• Libra Adri

La spiritualità unisce le genti, la religione le divide




L’illusione diventa pericolosa quando si scontra con l’intransigenza, coloro che sperano di trovare una soluzione ai problemi politici e religiosi, che con prepotenza stanno esplodendo in questi ultimi tempi, continuando a pensare ed agire secondo la mentalità e la cultura europea, stanno commettendo un errore che porterà a situazioni di una gravità inaudita.


Una nutrita classe di intellettuali è convinta che la tolleranza e la disponibilità e tanta pazienza da parte dei cristiani, con il tempo otterranno i risultati che meritano e non riescono a concepire che questi sono considerati segno di debolezza e vigliaccheria da parte di tutti i musulmani, anche i più moderati. 

l’Europa da sempre accoglie i migranti e nessuno ha mai fatto distinzione fra le religioni perché ogni uomo ha il diritto di professare la religione che preferisce, nella propria nazione o nella nazione in cui vive o di non seguire alcuna religione e qui sorge il primo problema a cui gli europei non hanno finora dato la dovuta importanza: i musulmani sono profondamente convinti che coloro che non credono nell’Islam, sono  pagani degni solo del loro disprezzo.

Molti italiani, dopo anni di sopportazioni, di impotenza a risolvere problemi di convivenza con gli extracomunitari, sono stati sopraffatti da un sentimento di autodifesa che potrebbe essere considerato razzismo; si vergognano di ammetterlo per un intimo senso di colpa e per bilanciare questo sentimento si sforzano di accettare coloro che chiedono di essere accolti, nonostante l’enorme divario culturale che li separa.


Le mie parole non vogliono esprimere il rifiuto di una religione ma sottolineare ed evidenziare le diversità culturali. I mussulmani che arrivano nel nostro paese continuano, come è giusto, a praticare le loro tradizioni ma non rispettano le nostre leggi sul diritto di famiglia, libertà dell’individuo, diritto allo studio anche per le ragazze, non vogliono integrarsi con la cultura europea, temono di perdere la loro identità, vogliono seguire le loro regole anche se queste sono in contrasto con le nostre leggi e conquiste sociali.

Osservo con preoccupazione gli sforzi degli italiani di non offendere le usanze religiose dei musulmani, mentre questi ostacolano il nostro diritto di continuare ad onorare le nostre tradizioni, insorgono quando vedono i simboli della nostra cristianità, vorrebbe cancellare le nostre secolari usanze considerandole decadenti, abolire il nostro progresso sociale perché questo libererebbe le donne musulmane da uno stato di “schiavitù” domestico e famigliare.


Non esiste reciprocità fra musulmani e cristiani e questa disparità la dice lunga sulla loro professata tolleranza. Partendo da questo assunto si può comprendere quanto sia difficile capirli e farsi capire. Esiste una minoranza di musulmani di mentalità un poco più aperta ma sono un’eccezione. 

Abbiamo bisogno di tempo per imparare a conoscerci ma è di basilare importanza comprendere la diversa mentalità tra un cristiano ed un musulmano nord-africano e medio-orientale, per essere preparati ad affrontare gli inevitabili futuri problemi di convivenza e condivisione. 

Per noi europei, cultura e religione sono due aspetti separati del nostro modo di vivere e pensare, nel mondo arabo sono inscindibili: la cultura è religione e viceversa.

Aiutiamoli a raggiungere uno standard di vita condivisibile ma usiamo sistemi che loro capiscano, non dobbiamo commettere l’errore di volerli aiutare secondo la nostra scala di valori. 

articoli precedenti:

Un crogiolo di razze e di culture (aprile 2012)

Il mondo islamico per un cristiano (maggio 2012)

Donne senza diritti (gennaio 2014) 






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