• Libra Adri

la verità non esiste… siamo manipolati.


Come un sasso gettato in uno stagno, la frase ‘la verità non esiste’, mai come in questo momento storico, è aderente alla realtà.

È sufficiente andare indietro col pensiero agli avvenimenti economici degli ultimi cinque, sei anni e considerare i disastri causati dalla bugia globale dalle “azioni tossiche” spacciate per denaro dalle banche americane e che non valevano neppure la “carta” su cui erano stampate.

Una catastrofica menzogna ha distrutto la vita di tanti innocenti risparmiatori ed anche tanti avidi individui che non si domandarono il perché dei “generosi” mutui loro concessi.

Le “bufale virali” sono bugie che spopolano periodicamente su Facebook o Twitter e che influiscono sulla opinione di centinaia di milioni di persone e a cui tutti credono per un lasso di tempo sufficiente per fare il giro del mondo.


Ė di questi giorni lo scandalo prodotto da una ricerca, compiuta da studiosi del comportamento umano, su quanto sia facile influenzare l’opinione della gente.

Oggi si discute sul fatto, non secondario, se questi ricercatori avessero o meno l’autorizzazione a compiere questo studio, invece di concentrarsi sullo studio stesso e le sue implicazioni.

Quanti di noi sanno che esistono società definite “perception management” a cui può accedere chiunque abbia abbastanza denaro per pagare i loro servigi e che gestiscono la “percezione della gente”?


Società specializzate nel ‘manipolare i fatti” che vendono al mondo come verità, utilizzano Internet e qualsiasi altro mezzo di comunicazione di massa.

Questo rende la gestione della “agenzia percezione” estremamente pericolosa, tutto può essere manipolato per il fine più nascosto e inconfessato.

Queste non-verità si radicano così velocemente e così profondamente che qualsiasi indagine successiva riesce a far dubitare in seguito che non sia la verità.


Il comportamento di una generazione cambia le opinioni, i giudizi e la mentalità nella generazione successiva e dà luogo a una trasformazione che è allo stesso tempo culturale ed economica.

La nostra generazione sta vivendo un cambiamento epocale, alimentata dalla decadenza morale, politica, finanziaria e sociale di cui siamo protagonisti.

La mancanza di valori e di morale, in senso generale, è il terreno fertile su cui prosperano i tentativi riusciti di influenzare l’opinione pubblica soprattutto per interessi economici ma anche politici.

Le implicazioni sono così vaste e complicate per i poveri lettori creduloni, abboccano alla bugia e poi non si capacitano che non sia vera.


Un esempio di facile comprensione: un paio di anni fa era cominciata una campagna denigratoria su alcuni famosi prodotti gastronomici italiani, i cinesi che per gusti e cultura non mangiano quei prodotti avevano iniziato questa guerra di opinioni che in pochi giorni aveva fatto il giro del mondo con un enorme danno di immagine e di esportazioni italiane; quando la bolla si sgonfiò, si scoprì che dietro queste accuse esisteva la volontà di screditare il nostro paese nell’opinione pubblica a favore dei cinesi.

Molto ancora ci sarebbe da dire su questo argomento; a mio avviso l’azione più spregevole è quella di distruggere la reputazione di un personaggio politico o della finanza con poco velate calunnie o presunte accuse che, molto spesso nel tempo, si rivelano poi false. A nulla varranno rettifiche o riconoscimenti di innocenza, quel personaggio vedrà distrutta la sua dignità ma anche la sua carriera. Chi ha i mezzi può manipolare l’opinione della gente per favorire gli interessi di multi-nazionali, governi e politiche economiche, un tempo si diceva: ‘l’ha detto la TV’ oggi si dice: ‘l’ho letto su Internet’.


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