• Libra Adri

Le buone maniere

L’espressione  esprime un sentire antico ma le  buone maniere non hanno nulla di obsoleto o lezioso; l’educazione ci insegna ad avere rispetto per gli altri, dètta  le regole dello stare in mezzo alla gente, è il supporto per affrontare situazioni difficili, spazia su tutti gli aspetti della vita e ce la semplifica.

La conoscenza delle buone maniere ci aiuta invece, a scegliere il giusto comportamento, una volta assimilato il concetto intrinseco, questi due atteggiamenti diventano un modo connaturato di esprimersi, di parlare col giusto tono, di muoversi, di stare seduti, di ridere e sorridere, di mangiare e bere, il modo di porgersi verso gli altri.

Educazione e buone maniere ci aiutano a vivere meglio con poco sforzo e ci trasformano in individui che hanno trovato, nel rispetto reciproco, un modo di vivere civile. 

Nel mondo esistono regole di comportamento strane ed inusuali agli occhi di un occidentale, non tutti si soffermano a pensare che sono dettate da esigenze diverse, che seguono una scala di valori per noi estranei e non si possono, per questo, considerare scorrette; lo sconcerto inizia quando queste abitudini, normali in un mondo semiprimitivo, vengono praticate nella società occidentale, dove sono sicuramente fuori dalle regole.

Non è necessario inoltrarsi nel selvaggio Borneo per incontrare persone che, forse per un sadico divertimento o solo per menefreghismo, non salutano, non cedono mai il passo, considerano la troppa gentilezza come un gesto di sottomissione, per questi sputare non è ripugnante, si infilano le dita nel naso, si siedono a scosce larghe o accavallano le gambe fino a mostrare le mutandine, a tavola producono rumori nel masticare o nel bere, prendono il cibo dal piatto comune con le mani, si sciacquano la bocca con l’ultimo sorso di vino, si pulisco i denti a fine pasto e, nei casi irrecuperabili, ruttano con soddisfazione dopo un pasto.

L’aereo è il posto in cui, a proprie spese, si può osservare la cattiva educazione ed i  piccoli egoismi di persone di tutte le età, masticano il chewing-gum nelle orecchie di chi gli sta accanto, fanno scrocchiare le giunture delle dita, invadono il bracciolo del sedile accanto o abbassano lo schienale tanto che il passeggero alle loro spalle rimane praticamente imprigionato, se soffrono di una qualche incontinenza non si curano di prenotare il sedile di corridoio, lasciano che i loro bambini corrano urlando lungo i corridoi, non spengono il telefonino..

Esiste poi una categoria di persone a cui, per un malinteso senso di indipendenza dalle convenzioni sociali, piace comportarsi in maniera rozza, si fanno un vanto di fare solo ciò che vogliono e di dire quello che pensano, senza preoccuparsi di mettere in imbarazzo od offendere chi è costretto a sopportarli. 

Si definiscono persone informali, alla mano, mentre, il più delle volte, sono arroganti perché nessuno deve permettersi di criticarle e presuntuose in quanto ritengono di avere sempre ragione. 

Di altra natura sono le persone che trovano le buone maniere ridicole ed antiquate e se le loro parole o azioni disturbano chi sta loro accanto, non se ne preoccupano, hanno un atteggiamento disinvolto, a volte simpatico, ma quando parlano o si muovono, si rimane sorpresi dalla loro mancanza di educazione. 

In fondo non è un gran sacrificio cedere il posto a sedere a chi ne ha più bisogno di noi, aspettare che i passeggeri escano dal vagone della metro prima di entrare come una mandria imbufalita, aprire la porta o cedere il passo alle persone anziane, alle donne incinta o cariche di sacchetti della spesa e salutare sempre.. Il più delle volte si riceve un sorriso in cambio, non si è fatto nulla di eccezionale eppure chi riceve queste espressioni di buone maniere, le apprezza, non pensa che siano un’esagerazione.

Le regole non sono sempre facili da seguire, alla base devono esserci gli insegnamenti ricevuti nell’infanzia che da adulti ci risparmieranno l’imbarazzo di brutte figure, in cuor mio più di una volta ho ringraziato chi, con garbata insistenza, ebbe la pazienza di insegnarmi l’educazione.

Le buone maniere non sono diminuite, è solo aumentata la maleducazione della gente. 

I nostri figli un giorno ci chiederanno conto delle lezioni di vita che non abbiamo loro impartito, non importa che non avessero voglia di ascoltare, ‘..eravamo noi che dovevamo insistere..‘

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