• Libra Adri

Ricette d’amore

Ricette d’amore



da giovane sposa, cimentandomi in cucina, definivo il sugo preparato con cipolla, basilico e pomodoro e un poco di burro, il sugo più buono del mondo, ritenendolo un cibo molto gustoso, semplice ed essenziale.


Erano anni ormai che non lo cucinavo, troppo abituati a ricette più complesse ed elaborate; lo preparavo anche per i miei figli, quando erano piccoli, ero sicura che lo avrebbero gradito, con gli spaghetti,  gli gnocchi, le fettuccine, era una ricetta a “colpo sicuro”. 

Quando la scorsa estate ospitai mio nipote di tre anni, pensando ad un pasto semplice e genuino da cucinargli, un giorno gli dissi: ‘oggi nonna ti cucinerà il sugo più buono del mondo‘



Misi in tavola la pastasciutta con abbondante parmigiano e mio nipote inizió a mangiare, si fermò un attimo, mi rivolse uno sguardo sorpreso con i suoi occhi azzurri e ridenti  e senza dire nulla riprese a mangiare, con una mano teneva la forchetta con cui metteva gli spaghetti in bocca, con l’altra mano  spingeva quelli che scivolavano via, masticava con entusiasmo, quando ebbe mangiato l’ultimo filo di pasta, mi disse: ‘Nonna ancora’.



Da quel momento, ogni tanto, mi torna in mente  mio nipote che mangiava con piacere gli spaghetti e provo un po’ di nostalgia, forse sarà il primo ricordo della sua infanzia, -mi dicevo- mi rammenterà per questo e la cosa mi riempie di gioia.




Uno dei piatti che i miei figli gradivano moltissimo erano le fettine panate e fritte. Compravo le fettine di vitellone, le battevo per renderle sottili ma non troppo, le infarinavo, le immergevo nell’uovo sbattuto con un po’ di sale, infine le passavo nel pangrattato, premendo bene perché aderisse, poi le friggevo in olio molto caldo; bastava meno di un minuto ed erano cotte e le servivo con l’insalata.


Intenzionalmente preparavo una dose abbondante di fettine per poterle mangiare anche il giorno dopo e quando portavo a tavola il piatto colmo fino a straripare, dicevo sempre: ‘ragazzi le fettine che avanzano, domani le potrete mangiare con la salsa e i piselli, sentirete che bontà‘.




Non sono mai riuscita a ripassare quelle fettine impanate che raramente restavano; i ragazzi le trafugavano dal frigo e le mangiavano senza neppure riscaldarle nel forno a microonde; alle mie proteste, mi rispondevano sempre: ‘mamma sono squisite anche fredde..‘ che potevo dire, fingevo di essere arrabbiata ma non potevo desiderare complimento migliore.




Oggi si può comprare la pasta frolla già pronta, basta scongelarla ed in un attimo si può stenderla in una teglia per cuocere una buona crostata, buona ma non ottima. Non sono una patita delle ricette fatte in casa, ci sono tanti ottimi dolci che si possono comprare già fatti, ma la crostata preparata in casa é  tutt’altra cosa.



Non voglio annoiare nessuno con ricette che si possono trovare con una semplice ricerca, comunque queste dosi per la crostata sono arrivate a me dopo quattro generazioni di nonne: 200gr. di farina e 100gr. di zucchero, 100gr. di burro,  2 o 3 rossi di uovo (dipende dalla grandezza), un pizzico di sale, niente lievito!


Quello che non ho mai letto sono quei piccoli accorgimenti per la riuscita del dolce:  il calore delle mani scioglie troppo velocemente il burro e la pasta sembra non compattarsi mai, quindi, o raffreddate le mani sotto l’acqua fredda o usate un spatola per piegare la pasta su stessa, -questo è importante, la pasta va piegata, non stropicciata con le dita-, oppure ponete l’impasto in frigo per qualche minuto e velocemente ricominciate ad impastare.




Dopo aver lasciato riposare la pasta nel frigo per mezz’ora, stendetela con il matterello su di un foglio di carta forno, qualche piccola imperfezione può essere corretta con una “toppa”, una volta cotta si amalgama tutto, ponete la sfoglia (anche la carta forno) nella teglia, aggiungete la marmellata preferita, con la pasta avanzata sbizzarritevi a fare una griglia, poi piegate il bordo della pasta per fare un cordoncino  per tutta la circonferenza.



Informatela in forno medio caldo per 30 minuti. Abbiate la pazienza di aspettare che sia tiepida prima di mangiarla.


Il profumo della crostata di marmellata è stupendo; quando preparavo questo dolce lasciavo aperta la porta della cucina, dopo poco tutta la casa odorava di buono. Sentivo le esclamazioni di gioia dei miei figli che entravano di corsa, ‘mamma si sente il profumo fin dal portone! Grazie mamma’


Non esiste  cosa più bella della gioia e dell’apprezzamento dei propri figli.



Ho il privilegio di abitare dove gamberoni, aragoste, pesce fresco e verdure e frutta esotica realmente ecologiche e fresche sono disponibili per preparare piatti succulenti e trovo comunque che ricette semplici, economiche, preparate con piacere, da mangiare tutti insieme con la TV ed il telefonino spenti, diventano un atto di amore, di condivisione e di rispetto reciproco.


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