimpiangeva la gioventù trascorsa a fare ‘carriera’ con pochi divertimenti perché i soldi erano pochi, perché c’erano i figli da crescere… – ma la sua vita è stata anche la mia..-

adesso che i figli sono andati per la loro strada, che il denaro ben amministrato non manca, rimpiange la prestanza fisica e sessuale di un tempo e le ragazzette con le tette erette ed culo sodo gli ricordano un passato che non esiste più…ma quello che non può avere spontaneamente, lo può pagare e lo chiama amore…


Quando l’anestesia del dolore inaspettato ed improvviso, si é attenuata, mi sono sentita come se mi avessero bastonata… non basta che i figli siano spariti, come se WA, Email, SMS non fossero stati ancora inventati, adesso anche questa ‘defezione’ che colpisce una donna nella sua dignità… “che devo dire dottore… qualcosa si é rotto dentro di me.. sento di essere cambiata e non in meglio“…


“dipende da come reagisci..” mi risponde il dottore-amico.


La mia reazione é stata un attaccamento incontrollabile alle cose, tutto mi ricorda un passato che é andato in frantumi ed ho paura del futuro, ma almeno gli oggetti non mi abbandonano, mi dico..


Rimasta sola ho iniziato a fare pulizia nella mia casa, volevo riordinare le foto del mio matrimonio, dei miei figli, dei parenti, delle tante vacanze che credevo felici, volevo impacchettare i “suoi” vestiti, eliminare oggetti ormai inutili, volevo rileggere vecchie lettere, quando ancora si usava scrivere a mano, le letterine di Natale dei bambini, con i brillantini che si usavano una volta, volevo disfarmi di un po’ di vecchiume, ma quando ho steso la mano per prendere il primo oggetto, prima un ricordo, poi un’immagine che credevo dimenticata, poi mi ha assalita una sensazione di appartenenza che non potevo spezzare o stracciare,…. mi sono imposta di aspettare che il dolore non fosse così cocente ma dopo qualche settimana, ho pazientemente catalogato per data, per persona, per tipo di messaggio, le foto sono ora custodite negli album, anche i vestiti che volevo portare alla CRI, i costumi di quando andavamo al mare, i maglioni per la montagna…

Inscatolato, catalogato, conservato, protetto dall’usura del tempo, mi sono ossessivamente attaccata alle cose che non possono lasciarmi…ognuna di esse mi ricorda qualcosa di un passato che é stato spazzato via dall’egoismo di chi ho amato.


Mi rendo conto che questo modo di vivere é assurdo, patetico, ma non posso frenarmi, ho provato, ho preso la prima cosa che mi é capitata e l’ho strappata, subito dopo l’ho recuperata, riparata, stirata per togliere le pieghe e rimessa in ordine al suo posto. Recentemente é morta una vecchia zia e con il consenso dei parenti ho svuotato la sua casa di tanti oggetti, adesso i suoi ricordi sono diventati i miei ricordi preziosi.

Sono matta? ma non faccio male a nessuno, frequento pochissime persone, le mie amiche non mi cercano più, una di esse con sadismo si é presa il disturbo di dirmi con chi si é messo il mio ex.. poveretto…


Un tempo avevo un caro amico, si chiamava Angelo, dopo la morte della moglie aveva cominciato a riempire la sua casa di tutto quello che trovava, una vecchia radio rotta, una caffettiera che non funzionava, viti, bulloni accuratamente puliti e oliati, vecchie scarpe che avevano visto tempi migliori, libri usati trovati sulle bancarelle e mai letti ….

Angelo era rimasto solo, la sua attività quotidiana era diventa quella di accaparrare in giro oggetti da accumulare nella sua villetta, rendendola una via di mezzo fra un magazzino ed una “discarica”, parenti, amici e figli, si erano allontanati a causa del suo comportamento pazzesco e da una casa inabitabile…

“ma io non sono come lui” mi andavo dicendo.. invece io e la mia casa siamo diventate come lui, solo un po’ più ordinata e pulita.


Ho letto di persone che come me soffrono di una patologia che li costringe a trattenere in casa ogni sorta di oggetti, senza possibilità di buttare via niente, perché tutto serve, tutto racchiude un ricordo, ma quando diventa un impedimento ad una vita normale nella società, allora serve un aiuto psicologico, non voglio fare la fine di Angelo morto fra cataste di cartoni.

Quindi eccomi.. cosa devo fare per risalire la china? da dove comincio a costruirmi una nuova vita..?


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