• Libra Adri

Maledetta cattiveria.


Facciamo del male e lo sapranno tutti, facciamo del bene e non lo noterà nessuno; molti fanno intenzionalmente e pubblicamente della beneficenza, pur di non passare inosservati, felici che sia risaputo, per crogiolarsi in un buonismo che non provano ma che fa loro comodo.

Altre volte chi aiuta qualcun altro non sempre si chiede se sta facendo il bene di quella persona, quello che veramente interessa è che si sappia.

Lo slogan a lato lo trovo assolutorio, perché penso che molti prosperino in essa.

Ho sempre creduto e fermamente sostenuto che la cattiveria trionfa quasi sempre, le persone continuano ad imbrogliare, ad intrigare, a mentire, pur di ottenere ciò che vogliono, mentre i buoni non hanno la perseveranza di lottare, forse in fondo sanno di non avere la grinta per portare avanti una “battaglia” cosa questa che li vede perdenti già in partenza, mentre il cattivo non si ferma di fronte alle difficoltà, anzi sembra attingere forza dagli ostacoli, non si fa scrupoli pur di vincere, per il potere, per egoismo, per dimostrare la sua forza.

È capitato a tutti di sentir dire: ‘non voleva fare male, non lo ha fatto apposta, a vederlo sembrava una brava persona…..’, io invece credo che chi compie una cattiva azione sia consapevole di quello che sta facendo, i motivi che lo spingono posso essere la vendetta, il rancore, la gelosia, l’invidia, la rabbia, se non volesse commettere una cattiveria, si fermerebbe, ma quale che sia la motivazione, chi fa una cattiva azione sa quello che sta facendo ed il dolore che causerà.

In una conversazione sentii un noto psichiatra affermare senza mezzi termini, che le persone che agiscono per cattiveria sono più numerose di quanto comunemente si immagini, incontrava queste persone per motivi professionali e continuava asserendo che questi sanno perfettamente quello che fanno e ne sono soddisfatti.

Mi sono sempre chiesta come sia possibile ferire, offendere, maltrattare altre persone e poi dormire serenamente, abbracciare i propri figli, avere una vita come tanti, fino alla successiva cattiva azione poiché il male non è mai inconsapevole, il bene si.


L’elemento che condiziona la vita di tanti è l’invidia. A volte ha origine da un’infanzia difficile, da un complesso di inferiorità, da un senso di inadeguatezza; l’invidia induce a commettere le più meschine azioni che si possano immaginare, si vuole distruggere il soggetto del rancore, abbassarlo al di sotto del proprio livello sociale, culturale, renderlo insicuro, minare i suoi affetti, la sua dignità e per fare questo mentono spudoratamente, inventano le più squallide maldicenze, quando la persona invidiata verrà pubblicamente calpestata, si riterranno soddisfatti, si potranno finalmente considerare superiori al malcapitato.

Anche l’avidità è una forma di cattiveria, il possesso è più importante dell’oggetto posseduto ma per poterlo ottenere sono disposti a tutto, ad indebitarsi, rubare, mentire, tradire.


Un’altra forma di cattiveria molto spesso sottovalutata è l’insulto, la mortificazione, l’offesa personale, il disprezzo immotivato, ferire intenzionalmente, si può rimproverare qualcuno senza diventare crudeli, ma non c’è soddisfazione in questo, la parola detta con cattiveria è più incisiva, colpisce più a fondo, fa soffrire.

Ho sempre sentito dire ‘fai del bene e dimenticalo’ ma lo dimentica anche chi lo riceve e molti si domandano se sia stato utile.

Il comune denominatore che muove il mondo è la cattiveria e la bontà cerca di metterci rimedio, spesso senza riuscirci.

‘il male è visibile e dimostrabile, il bene non lo é mai’.

Le manifestazioni della cattiveria sono sempre visibili, la bontà non si riconosce quasi mai, viene scambiata per stupidità, per debolezza, quasi mai come espressione di un buon sentimento. Una persona che dedica il proprio tempo libero per i più sfortunati, viene guardato con sospetto, la gente diffida, non capiscono perché lo faccia, nel migliore dei casi pensano che non abbia nulla di meglio da fare.


La verità scomoda è che fare una buona azione fa bene soprattutto a se stessi, si compie in silenzio ma dopo aver dato, si soffre nel sentirsi ripagati col sospetto di un egoismo personale.

Fate il bene in ogni tempo, in ogni luogo, in tutte le circostanze in cui potrete farlo e sarete, a non dubitarne, virtuosi e saggi. (Confucio)


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