• Libra Adri

Nel mare della Sardegna.


Le vacanze estive, dei primi anni dopo sposati, le abbiamo trascorse sul Gargano prima e poi sempre in Sardegna e più specificatamente nell’arcipelago della Maddalena. 

Non so come quel meraviglioso angolo di Sardegna si sia evoluto ai tempi odierni ma a giudicare da quanto ho visto su Google Earth si è urbanizzato oltre l’auspicabile. In quei giorni, i proprietari che avevano venduto la loro terra, sassosa, incolta ed improduttiva per un pugno di soldi credendo di aver fatto un affare e “fregato” i signori del “continente”, già si mangiavano le mani, una volta resosi conto che quei signori avevano previsto e favorito un ottimo sviluppo dell’area che loro non avevano minimamente creduto possibile.

Avevo io stesso messo gli occhi su un piccolo appezzamento alla Maddalena, progetto che non ebbe seguito per motivi che non stò qui a raccontare.

Iniziammo con la tenda e poi con un caravan a visitare tutti i camping dell’arcipelago, un po’ per il tipo di vita che questo mezzo comporta ma più importante per la vicinanza al mare. Ho procurato pesce fresco ogni giorno alla mia famiglia tanto puntualmente che mia moglie regalava quello rimasto del giorno precedente.

Il primo campeggio è nato a Capo d’Orso, una piccola vallata tra le roccie che scendeva fino a mare, offriva anche un riparo al vento che in Sardegna può diventare fastidioso così vicini alle Bocche di Bonifacio ed i giorni di cattivo tempo durano per multipli di 3, ovvero minimo tre giorni ma possono diventare 6 ed anche 9. Il villaggio di Palau, ora porto importante, era costituito di una singola strada, Via Nazionale che portava al porto esclusivamente utilizzato per raggiungere La Maddalena.


Un altro campeggio fu aperto in località Baia Sareceno tra Palau e Capo d’Orso e più tardi, ad ovest di Palau, su di un piccolo promontorio: l’Isuledda, nacque un campeggio “l’isola dei Gabbiani”, meravigliosamente localizzato ma proprio “in bocca” ai venti. Nei giorni di vento non c’era altro da fare che salire in macchina alla scoperta della Sardegna. Solo grazie a questi intervalli abbiamo avuto l’occasione di conoscere Santa Teresa di Gallura, scendere a sud verso Olbia, lo stagno di San Teodoro e visitare le grotte della foca monaca.

Fin dalla prima visita di questo splendido mare, mi resi conto che senza una barca sarei stato come un cieco in visita alla Galleria degli Uffizi e quindi dal nostro secondo viaggio avevamo un bellissimo gommone, ideale in questo mare.

Con il mare calmo, tutto l’arcipelago era a portata del nostro gommone con Cale e Calette raggiungibili solo via mare sugli isolotti di Spargi e Spargiotto, Budelli con la poi divenuta famosa Spiaggia Rosa e fino all’Isola di Razzoli.

Un giorno mi immersi sul costone che sprofonda a sud dell’isolotto di Spargi e mio figlio ancora piccolino ma ottimo nuotatore era in barca e seguiva le bolle d’aria che salivano dalla mia posizione. Dopo meno di un’ora risalii e mi accorsi subito che il mare si stava mettendo male e velocemente mi issai a bordo e mi preparai alla traversata del canale che ci divideva dall’isola dei gabbiani.


Feci stendere mio figlio sul fondo della barca e per non prendere il mare al traverso mi lasciai scarrocciare verso est; l’importante era che guadagnassi la costa e poi sarei risalito fino al campeggio. Dopo pochi minuti, il motore girò a vuoto e realizzai che qualcosa era accaduto all’elica. Ridussi l’accelerazione al minimo e notai che l’elica aveva “presa” e quindi governavo la barca. Accelerai fino a trovare il punto in cui l’elica perdeva la presa e la mantenni in questo modo. Purtroppo con questo scarroccio ulteriore non voluto, avrei mancato il campeggio e forse la costa ma ben conoscendo l’arcipelago sapevo che prima di essere in mare aperto avrei necessariamente trovato davanti a me l’isola di Santo Stefano e Caprera e ciò mi dava la sicurezza che tutto sarebbe andato bene se fossi riuscito a mantenere in assetto la barca. In balia delle onde, la barca si sarebbe posta di traverso e probabilmente rovesciata. Non ero in ansia per le nostre vite, perchè avevo abbondantemente vestito mio figlio con i giubbotti salvagenti e la barca stessa, benchè rovesciata avrebbe garantito un appoggio sicuro ma sapevo che senza la barca la nostra vacanza per quell’anno sarebbe finita. Con grande sforzo, riuscii a deviare lentamente verso ovest ad ogni momento di calma tra un’onda e la successiva e finii per accostare prima della Punta Sardegna. Scendemmo su di una spiaggia a rifocillarci e poi tornare al campeggio navigando lungo la costa, fu solo questione di tempo. Naturalmente mia moglie, persona molto preparata, aveva notato il mare che ingrossava e dalla punta dell’isola dei gabbiani aveva seguito la nostra navigazione con il binocolo, sicuramente con trepidazione.

In un’altra occasione avemmo “un’avventura” in mare che fortunatamente non ebbe risvolti drammatici.

Quell’anno eravamo al campeggio di Baia Saraceno e stringemmo amicizia, come sempre accadeva in campeggio con altri appassionati: un medico napoletano e un direttore di banca di Pistoia, due simpatici menestrelli con i quali la sera si strimpellava la chitarra e si cantava. Il medico aveva acquistato per l’occasione, un grande gommone con un potente motore ed un pomeriggio ci invitò ad andare con lui per un giro. Voleva circumnavigare l’isola di Caprera.


Ci ritrovammo in mare aperto con Caprera alla nostra sinistra e il gommone procedeva veloce con i suoi 40HP e dopo pochi minuti quello che ci trovammo davanti era un’onda che montava, un muro d’acqua che immediatamente valutai troppo alto per superarlo. Noi eravamo nel cavo dell’onda che ci sovrastava di 5-6metri, come un palazzo a due piani. Il medico, al timone non sembrava reagire e gli altri due si tenevano rigidamente al corrimano, ancora qualche minuto e avremmo dovuta subire l’onda rovinosamente su di noi e capovolgendoci. 

Con riluttanza, mi portai accanto al medico e presi la barra e ridotto motore, virai strettamente per poi allontananarmi velocemente da dove eravamo venuti. Diressi verso Capo Saraceno ed ormeggiai il gommone. Non avevamo scambiato neanche una parola e tutti sembravano annichiliti. 

Quella sera si suonò e si cantò come al solito e quanto successe sembrò non essere mai accaduto.



http://www.mixpod.com/playlist/89278377

#SpiaggiaRosa #Spargi #BaiaSaraceno #Caprera #LaMaddalena #CapodOrso #Palau #BocchediBonifacio #Budelli #Lisuledda #LisoladeiGabbiani

0 visualizzazioni