• Libra Adri

Letterine di Natale

Letterine di Natale



“Cari genitori  prometto che il prossimo anno sarò più buono, l’anno passato sono stato così-così, mi sforzerò di migliorare.. intanto puoi dire a babbo Natale di mettere sotto l’albero o accanto al presepe..” 

I bambini scrivono ancora le letterine a babbo Natale?  o spediscono una Email. 

Debbo chiederlo ai miei nipoti, spero che non sia una delle tante tradizioni cadute in disuso.

Quanta innocenza c’era in quella letterina piena di aspettative che i bambini di un tempo scrivevano, con i brillantini che si sbriciolavano e cadevano al minimo tocco, ogni anno il cartolaio riservava uno scaffale per questi piccoli oggetti, una gioia per gli occhi e per il cuore, già comprarla era una festa.


Pochi giorni fa tutti i giornali raccontavano di una trovata pubblicitaria che aveva fatto il giro del mondo e che era diventata virale sui web: un anziano è morto ed i figli  ricevono una lettera di condoglianze e un invito a presenziare  al funerale.


Quando questi arrivano trovano il padre vivo e vegeto, la sua era stata solo una trovata per indurre i figli a ricordarsi di lui e non essere costretto a trascorrere un altro Natale in solitudine ad attendere una telefonata. Abbracci e baci, tutto appianato con accompagnamento di un lauto pranzo, …tarallucci e vino.


La famosa letterina di Natale, con i lustrini e le parole tenere nella loro ingenuità, si è  trasformata in un biglietto di condoglianze.. forse sono afflitta da una sensibilità esagerata, forse sono una nostalgica, forse sono una illusa che crede ancora nei valori della famiglia, ma questa trovata pubblicitaria, troppo attinente alla realtà, mi ha intristito al di là delle semplici parole.


Esagero… forse… ma in questo periodo apri un qualsiasi giornale e trovi suggerimenti su come apparecchiare la tavola, consigli per regali inutili che verranno riciclati alla prima occasione o ricette per pranzi e cenoni, gli chef sono i soli numi benedicenti che oggi esistono e si arricchiscono con i loro menù a duecento euro, a dir poco, a persona, mentre tutti gli altri poveracci ci cuciniamo le lenticchie con le salsicce, neanche il cotechino che costa troppo e le fettuccine, quelle industriali.


Non sono una pessimista, solo un’osservatrice, assimilo tutte le notizie che trovo, sui quotidiani, riviste, libri, dalle chiacchiere degli amici, da semplici conversazioni, le analizzo e creo un puzzle che mi porta a delle conclusioni, a volte vorrei tanto sbagliare, ma oggi credono al Natale solo Papa Francesco e pochi altri. 


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