• Libra Adri

La terra delle opportunità..?


E’ stata considerata shocking la conclusione a cui è  arrivato il professore economista e vincitore del premio nobel Joseph Stiglitz…ma neanche troppo… se io stessa che non sono un’esperta economista avevo messo in dubbio i dogmi su cui gli americani vorrebbero farci credere sia fondata la loro economia, i loro principi e la loro stessa vita.

Nel suo libro “The Price of Inequality” tratta ampiamente la ineguaglianza americana e dice che: “America has the least equality of opportunity of any of the advanced industrial economies.” ovvero gli USA hanno la più piccola, come quantità e significato, pari opportunità di qualsiasi altra avanzata economia industriale. Aggiunge che: “America is no longer the land of opportunity and the American dream is a myth.” Gli USA non è più la terra delle opportunità ed “il sogno americano” è un mito.

Il top uno per cento degli americani non riesce a rendersi conto che il loro destino è legato al modo in cui il restante 99 per cento vive.

Ho, fin’ora, tenuto per me i miei dubbi a riguardo ma è con grande tristezza che debbo prendere atto che le osservazioni ed i timori che avevo ipotizzato sono condivise con cotanta conferma ed espressa con tale chiarezza e fermezza.

Ho sempre pensato che le nostre menti migliori, hanno trovato si l’occasione di potersi esprimere e realizzarsi negli USA ma che solo le industrie e le Università hanno veramente guadagnato “sfruttando” le migliori menti del pianeta acconsentendo con compassionevole disponibilità e condiscendenza ad accettarle nel loro paese.

Stiglitz stima che in 10 anni, verranno generati circa $ 500 miliardi per l’industria, ma nessun beneficio tangibile per i contribuenti e l’economia nel suo complesso. Continua dicendo:“What I want is a more dynamic economy and a fairer society, income inequality is ultimately detrimental to those at the top, too. My point is we’ve created an economy that is not in accord with the principles of the free market.” ovvero: “Quello che voglio è un’economia più dinamica e una società più giusta, le disparità di reddito sono in ultima analisi dannose anche per quelli in alto. Il mio punto è che abbiamo creato un’economia che non è in accordo con i principi del libero mercato.”

Io non sono una economista nè un’esperta in politica ma un’attenta osservatrice e quanto detto in questo libro lo avevo paventato da molto tempo e trovo alquanto arrogante e presuntuoso per gli USA volersi dipingere ed erigersi a paladini del mondo intero quando, in quanto esseri umani, fallibili come chiunque altro.

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