• Libra Adri

Non si fa l’abitudine al bello.


È strano come le cose assumano importanza o la perdano senza che quelle stesse cose cambino ovvero benché rimangano tali e quali immutabili.

Forse non ho chiarito sufficientemente il mio pensiero e mi proverò ad illustrarlo più esaustivamente.

Vivo in un luogo molto piacevole che mi è congeniale. Non riesco a pensare ad un altro luogo al mondo che potrei giudicare più soddisfacente o semplicemente più bello del mio angolo di paradiso che ho costruito, realizzandolo con il mio metro di valori ed importanza .. ciò nonostante… a volte mi assale un desiderio di qualcos’altro.

Cos’è? sono un tipo che non si accontenta o l’essere umano è di natura costantemente insoddisfatto?

Ci sono momenti, brevi momenti in cui trovo la mia meravigliosa realtà un poco stancante ma poi esco sul viale che ho realizzato e costeggia la spiaggia, mi siedo su una delle poltroncine che vi ho messo e vengo assalito da una dolce sensazione di rilassamento e felicità interiore soltanto ascoltando il silenzio rumoroso della natura e la visione del mare che perennemente si muove silenzioso o imbronciato in un verso o nell’altro, ritirandosi fino a scoprire i coralli e crescendo fino ad inghiottire anche il pontile dove è ormeggiata la barca.


Ho cosparso il parco di angolini dove rilassarmi e godere dell’abbraccio della natura. Infatti la natura è la presenza costante in questa mia realtà. Nel gazebo sento lo scorrere dell’acqua che rivola verso il lago, i numerosi uccelli che instancabili cinguettano tutto il giorno ed altri che silenziosamente portano dei fili di erba sull’albero dove stanno costruendo il nido per la covata che dovrà fare prima ed accudire poi.

Un altro angolo che prediligo è sulla terrazza pensile sotto un enorme albero da cui si vede il braccio di mare a sud-ovest della proprietà. È un luogo unico in cui nella stagione secca spira costantemente un vento, a tratti forte ma mai fastidioso, che arriva direttamente dall’Antartico e mitiga la temperatura e l’umidità.


Al centro del lago c’è un piccolo isolotto con fiori, alberi ed un bel prato dove ho sistemato delle poltroncine e lungo la piscina delle panche di pietra che per qualche motivo sono molto amate anche dal mio beagle e da Lillo il Persiano. Per qualche motivo, appena mi siedo su una di queste panche, tutti e due arrivano e saltano sulla panca e si siedono con me a guardare l’acqua. Non accade negli altri angoli, anche se vengono non saltano sopra dove sono seduto.

Abbiamo smesso, mia moglie ed io, di visitare località di mare ed i nostri viaggi sono solo per conoscere culture e luoghi. Benché al mondo ci siano paesaggi marini indubbiamente bellissimi, il mare ed il piccolo arcipelago in cui viviamo ci regalano delle emozioni e delle bellezze che non perdono il loro splendore vivido della prima volta.



È impagabile un mare limpido che ti mostra i suoi tesori prima ancora di tuffartici perché sembra di poter toccare quello che è svariati metri profondo. Tuffarsi in mare nel pomeriggio, dopo una giornata assolata è come farsi un bagno caldo in vasca; la temperatura raggiunge i 28-30° nei bassi fondali e per un po’ di refrigerio bisogna immergersi oltre i 2 metri.

Approdare su una spiaggia dove non trovi una singola orma umana, con una sabbia di un bianco accecante, ti lascia fantasticare di essere l’unico sopravvissuto di una società che ricerca solo beni materiali e ruba ed uccide per impossessarsi di quelli degli altri.


Sdraiarsi sul bagnasciuga con il sole che ti brucia e l’acqua che ti rinfresca massaggiandoti sono piaceri semplici ma che ti piace di ripetere senza mai stancarti. L’abbraccio dell’acqua è un piacere osmotico ancestrale che forse ricorda lo stato prenatale, di fatto è un piacere immenso.

Navigare è l’altro piacere che mi concedo molto volentieri. Sono stato invitato ultimamente ad una breve crociera su una meravigliosa barca a vela di 15metri, uno sloop meraviglioso che scivolava elegantemente sull’acqua senza alcun rumore. È stato molto bello ma non così esaltante come governare una vela potente su di uno scafo con deriva. Stringere il vento e sentire lo scafo sotto di te reagire immediatamente con grande ardore… Volendo fare un paragone mi sentirei di confrontare la sensazione di guidare una berlina invece di una rossa Ferrari.

È ormai quasi il tramonto, voglio fare un tuffo in piscina prima di cena e quindi rientro seguito dalla mia Labrador che non mi molla un attimo e subito raggiunto dal mio piccolo Beagle che è sempre in ritardo ma mai troppo lontano da perdermi d’occhio.

Si, credo di avere realmente buone ragioni di essere felice di quello che ho ed intendo godermelo più a lungo possible.


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