• Libra Adri

parolacce e volgarità moderne.


le “brutte parole”… un comune intercalare,

bambini male-educati… abituati alle volgarità,

le parolacce… queste conosciute,

la sotto-cultura della parolaccia,

una parolaccia sostituisce una frase…

la parolaccia si crede più facile ed esaustiva!?

oddio, se non ci fossero le parolacce…

È diventato comune sentirsi rispondere: “l’hanno detto in televisione..” come se questo mezzo di comunicazione fosse diventato il depositario di tutte le verità.

Le parolacce sono incluse in tutti i vocabolari ma con la dicitura (volg.) quindi il loro utilizzo non va oltre la volgarità.


Le femminucce non fanno eccezione nel loro uso e sembrano prediligere quelle riguardanti gli attributi sessuali maschili… tradotte con gli organi femminili non hanno incisività.

Non è positivo permettere questo e credo che la chiara (e rassicurante) regola che le parolacce non sono consentite, posta con un atteggiamento sereno ma risoluto, sia l’azione da contrapporre. 

Spesso i bambini che dicono parolacce sono alla ricerca di un’alternativa o emulazione. È  consigliabile, quindi suggerire quali altri parole può utilizzare quando si è molto arrabbiati, in sostituzione di quelle “brutte e proibite”. 

Ieri stavo guardando una fiction che riscuote molto successo in Italia. Questi programmi, anche se sono delle finzioni, a volte includono un messaggio sbagliato ai giovani; spesso si mette in scena una situazione che gli autori, con superficialità, hanno creato senza pensare alle conseguenze. La finzione scenica deve essere molto prudente, se invia un input negativo ed ha ripercussioni sbagliate sulla società.

Nel filmato, che citavo, gli attori-studenti dovevano decidere se dare la loro fiducia alla loro insegnante, insomma dovevano stabilire se questa riscuoteva la loro approvazione.

“Forse ho capito male” mi sono detta; non avevo frainteso, oggi gli studenti vorrebbero accettare o meno un insegnante.

Sono rimasta senza parole, non sapevo se scandalizzarmi o ridere.

Il mio ricordo è volato immediatamente a quando frequentavo le superiori e noi studenti, avremmo volentieri impalato il prof. di Tedesco con i suoi occhietti gelidi da SS oppure avremmo incollato alla sedia la prof. di Matematica che, ad ogni compito in classe, con il suo sorrisetto diabolico sembrare dire: “adesso vi aggiusto io!”, ma rimanevano dei sogni ad occhi aperti.

Altro che accettare i professori, eravamo noi studenti a venire valutati in tutti i sensi dagli insegnanti. Col tempo avremmo capito che erano solo padri e madri di famiglia che lavoravano per amore dell’insegnamento. Severi ma giusti e se uno dei loro ‘ragazzi’ aveva bisogno di aiuto, non si tiravano mai indietro.

A proposito esistono ancora i compiti in classe? incubo di noi ragazzi.

Una volta dovetti giustificarmi davanti al preside, non ricordo più il motivo, altro che attacco di panico, ci mancò poco che me la facessi addosso. Oggi le presidi, a volte leggo, vengono aggredite verbalmente e fisicamente da genitori e studenti spesso ignoranti come capre; la mia generazione rimane allibita davanti al permissivismo nei confronti degli studenti e quindi dei giovani, ma sappiamo che deriva dall’aria che tira in famiglia.

Un rapporto improntato sulla fiducia e sul rispetto reciproco, fra insegnante-studente, sarebbe la soluzione a molti problemi della scuola italiana e fra genitori-figli darebbe un senso alla famiglia.

Quello che manca completamente oggi è la buona educazione di base, ” per favore, grazie, prego, scusa” come invita Papa Francesco.

Tornando alle volgarità, molto spesso i bambini usano un linguaggio…. una volta si diceva ‘da carrettiere’, cambiano i mestieri e cambiano i modi di dire ma la volgarità rimane la stessa, quello che rattrista è sentire il turpiloquio in bocca ad un bimbo di pochi anni, ma se un bambino conosce tante parolacce e le utilizza, di sicuro le ha imparate in casa dove le volgarità sono diventate un normale interloquire. 

Un tempo i genitori non si davano pensiero se l’educazione severa impartita ai figli avrebbe procurato disagio ma certamente non traumi alla loro psiche. Si doveva semplicemente obbedire, tutto il resto non si poteva fare, altrimenti erano legnate.

Un giorno raccontai a mia madre che la maestra mi aveva dato uno schiaffo, mia madre di rimando giù un altro schiaffo e mi disse: “se ti ha picchiato c’era un motivo”.

Non le ho raccontato più nulla, almeno mi sono salvata dal 50% dei ceffoni.

I bambini si sottomettevano all’autorità dei genitori e degli insegnanti ed ingoiavano qualsiasi protesta; provate oggi a farvi obbedire da un bimbo di quattro-sei anni che non sia stato educato al rispetto e che pretende di fare di testa sua.

Si è passati da un’educazione forse troppo severa, ad un permissivismo fuori controllo -neppure il dott. Spock arrivò a tanto- i genitori tendono a lasciar correre, non badano alle parolacce, anzi ci ridono, sembrano buffe dette da quegli angioletti, è molto più facile dire di sì ad ogni richiesta, che essere costretti a vestirsi di autorità e dire un educativo no.

Ormai i genitori esaudiscono ogni desiderio dei figli prima ancora che essi chiedano, non esiste più quel momento magico in cui si sognava un regalo, si fantasticava su cosa si sarebbe fatto una volta ottenuto, noi ci sentivamo appagati dei nostri semplici giochi, i ragazzi di oggi hanno tutto eppure sentono che manca loro qualcosa…. sono stati defraudati delle aspettative di vita, della spensieratezza, desiderano solo rimanere per ore davanti al computer e chat-are con gli amici per sentirsi appartenenti ad un gruppo.

Non mi stancheró mai di ripetere che il vero problema della società italiana risiede nella famiglia o per meglio dire nella mancanza di una famiglia che insegna ai propri figli i principi di comportamento, il senso di responsabilità, il dovere verso se stessi e gli altri. 

Il sapersi comportare con gli altri, il rispetto per le esigenze altrui è considerata abitudine di altri tempi. I figli sono lasciati soli, crescono senza educazione, non vengono stimolati ad imparare e, cosa molto importante, non capiscono che la positiva autorità del padre e della madre è solo il primo gradino di una lunga scala di doveri verso la società di cui dovranno fare parte e le volgarità non sono di alcun aiuto, neanche espressivo.


#parolacce #volgarità

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