• Libra Adri

Riflessioni sulla natura umana.

Aggiornato il: mag 3



Per imparare, presto attenzione a non intromettermi, osservo il mondo che mi circonda senza pregiudizi e presunzione di sapere. Io guardo attentamente le cose e le persone e rifiuto di invadere la vita di altri, per raccontare poi le mie conclusioni. Comunque le persone in mala fede, se si sentono ‘scoperti’ in quello che credevano ben celato dietro una maschera di ipocrisia, gridano comunque alla invasione della loro privacy


Chi perde il senso delle proporzioni non é onesto con se stesso e gli altri, perde la capacità di soppesare il bene e il male, di capire la differenza fra giusto e sbagliato. L’amore può essere tutto quello che esiste di buono nella vita di una persona: gioia, fiducia, serenità, ma può essere anche il peggio che ci possa capitare: tristezza, vendetta, sopraffazione. Solo la speranza ci permette di continuare a vivere.


La troppa pseudo-educazione, uno snobbismo a volte esagerato, ci impediscono di usare le parole appropriate, anche se rozze:  le ‘parolacce’ hanno il vantaggio di sintetizzare, a volte, una situazione o definire una persona e a volte invidio chi le usa senza pudori ma sono anche indice di volgarità ed ignoranza.


I balinesi sono diversi ed unici, nei miei tanti viaggi non ho mai incontrato una cultura complessa, ampia e comprensiva come questa.


Chi é stato a Bali avrà notato alberi giganteschi, i Baniani, erano giovani piante che portarono son loro, quando emigrarono dall’India, e che trapiantarono nei luoghi in cui si stabilirono. Oggi queste piante, diventate enormi, sono ancora dove furono interrate. Nelle ricorrenze, i tronchi sono circondati da teli di stoffa a quadri bianchi e neri e circoscritti da un basso recinto di pietra.

Tutti giorni le donne balinesi depongono ai piedi degli alberi, offerte di fiori ed incenso profumato, perché credono che gli spiriti buoni vivano in essi e proteggano i villaggi, quindi gli alberi sono sacri.

I diversi invasori che si sono succeduti a Bali, non sono mai riusciti a spezzare il coraggio di questa gente fiera. Gli intrusi stranieri decisero di spezzare l’animo dei balinesi, abbattendo questi alberi sacri ma i Balinesi nel vedere distruggere ciò in cui credevano, pur di non essere sopraffatti ed umiliati combatterono ed inflissero pesanti perdite agli invasori stranieri che decisero di ritirarsi.

Un aspetto che apprezzo della loro cultura é l’abitudine, ovvero il rifiuto, di litigare o discutere, in quanto ritenuto sommamente volgare e sgradevole. Parlano, chiariscono, a volte… risolvono le controversie, mantenendo sempre il controllo, senza mai alzare la voce, senza litigare.  


Nel caotico traffico di Denpasar vige la regola: “oggi passo io.. domani toccherà a te“, ma senza arrabbiarsi.. “la precedenza? roba da stranieri, noi siamo balinesi“. 


Le infrazioni le commettono anche loro e molte, ma é colpa del karma..!  e sorridono.

L’odio religioso é la forma più aberrante e strisciante di intolleranza; molti odiano coloro che credono in qualcosa di diverso dalle loro convinzioni, odiano chi ha la forza di sperare e di continuare a sopportare. Mi viene di pensare che lo facciano per evitare di pensare di sbagliare loro stessi.


Sono cambiati i modi ed i sistemi, ma i ‘màrtiri’ esistono ancora. 


Nella piccola città-stato di Singapore, ogni cittadino é libero di professare liberamente la sua religione, unico esempio forse realmente liberale in tutta l’Asia; le leggi proteggono le diverse culture e credi religiosi. Tutto é discutibile, infatti nel parcheggio di una chiesa ho notato un cartello: “lasciate libero questo posto auto, via di fuga per i preti di questa parrocchia”  


Mi sorprese la curiosità della gente che ho subito in molti paesi nel sud-est asiatico, verso gli stranieri. Mi veniva chiesto: “ perché hai deciso e scelto di venire qui?” e non era solo per il desiderio di conversare ma non capivano quando parlavo loro di natura incontaminata, di paesaggi fantastici, del mare con una barriera corallina ancora intatta, del silenzio che permetteva di ascoltare il suono del foresta. 


Loro sognavano di vivere nel mondo occidentale, mentre io parlavo di cose a cui loro, non davano alcuna importanza. Mi guardavano e sembrava pensassero: “sono pazzi questi stranieri“.


I giapponesi sono le persone più oneste, lavoratrici e complicate che esistano al mondo. 


Ho frequentato molti giapponesi, per motivi di lavoro, ogni volta che ho creduto di capire la loro mentalità, mi sono dovuta ricredere.


Poiché le ragazze giapponesi crescono senza alcuna remora religiosa e sessuale, le donne vivono la libertà sessuale in modo del tutto naturale; se vogliono abortire non vengono condannate per aver distrutto una vita, perché grazie alla credenza Shintoista, sono fermamente convinti che ogni essere che muore nascerà di nuovo.. dopo quaranta giorni.


Il socializzare, l’accoppiarsi ed il sesso stesso, sono solo necessità umane e gli uomini giapponesi, troppo presi dal lavoro, con poco tempo a disposizione, molto spesso si affidano ad agenzie specializzate per trovare una moglie adeguata, senza complicazioni sentimentali; l’amore non é compreso, nè richiesto.


Tutte e due le parti sono soddisfatte e la prova é che questi matrimoni resistono al tempo anche grazie al rispetto che provano verso gli altri.


Quello che nascondiamo a noi stessi, quello che non diciamo, lo accumuliamo nel nostro essere e si trasforma in lacrime, insonnia, recriminazioni, tristezza. Quello che non ci diciamo, non muore… ci uccide.




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