• Libra Adri

Leila, la mia amica sensitiva.


   Taluni hanno la fortuna o il fardello di essere testimoni o di conoscere cose così incredibili per l’attuale mentalità materialistica, che preferiscono tacere, per non essere catalogati come sciocchi, visionari o peggio ancora come dei “fanatici”.

La maggioranza delle persone ha rinunciato o ha paura di credere al sovrannaturale, prestano attenzione solo a quello che vedono o possono toccare, rifiutano l’imponderabile conoscenza di tutto ciò che non ha spiegazione tangibile.

A volte, nel ricordare particolari periodi della nostra vita, si prova la sensazione che questi arrivino da un passato che non ci appartiene, come se noi fossimo stati solo degli inconsapevoli spettatori. 

Ho un ricordo nitido del giorno in cui conobbi Leila. Su mia esplicita richiesta, mi fu presentata da un’amica comune e mi premeva conoscerla perché la volevo consultare e porle alcune domande sull’Astrologia che studiavo ormai da un anno.

Una donna di particolare sensibilità e, come scoprii in seguito, una persona straordinaria; pur non conoscendoci, entrammo in sintonia fin dal nostro primo incontro, mi accolse come se mi conoscesse e mi aspettasse da tempo.

Possedeva facoltà paranormali e veniva consultata da molti ma non da tutti quelli che lo avrebbero desiderato; a loro insaputa veniva effettuata una rigorosa selezione, i perditempo, i curiosi, i fanatici, venivano drasticamente rifiutati senza possibilità di ripensamenti.

Con le sue doti, Leila sarebbe potuta diventare ricca, invece viveva senza lussi in un piccolo appartamento di due stanze, in un palazzo dignitoso alla periferia di Roma.

Aveva viaggiato molto in Africa, in Sud America ed in Brasile aveva conosciuto i famosi e potenti maghi del Voodoo, a cui ricorreva per eliminare casi molto particolari di “fatture”, casi in cui anche gli esorcisti della Chiesa avevano fallito.

Usava un mazzo di carte ma avrebbe potuto tenere in mano qualsiasi cosa, era solo un innocuo espediente per soddisfare un cliché che quasi tutti si aspettavano.

Quando iniziava ad esporre la sua visione, sembrava che un film le scorresse davanti agli occhi.

Mi raccontò di aver preso coscienza delle sue facoltà quando era una ragazza e le piaceva aiutare soprattutto i giovani.

Fin dall’inizio della sua “carriera” seguì il proposito di limitare e soppesare con rigore le sue previsioni, le persone -mi disse- non erano mai pronte ad accettare tutta la verità su loro stessi e su quello che chiedevano, di conseguenza comunicava solo la parte “innocua” di quello che vedeva.

Mi dichiarai d’accordo con la sua condotta, ma se qualcuno chiedeva maggior precisione, forse aveva il diritto di sapere, in fondo era la sua vita.

La sua risposta mi lasciò sgomenta, come spesso accadeva con lei: “quello che dico potrebbe influenzare le sue scelte, non voglio interferire con il suo futuro“. Questo comportamento l’ho dovuto affrontare molte volte, io stessa, nel riferire i miei risultati astrologici. Molti non sono inclini ad accettare cose negative riguardo il loro essere e mentre sono felicissimi di ascoltare quanto di bello c’è nel loro segno e nel loro tema natale, possono storcere il naso e scomparire se l’analisi include aspetti che non siano esaltanti e che rifiutano di riconoscere essere veri.



Nello stesso periodo in cui avevo conosciuto Leila, mia cognata mi chiese di accompagnarla nello studio di un uomo che riferivano dotato di straordinari poteri.

Quest’uomo nel suo paese aveva fatto parte dei servizi segreti ma a causa delle sue facoltà era temuto e mal visto. Riuscì a fuggire dal suo paese, si trasferì in Italia e cominciò la sua ricca professione di veggente.

Mi raccontarono che era molto richiesto per le sue doti di medium e dietro pagamento organizzava sedute spiritiche alla presenza di persone molto importanti.

Ci accolse nel suo studio in un quartiere elegante di Roma. Dopo una mezz’ora trascorsa insieme dovetti riconoscere che era dotato di grandi facoltà, come raccontavano, ma non mi ispirò fiducia, al contrario mi sentivo a disagio in sua presenza e mi congedai con sollievo. L’atmosfera nel suo studio era anni luce lontana dalla tranquilla serenità del salotto della mia amica Leila.

Un pomeriggio eravamo sedute in poltrona a chiacchierare, quando squillò il telefono su di un tavolo lontano, non rispose e mi disse certa di sapere: “questa è una scocciatrice, non ho voglia di parlarle“, veniva spontaneo chiedersi -ma come fa a sapere-; ascoltare quello che raccontava ti fa rabbrividire per le implicazioni connesse e mi convinsi che i suoi poteri erano molto più grandi di quello che lasciava intendere o si potesse immaginare.



Un giorno fu lei a chiedermi di guardare i transiti astrologici del figlio che doveva affrontare un difficile esame. Rimasi sorpresa e lusingata che rivolgesse a me questa domanda “chiedi a me di guardare, mentre tu con le tue facoltà potresti sapere tutto ciò che vuoi!” ancora una volta mi stupì: “se guardassi per mio figlio vedrei troppe cose, violerei anche la sua privacy e non voglio” mi rispose ed aveva ragione, ci sono ‘porte’ che non si dovrebbero mai aprire, in special modo se si tratta di un figlio.

