• Libra Adri

Nuore e suocere.



Con la fine del patriarcato tutta l’organizzazione famigliare si è “evoluta”…

Non è un desiderio nostalgico o recriminatorio ma i valori della famiglia, l’organizzazione famigliare ed il rispetto, si sono diluiti o sono rimasti senza una collocazione in quella che eufemisticamente viene chiamata “famiglia moderna”.

Fra la suocera di “ieri” e la suocera di “oggi”, la società è cambiata talmente in fretta che non vi è stato quel passaggio indispensabile perché i rapporti si evolvessero con moderazione e civiltà; la suocera che oggi definiamo invadente è stata a suo tempo una cattiva nuora ed ora non sa bilanciare il suo essere donna, madre e suocera.

Per parlare di un argomento e tentare di capire, bisogna inquadrare il problema risalendo alle sue origini.

Le spose che “ieri” entravano in una nuova famiglia, avevano una loro ben precisa collocazione e sottostavano alle regole che vi trovavano.

I loro mariti non sceglievano fra madre e moglie, non esisteva il presupposto, la Madre, era la padrona della casa, arrivata a quella posizione dopo una lunga gavetta, fatta anche di rimproveri e scappellotti, aveva avuto la pazienza di vestire i panni della giovane sposa fino ad arrivare ella stessa ad essere la Madre, con sacrificio e chissà quante lacrime.

La “mater familiae”, la donna che oggi banalmente viene chiamata suocera, aveva un potere che non veniva contestato ed i ruoli di tutti erano ben precisi.


Se si avesse l’onestà intellettuale di ammettere che la suocera potrebbe invece essere una ricchezza per la giovane donna ancora inesperta, con la sua esperienza accumulata negli anni, che l’ha aiutata a crescere i figli a gestire una casa ed il ménage famigliare, molte situazioni incresciose non avrebbero motivo di nascere.

Delle giovani inesperte coppie si sono trovate dall’oggi al domani a coprire ruoli importanti e complessi senza alcuna pratica, spesso senza avere dei valori, a volte senza un’educazione al rispetto. Il desiderio di indipendenza ed autonomia è forte in tutti i giovani di tutte le epoche ed oggi lo si sente un diritto acquisito anche in mancanza di esperienza.

Nulla da eccepire in questo, in quanto è un fatto naturale ma, per motivi contingenti, a volte non è attuabile e ci si rivolge ai genitori per un aiuto, per gestire funzioni famigliari essenziali quali il crescere i figli che non si possono seguire per impegni lavorativi ed a volte anche senza tali impegni.


I genitori da decenni ormai sono convinti che amare i propri bambini significhi permettere loro di fare liberamente ciò che vogliono, questa carenza educativa ha creato una crepa nella società, non possiamo quindi sorprenderci se anche le suocere e le nuore si comportano senza nessun rispetto le une verso le altre.

Non sono rari i casi in cui la nuora ami la suocera anche più della sua stessa madre e tragga grande vantaggio dalla sua esperienza. In caso di bisogno, si prende cura di lei assistendola e curandola con affetto e dedizione, ma sono eccezioni…. purtroppo il più delle volte la nuora è prevenuta, rifiuta sgarbatamente aiuto e consigli della suocera considerandoli antiquati mentre molto spesso sono frutto del buon senso.

In questo caso la giovane donna è prima di tutto un’insicura: del suo ruolo, della capacità di creare una famiglia, dimostra arroganza nell’ostentare una sicurezza ed una esperienza che non ha, teme una posizione subalterna e considera tutte le manifestazioni della suocera delle malevoli intromissioni e si chiude nel rifiuto per la paura di essere estromessa o prevaricata.

Il trofeo che ambiscono è un uomo che tentenna fra due affetti così diversi che non sono paragonabili e che potrebbero convivere in armonia: l’affetto filiale e l’amore per una donna. Nel migliore dei casi, l’uomo si barcamena e non prende decisioni, causando l’infelicità di tre persone e spesso la fine di un matrimonio.

Suocera e nuora prigioniere delle loro paure, alimentano un contrasto che le induce a combattersi.

La nuora è sempre e comunque avvantaggiata in questo incontro/scontro con la suocera purché abbia un sano rapporto con il suo compagno, nessuna suocera può intaccare il suo desiderio di autonomia in alcun modo, lei resta la padrona della sua casa benché sia auspicabile il rispetto della posizione e della figura della madre del suo partner.

Ogni situazione è a se stante, da spettatori non si può capire ma guardiamo oltre lo stereotipo di suocera ed nuora che si accapigliano, due donne di due diverse generazioni, a volte di diversa estrazione sociale e culturale, sfrondiamo questa situazione che sarebbe farsesca se non avesse una sua tragicità, troveremo due donne che lottano per la supremazia. In questa battaglia nessuna delle due è innocente, la maleducazione, la cattiveria, l’invidia, il rancore sono gli squallidi ingredienti di questa guerra meschina.

Un dialogo schietto improntato al rispetto reciproco, sarebbe la soluzione ottimale per superare le eventuali discussioni, c’è sempre spazio per ampliare il concetto espresso o la propria opinione perché trattandolo si evidenziano problematiche e punti di vista diversi.

La mia esperienza di vita mi ha insegnato che alla base di qualsiasi comportamento umano debbano coesistere l’educazione ed il rispetto ma anche una certa gerarchia o più appropriatamente: i ruoli.

Una persona educata non rischia di perdere la propria dignità in discussioni volgari. La gentilezza è la chiave primaria per comprendersi reciprocamente ed instaurare rapporti autentici ed il cerchio dei rapporti umani, per chi vuole ascoltare (gentilezza), si chiude felicemente (rispetto).



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