• Libra Adri

Per essere felici




Molti sono quelli convinti che per essere felici, debbano ottenere tutto ciò che desiderano, ma quando le aspettative vengono deluse, si sentono traditi dalla vita. Non si deve volere troppo, non si può credere che la felicità sia un diritto. Nella realtà non esiste una regola per la gioia di vivere, è una conquista. Impegniamo la maggior parte del nostro tempo per ottenere qualcosa a tutti i costi o per riuscire a guadagnare sempre più denaro. Non si tratta di disprezzare il denaro e il lavoro, ma di comprendere come questi elementi occupino un ruolo nelle nostre preoccupazioni e rendersi conto quali siano le nostre priorità.





Socrate lo ha detto molto chiaramente: “il segreto della felicità non è nel cercare di più ma essere felici con poco” Eppure, spesso continuiamo ad essere legati ad una mentalità per la quale ciò che vogliamo dobbiamo averlo subito ed il denaro è la strada più semplice. Produce sicurezza e permette uno stile di vita elevato, migliore sotto tutti i punti di vista, tuttavia  anche i più grandi miliardari della storia, di fronte all’esaurirsi del loro tempo, hanno vacillato e compreso che non c’era nessuna soddisfazione ad essere ‘i più ricchi del cimitero’.  



La felicità non si trova sugli scaffali di qualche negozio, ma spesso crediamo di trovarla nell’acquisto, a volte compulsivo, di oggetti che speriamo possano renderci felici. Il più delle volte, invece, ci danno solo l’illusione di aver colmato un vuoto, ma in maniera solo parziale, mai soddisfacente.






Spesso la felicità sta’ nel fermarsi, nel fuggire la frenesia e guardare negli occhi chi ci sta vicino e quello che già abbiamo e renderci conto di quanti modi abbiamo per sentirci felici, lo sguardo ancora pieno di amore del compagno che ci sta accanto da una vita, entrare in una pasticceria e comprare, con un desiderio goloso, un vassoio di bignè alla crema, rispondere al sorriso di un bimbo, la famiglia a cui abbiamo donato noi stessi, anche se oggi non ci ripaga con il suo affetto come vorremmo… sentirsi appagati non può essere mai un esercizio solitario che escluda volutamente gli altri. 




Chi invece avrà accettato quello che il destino aveva in serbo per lui, si dirà:  “poteva andare meglio, ma mi accontento, me lo farò bastare”, non pretenderà quello che forse non era scritto negli eventi della sua vita, non angustia se stesso e chi gli sta accanto con recriminazioni e rimpianti e sarà una persona soddisfatta oltre ogni aspettativa. 


















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