• Libra Adri

Per oggi basta !

Aggiornato il: mar 21


Ci sono giorni in cui sembra che tutto ciò che mi circonda voglia crollarmi addosso, la ragazza che mi aiutava in casa se n’è andata, puff.. ed é svanita.

Sarà la decima volta che capita, non sarà difficile trovare una nuova ragazza ma dovrò ricominciare ad insegnare come funzionano quegli oggetti strani chiamati interruttori e rubinetti, come si usa il WC, cos’é un apriscatole, il telecomando per accendere le luci, le nozioni basilari dell’igiene domestico, la lavatrice è un oggetto misterioso, la macchina del gas sarà la loro preferita, loro che cucinano ancora bruciando la legna, non ci farò mai l’abitudine, ma fa troppo caldo per perdere la pazienza e non si ottiene nulla.


In questi ultimi anni ho messo insieme un team di donne che curano il giardino, ma dire che lo curano é un eufemismo, non sono riuscita a capire se i miei fiori muoiono per disperazione o sono le donne che li fanno morire in modo da avere meno piante da annaffiare. Ho incrociato la responsabile di queste donne con una pianta stecchita in mano, “cosa é successo a questa poveretta?” le chiedo e lei mi risponde:


“tidak tahu..!” ( non lo so).


In indonesiano esistono tre modi di rispondere: Si e Non lo so. meglio abituarsi altrimenti si diventa matti.


Qualche mese fa sono partita per un breve viaggio, al mio ritorno trovo tutti gli alberi di mango che avevo lasciato carichi di frutti, completamente spogli, centinaia di frutti spariti, chiamo l’uomo che li curava e gli chiedo:

dove sono finiti i mango?”lui mi risponde.. “tidak tahu

non mi accontento di questa non risposta… insisto: “saranno stati almeno 200 frutti… e lui .. “tidak tahu

Mi arrendo.. nessuno mi darà mai una risposta.. qui non si sgrida o punisce un dipendente, lui sa che io so! quindi alla prima occasione lo licenzierò, facendogli però ‘salvare la faccia’ ma per questa stagione ho finito di mangiare i miei mango.


– gli indonesiani non dicono mai di NO, dicono sempre SI… ma saranno gli altri a dover capire quanto quel SI assomigli ad un forse.


– dicono sempre ‘domani’… lo farò domani, vengo domani, ma quel ‘domani’ può arrivare dopo una settimana, un mese o forse mai.


– “quanto devo pagare per questo?” “..decidi tu boss

e qui sono problemi perché lo straniero non conosce il prezzo, ma non può scontentare quella persona e alla fine si sente costretto a pagare di più per non sbagliare.


– se una persona vuole ottenere una cosa qualsiasi, come ad esempio un giorno di vacanza, non lo chiede.. lo prende e basta… la spiegazione é tanto semplice da lasciare senza parole: …”boss non potevo chiedere il permesso, non volevo disubbidire se mi avessi risposto di no…” non c’é nulla da fare, é più forte di loro.


Si trincerano dietro il silenzio, modo semplice per scaricarsi di qualsiasi responsabilità e dichiararsi innocente… é il loro modo di fare, acquisito dopo secoli di semi-schiavitù, prima sotto gli olandesi e poi sotto gli inglesi e questa gente per poter sopportare la loro dominazione, adottarono un comportamento accomodante che li aiutò a non scontentare il padrone di turno e sopravvivere alla loro prepotenza.


Quando alla fine della seconda guerra mondiale gli olandesi, decisero di tornare a Giava e, come se nulla fosse accaduto, richiamarono la gente a lavorare, migliaia di uomini validi afferrarono i loro inseparabili ‘parang’ (lunghi coltelli) si nascosero nella foresta, e si prepararono a combattere pur di non essere mai piú schiavi.


Gli inglesi che si fermarono in Asia, in India, in Sri Lanka, in Malesia, sfruttarono tutto quello che poterono, in compenso le popolazioni impararono l’inglese (obbligatorio per gli impiegati statali) perché i padroni erano troppo pigri per imparare la lingua locale, in Indonesia non fecero neppure questo, la popolazione era troppo ‘primitiva’, secondo la loro opinione, e li sfruttarono solo come raccoglitori, contadini, facchini, per la coltivazione e la raccolta delle spezie: chiodi di garofano, noce moscata, cannella, pepe, caffè, cacao, tabacco.. ed il famoso tè.

Gli Inglesi credevano di essere i padroni del mondo, invece erano solo dei droghieri…


Singapore la colonia più prestigiosa dell’impero inglese, oggi é un gioiello in tutti i suoi aspetti, non escluso l’aspetto multirazziale della popolazione, ma fino a pochi decenni fa i malesi erano servi o manovali, oggi sono fra i migliori lavoratori edili, costruttori di fantastici grattacieli, gli indiani erano ottimi commercianti, impossibili da battere nelle contrattazioni, oggi sono i più scaltri imprenditori e commercianti di stoffe, cambiavalute e oggetti preziosi, i cinesi erano esclusi dalla vita sociale inglese e non era loro consentito di raggiungere posizioni importanti nella gerarchia politica o commerciale, emarginati come un tempo gli afro-americani negli Stati Uniti d’America, oggi sono lo straordinario cervello di Singapore.


Da quando gli inglesi, dopo mille inchini, furono messi alla porta, i singaporiani hanno lavorato senza sosta, quello che hanno saputo creare dal nulla é stato stupefacente, l’inimitabile modello Singapore stupisce il mondo: una rivincita sbalorditiva.


Gli inglesi possono continuare a tenere alzata la punta del naso, ma i singaporiani senza una parola di troppo, li hanno surclassati dimostrando una schiacciante superiorità ed intelligenza.


L’ultima notizia da Singapore: il governo ha “invitato” chi lavora nel campo del turismo e del commercio, ad abbassare i prezzi… tutti hanno aderito.. ed i turisti sono tornati a spendere, non si uccide la mucca che produce tanto buon latte…!


il riferimento zoologico vuole essere chiarificatorio non offensivo…


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