Ricordo con nostalgia le nostre chiacchierate che mi aprirono la visione di un mondo misterioso ed affascinante. Mi parlò del suo spirito guida e io le raccontai di strani fatti che mi accadevano. “non credi nell’Angelo custode?” mi chiese. Avevo creduto nel mio Angelo quando ero una bambina, con gli anni lo avevo dimenticato.



“fai male” mi disse “quello a cui non sai dare una spiegazione, è quanto ti viene dal tuo Angelo che ti protegge e ti è sempre accanto” me lo descrisse fisicamente ed io lo riconobbi, nel mio animo so che è vero e non devo convincere nessuno.

Scelsi uno fra i tanti episodi accaduti e glielo raccontai.

Un giorno un uomo del villaggio venne a chiedere di lavorare per raggranellare un po’ di denaro. Gli proponemmo di raccogliere le noci di cocco, accettò e si arrampicò sulla prima palma. Aveva da poco cominciato a far cadere le noci, quando si sentì male, in fretta ridiscese. “sto bene -disse- fumo una sigaretta e mi riposo” invece si accasciò sul terreno. Si accertó poi che l’uomo fu colpito da ictus.

Il personale, vi erano circa 10 persone presenti, aveva sospeso di lavorare per vedere cosa accadeva, tutti si chiedevano come avesse fatto l’uomo a non precipitare dalla palma alta dieci metri dove era salito a mani e piedi nudi….. in quel mentre, dal portone che era stato lasciato aperto, entrò un vecchio vestito con i tradizionali abiti balinesi che in risposta alle chiacchiere sorprese dei presenti disse: “ma non vedete che su quella palma c’è un Angelo?” tutti volsero gli occhi verso la palma, poi si girarono per rispondere all’uomo ma questi era sparito. Il giorno dopo lo sciamano del villaggio bussò al nostro portone e chiese il permesso di entrare, lo vidi dirigersi verso la palma con una gallinella in braccio, sospettando che volesse sacrificarla ai piedi dell’albero gli chiesi cosa intendesse fare e lui mi rispose: “voglio offrire questa gallinella all’Angelo per ringraziarlo…” per discrezione mi allontanai, il vecchio sciamano completò la piccola cerimonia e se ne andò. Questa etnia è particolarmente superstiziosa ed ha un timore reverenziale per Angeli e Demoni. Quella gallina era libera, avrebbe potuto allontanarsi in qualsiasi momento, invece rimase sei mesi sotto la palma e per tutto quel tempo non si allontanò mai.

Quando conclusi il mio racconto, Leila mi disse che l’Angelo, che non era solo, oltre a proteggermi, non permetteva che accadessero incidenti spiacevoli intorno a me, infatti in tutti i mesi di lavoro per la costruzione della casa, mai nessun operaio ebbe un incidente.



Le persone che ricevono, a seconda dei punti di vista, il dono o la maledizione di facoltà extra-sensoriali, non sono molte ma neppure così rare come si potrebbe pensare. Un potere straordinario accordato a persone all’apparenza normali, con i loro pregi e difetti, si sposano, hanno figli, desideri, amicizie, ma se li guardi con attenzione ti accorgi che a volte la loro mente è lontana.

Leila mi disse che la notte, quando tutto è tranquillo, la sua mente era libera di andare ovunque, comunicava con altri sensitivi, sondava la mente delle persone che avevano chiesto il suo aiuto e mi raccontò, con mio grande imbarazzo, che una notte era venuta anche da me, si era seduta ai piedi del mio letto e si era trattenuta un poco…



Entrava in contatto con le persone defunte e cosa più importante di tutte, lottava contro il Male… “non puoi immaginare quante persone cattive esistono..” e a questo proposito le chiesi: “cosa si può fare contro l’invidia della gente?“

“prega e per il solo fatto che te ne sei accorta, puoi stare tranquilla che non te ne verrà del male” e non mi disse altro.

   Il giorno che mi congedai da Leila, poco dopo sarei partita, le chiesi: “siamo liberi di decidere il nostro futuro?” mi rispose: “noi crediamo, speriamo di essere liberi, ma molta parte della nostra vita è già scritta“. Inoltre mi confermò che in ogni personale Tema astrologico vi è scritto ciò che siamo, il nostro carattere e come affrontiamo quello che la vita ci propone e da questo possiamo migliorarci ed arrivare a controllare e correggere i nostri difetti.

  È difficile dover accettare che il tanto decantato libero arbitrio è molto limitato.

Ognuno di noi ama pensare di essere libero di scegliere, mentre una piccola imprevista svolta del nostro cammino determina cambiamenti che mutano il corso della vita che credevamo nostra.

Ripensando al passato, a volte ci si chiede: “perché ho fatto questa scelta al di la della logica o del prevedibile?” e ci troveremo a pensare ad una persona, ad una frase udita, una sensazione che ci ha spinto in una direzione piuttosto che un’altra…. strane ed inquietanti coincidenze che, molto spesso, non trovano risposta.


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