• Libra Adri

Senza etá.



È stata una svolta importante della mia vita quando in metropolitana a Singapore, una ragazza mi offrì il suo posto a sedere. Vari sentimenti si affollarono nella mia mente: sorpresa, stupore o disappunto?. Rifiutai l’invito benché gentile, perché sarei scesa di li a poco, ma quello che mi diede da pensare fu la mia reazione intima. “possibile che appaia così anziana ad una ragazza di venti anni?” poi pensai che, quando anch’io ero una ventenne, le signore di trenta-quaranta anni mi apparivano attempate, allora perché il disappunto? forse vanità? oppure orgoglio? 

 Forse la risposta è più semplice perché, per me, essere anziani è uno stato mentale prima ancora che fisico; io non mi sento anziana ed essere trattata come tale è possibile che mi abbia dato fastidio. 

 Mi definisco ‘matura’ perché sono sopravvissuta alla mia giovinezza, all’adolescenza dei miei figli, ai dispiaceri, alla lotta per proteggere la mia libertà di pensiero, all’invidia della gente. Ho superato questo ed altro ancora e mi considererò ‘matura’ per tutta la vita. 

 Con mio marito ho visitato una buona fetta di mondo e quando poi i nostri figlioli, diventarono grandi ed insofferenti alle ingerenze dei genitori, andammo in giro per periodi sempre più lunghi, per tornare in Italia solo sporadicamente. Con il computer, il telefono, una SIM locale e con google-map siamo andati ovunque, altro che la poltrona davanti alla TV, coperta sulle gambe ed una infermiera che vigila.. mio figlio un giorno disse: “mamma, papá, ma quando vi fermerete!” “MAI !” gli rispondemmo all’unisono, “vogliamo continuare fino a quando ne avremo la forza.”

 Ci siamo fermati per qualche anno, abbiamo creato dal nulla un paradiso in una isola tropicale, ci siamo riposati ma ora siamo stanchi di tutto questo riposo e presto ricominceremo a viaggiare con una ‘base’ più vicina al nostro itinerario di viaggio che non ci obblighi a lunghi trasferimenti per tornare a casa.


L’Italia è la nostra Patria, Roma la nostra città e l’amiamo in modo viscerale ma come narra il luogo comune… il mondo è la nostra casa. Abbiamo visitato tante città, guardandole con l’occhio del viaggiatore, non del turista, ma la più bella del mondo rimane Roma, mi dispiace per le altre ma debbono rassegnarsi ad essere seconde. 

“Ti innamori di Roma lentamente, ma per tutta la vita. In una parola, tutta l’Europa è da guardare, ma l’Italia è da vivere”. (Nikolaj Gogol) 

I romani sono abituati a vedere tutto, non si sorprendono mai, “è questione di DNA” mi disse una volta un romano di sette generazioni. 

(N.d.r.) Nel traffico, ho ascoltato insulti vecchi di secoli, che coinvolgono madri, sorelle, gli antenati e le generazioni a venire, sui gusti e le preferenze sessuali di tutta la famiglia e con qualche aggiunta al modernismo, ma dette senza livore, pronunciate per il gusto di recitare e di riderne.


Nessuno amministratore ha il coraggio di fare cambiamenti, Roma è immutabile e forse questo è il suo unico difetto: è un museo all’aperto in cui ogni oggetto parla del passato ma sa ‘insegnare’ a chi vuole ‘ascoltare’, perché quello che gli antichi Romani hanno fatto e detto, è di una modernità sorprendente. 

 I romani da grandi conquistatori sono diventanti gli occhi disincantati dell’Europa, non esistono termini di paragone, per mille anni hanno visto passare gli eserciti di mezzo mondo, li hanno visti passare ed andarsene sconfitti, mentre i romani sono sempre lì.


Riprenderemo a viaggiare perché oltre alla curiosità che ci spinge a partire, ci manca la vista dell’orizzonte.. il senso di libertà che ti dona solo lo spazio aperto e che si prova quando si guarda lontano e si vedono le montagne o il mare oppure le foreste, soprattutto il cielo non delimitato o nascosto da palazzi, torri, antenne.. ed oltre questo ci dona i colori straordinari del sole che tramonta e che sembra venir inghiottito dal crepuscolo.

#età #MRT #romani #Roma #libertà

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