• Libra Adri

Nulla sarà come prima... il mondo sarà diverso

Aggiornato il: mag 5


"Passata l'epidemia nulla sarà come prima..."  questa percezione esprime la sensazione d'incertezza di ciò che ci aspetta, la paura di non sapere affrontare il cambiamento che stiamo sperimentando e che dovremo metabolizzare, ma non ho ancora sentito dire in che modo cambieremo. 

Tutto é ancora nebuloso, a fior di pelle.  Posso eprimere solo i miei dubbi, i miei pensieri e la sensazione di paura che mi accompagna in una tragedia come questa.  Chi mi siederà accanto non sarà recepito inconsapevolmente come un portatore? ci vorrà tempo per assimilare che il COVID è scomparso, ricorderemo la solidarietà, il sacrificio, il lavoro instancabile di tanti, ma saranno ricordi accompagnati dalla paura "e se ritornasse...?"  a causa di questo non diventeremmo come dicono, più forti, bensì più fragili.  La malattia ha colpito in modo indiscriminato, ma abbondantemente anche chi é stato imprudente, il giovane, l'anziano, il ricco, il povero, non ci sono state differenze, di fronte agli eventi, 'la livella naturale' ci ha reso tutti uguali. Ha colpito anche chi ha sottovalutato i rischi, i "furbi" che hanno creduto che solo "gli altri" sarebbero stati infettati. Forse i ricchi saranno meno ricchi ma i poveri saranno alla disperazione. Ci sarà il rimorso per le colpe di coloro che hanno condannato gli anziani a priori, abbandonati a loro stessi con un'assistenza sanitaria inesistente sia nelle RSA che negli ospedali dove non hanno ricevuto lo stesso trattamento degli altri, in special modo quando a causa dei numeri alti non vi erano posti sufficienti per tutti ed allora gli anziani sono stati deliberatamente lasciati morire. La gente vuole tornare alla normalità, ci sforzeremo di non pensare a quello che é accaduto, ma i ricordi di quello che stiamo ancora vivendo non si cancelleranno. Abbiamo cantato dai balconi, abbiamo mostrato coraggio, ma abbiamo visto molti morire, abbiamo scusato anche i furbetti che se ne fregavano dei divieti, mettendo a rischio la propria salute ma anche di tutti quelli che incontravano, é stata una guerra che non potremo dimenticare, per quanti sforzi faremo. Bisogna ricominciare, tornare al lavoro, riaprire le fabbriche, gli uffici, le scuole, ma quello che mi angoscia é l'ignoranza e l'egoismo di coloro che preferiscono sottovalutare i rischi pur di tornare a produrre, tornerà  una normalità solo apparente non come la vivevamo prima, come la conoscevamo. Nel nostro intimo ci allarmeremo per un colpo di tosse, la febbre ci getterà nel panico. Non si può vivere con la paura, ma non si può neppure ignorarla, é il nostro campanello di allarme, ci avvisa quando qualcosa non funziona.  Superata la crisi, riprenderemo con "giudizio"? Sapremo prendere tutte le precauzioni necessarie, visto che il virus viaggia ad una velocità incredibile, solo un muro di isolamento ci sta' aiutando a sopravvivere, ma se dovesse accadere di nuovo la maggior parte della gente crollerebbe se dovesse, di nuovo, richiudersi in casa.  Combattere ancora un nemico invisibile che ha decimato intere famiglie, ci ha strappato i nostri nonni, ha seminato dolore e sconforto. Ricorderemo a lungo il passaggio continuo delle ambulanze a sirene spiegate prima e le interminabili colonne di camion militari pieni di bare dopo.  Abbiamo avuto la nostra guerra, forse peggiore di quelli che ascoltavano le bombe cadere sulle città e il passaggio continuo di carri armati.


Finalmente riappropriati della nostra vita, dopo la chiusura e l'isolamento, sapremo apprezzare la socialità nel suo reale valore?, avremo piacere di incontrarci di persona?, siamo stufi di collegamenti impersonali, molti desiderano stringersi in un abbraccio o anche solo in una calorosa stretta di mano. La nostra fragilità forse guarirà con la socialità, con l'amore, con i ricordi dell'altruismo di tanti sconosciuti,  con la comprensione che siamo tutti uguali ed indifesi di fronte al dolore. 


Da Jerusalem, all'Albania, la Polonia, il Kosovo hanno coperto i monumenti con la bandiera Italiana. Ricorderemo chi ci ha aiutati quando eravamo allo stremo e non dimenticheremo chi ha guardato altrove ignorando le nostre richieste di aiuto.




L'egoismo ed il nazionalismo è fortemente insito nell'individuo e nella politica diventa esasperato e ricorderemo quello dell'Europa che credendosi sostanzialmente immune dalla pandemia ed economicamente più forti, ha cercato di metterci il guinzaglio, strangolarci per imporci il loro giudizio e guardare all'Italia come un mercato da cui prendere a piene mani guidati da un'animosità verso gli Italiani che somiglia tanto all'invidia per le nostre superiori capacità. Salvo poi rivedere le loro posizioni quando la disgrazia ha colpito gravemente anche il loro paese ed hanno beneficiato della nostra esperienza ed apprezzato la nostra forza, lungimiranza ed intelligenza. Sappiamo che ci vorrà tempo prima di superare tutto questo dolore e tornare ad una vita normale.  Certamente acquisiremo valori diversi, diverse priorità, abbiamo capito che in tutti i campi, la solidarietà é necessaria ed insostituibile, l'avevamo dimenticato... è relativamente facile essere generosi ed altruisti quanto ci si sente forti ed al sicuro ma quando la nostra stessa salute è a rischio esercitando qualsiasi forma di altruistica attività, non può essere fraintesa. 



Siamo stati troppo presi dall'effimero, dal vivere solo per il presente, ma nulla sarà come prima, perchè saremo noi i primi ad essere cambiati,  oggi siamo consapevoli di possedere forze ed energie che non sapevamo di avere... ed io mi auguro che gli Italiani ricordino che dopo la devastante seconda guerra mondiale, in un Paese completamente distrutto, senza materie prime e risorse, se non la nostra volontà ed intelligenza, in pochi anni tornammo a far udire la nostra voce in Europa e nel mondo. Gli Italiani, in una maniera inspiegabile, nei momenti piú bui della loro storia, hanno sempre saputo trovare le risorse e la forza di rialzarsi.  Anche per questo, nulla sarà piú come prima.

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