• Libra Adri

Prolungare la stagione della spensieratezza dei figli.



I tempi sono, indubbiamente, difficili per tutti ma sono stufa di sentire dire che i giovani non trovano lavoro. A sentire queste lamentele, si ha l’impressione che l’Italia ormai è terra adatta solo alle migliaia di extracomunitari che vivrebbero in Italia, anche sottopagati e affrontando tanti sacrifici. Nella realtà delle cose, questi giovani stranieri vengono occupati in quei lavori che i giovani italiani non vogliono fare. Dico questo, a costo di apparire insensibile o antipatica.

Basta osservare un qualsiasi ristorante italiano per capire che tutto il personale è straniero. È di pochi giorni fa lo sfogo di un imprenditore che assume lavoratori stranieri perché gli italiani non vogliono più lavorare in fabbrica. Le ditte di pulizie assumono ormai solo personale extra comunitario, ieri ho sentito una madre di famiglia italiana  che diceva: “lavo le scale di tanti palazzi per dare da mangiare ai miei figli che ho lasciato a casa” non sapevo che esistessero ancora donne così.

Sono tanti i mestieri che un giovane italiano potrebbe fare temporaneamente, in attesa di un lavoro più idoneo al titolo di studio o alle sue capacità, ma la maggioranza dei giovani vogliono, anzi pretendono, un lavoro qualificante e non si accontentano benché, spesso, non abbiano qualifiche.

Non condanno questi giovani, anche se non li approvo; i responsabili di questa loro mancanza di adattabilità sono i genitori che per troppo e mal riposto “affetto” li hanno viziati.

Ciò che è stato fatto a fin di bene, alla fine si è trasformato nel peggior errore che un educatore potesse commettere. Hanno protetto questi figli tanto da renderli incapaci di assumersi delle responsabilità, impreparati ad affrontare le inevitabili difficoltà della vita; non hanno inculcato il senso del dovere o insegnato che, per ottenere qualsiasi cosa, ci vuole sacrificio ed impegno.

Bastava che chiedessero e questi ragazzi ottenevano, motorini, computer, telefonini, vacanze, abiti firmati, soldi, ogni occasione era buona per ottenere un regalo, il solo fatto di non essere stato bocciato, è stato motivo di un altro regalo.

Li hanno tenuti al riparo dalle delusioni, lontani dai loro doveri, addossandosi anche le responsabilità dei propri figli.

Con i genitori che continuano a mantenerli, oggi questi giovani non capiscono perché debbono sacrificarsi se già non mancano di nulla e non sanno e non vogliono rinunciare a nulla, desiderosi solo di prolungare la stagione della spensieratezza e dei divertimenti. Molti giovani, con ancora i genitori alle spalle, sono felici dei lavori a termine e con lo zaino sempre pronto, lavorano una stagione per raggranellare quanto necessario a pagarsi un biglietto aereo e partono verso una nuova avventura.

Bali, Los Angeles, Bangkok sono piene di giovani che vogliono allontanare il momento in cui dovranno finalmente crescere, troppo abituati a prendere senza dare nulla in cambio, senza impegni e responsabilità.

Viaggiare, conoscere nuove culture significa accrescere il proprio spessore e quindi nulla da obiettare per tali attività ma quando questo viene fatto mettendo in secondo piano le proprie responsabilità e doveri allora hanno una diversa collocazione nel nostro bagaglio personale di individui. 

Non credo che questi genitori fossero così impreparati e disattenti; forse credevano, in buona fede di fare del loro meglio, volevano far felici i figli, sentirsi amati e regalare loro quello che avrebbero desiderato per se stessi alla loro età.

Il mestiere di genitore non si insegna ma non ci si improvvisa genitori, ci vuole molto buon senso ed intelligenza. L’unico insegnamento che loro stessi avevano ricevuto era il concetto che la responsabilità ed il dovere prevaricava le loro esigenze, ma non sono stati capaci o non hanno voluto trasmettere ai propri figli questa verità che aveva modellato la loro visione della vita ma che li aveva costretti a non poter realizzare i propri sogni.

Spesso si trattava di sogni semplici; avevano lavorato duramente per tutta la vita per realizzare qualcosa per se stessi ed i propri figli e nel frattempo fantasticavano su quello che avrebbero fatto una volta andati in pensione.

Non erano mai grandi cose, un viaggio, una piccola casa fuori città per trascorrere insieme ed in pace i mesi della bella stagione, coltivare qualche passatempo, ricevere la visita dei figli e dei nipotini, cose semplici che avrebbero riempito le giornate di una coppia che, portati a termine i propri compiti, si gode le piccole gioie della vita.

La realtà invece ha distrutto le loro aspettative, le spese invece di diminuire, considerate le loro semplici esigenze, sono aumentate, dovendo ancora provvedere ad una famiglia costretta a vivere insieme. I figli incapaci a loro volta di creare qualcosa, sono rimasti a beneficiare delle attenzioni di genitori anziani che magari sono stati relegati in una stanzetta della casa per lasciare più spazio alle loro unioni naufragate.


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