• Libra Adri

La poesia nella natura


I giapponesi mettono una cura maniacale in tutto ciò che fanno. Si puliscono le mani in continuazione, con tovagliolini, spray, gel disinfettanti. La pulizia personale è proverbiale, puliscono anche il loro intestino. Qualche anno fa il ministero della sanità divulgò la notizia che le morti inspiegabili di decine di persone, negli ultimi tempi, erano dovute all’esagerazione in questa pratica inusitata.

Inutile dire che le città sono pulitissime, i marciapiedi vengono periodicamente lavati. Ho visto, nel centro di Tokyo, mamme togliere le scarpe ai loro bambini perchè potessero correre liberi. I cani in città sono pochi ma non esistono escrementi abbandonati. Nei giardini non vi è “una foglia” fuori posto. Non verrebbe mai in mente ad un giapponese di gettare un pezzo di carta o un sigaretta a terra, questo è una conseguenza del fatto che una volta le case erano costruite in legno e carta, un incendio avrebbe potuto distruggere interi quartieri, oggi l’abitudine continua perchè la pulizia e l’ordine sono una regola di vita.

Nella mia ultima visita in Giappone ho notato che alcuni uomini dormivano in qualche angolo riparato del marciapiede. Una novità che mi ha sorpreso, persone che abitano troppo lontano da casa e che non possono permettersi un appartamento in città. In Europa questo è uno spettacolo purtroppo usuale, non me lo sarai aspettato in Giappone. Comunque queste persone dormivano su cartoni puliti, i loro effetti personali accuratamenti ripiegati, le scarpe allineate vicino. Pulizia e dignità nonostante la sfortuna.

Se i giapponesi sono un enigma per noi occidentali, penso sia in parte dovuto allo shintoismo, la filosofia di vita che praticano. Non si deve pensare allo shintoismo come ad una religione, non ci sono sacre scritture, non esistono dogmi da seguire, l’unico “precetto” è vivere una vita semplice in armonia con la natura e le persone. I “preti” scintoisti si sposano, hanno un lavoro, dedicano solo parte del loro tempo alle preghiere e alle offerte ai Kami, “esseri di luce” che sono ovunque perchè ovunque vi sono manifestazioni della natura o dell’universo. Vita, morte, rinascita, sono accettate in modo naturale, anche il senso del pudore ha connotazioni diverse dalle nostre e non condiziona la loro vita. I giapponesi shintoisti non credono che vi sia un’altra vita dopo la morte, ma sono fermamente convinti che vi sarà una rinascita, per questo motivo non è stata inculcata in loro nessuna paura di espiazione da affrontare. Una filosofia di vita che prende per mano i giapponesi e li accompagna per tutta la loro esistenza o meglio, per tutto il tempo che decidono di vivere. Il suicidio rituale seppuku, anche se non è più frequente come un tempo, viene affrontato senza paura con un rituale preciso ed antico, con un amico che assiste ed aiuta il suicida nel momento cruciale. Sarebbe estremamente disonorevole se, negli ultimi momenti, ci fosse un cedimento o una manifestazione di dolore fisico. 

Un costume che a suo tempo mi lasciò interdetta è l’usanza giapponese di dare e ricevere regali, per ottenere, per ringraziare, per farsi presenti.

La persona che ha “donato” non sollecita una contropartita, non sta a lui ricordare il “favore” elargito ma è il ricevente che ha il dovere di non dimenticare e di ricambiare al momento opportuno. Solo in politica è prevalsa la consuetudine che, il politico che ha ricevuto sovvenzioni non autorizzate o favori, qualora la cosa diventi di pubblico dominio, chieda scusa a tutti i giapponesi, si inchini profondamente e si dimetta. Dopo qualche anno di “espiazione” ritorna sulla “scena politica” come se nulla fosse accaduto, ha pagato il suo debito nei confronti dell’opinione pubblica. Una cosa analoga è accaduta lo scorso anno, quando ci fu il terremoto e il conseguente tsunami che devastò la costa nord-est del Giappone. Gli anziani dei villaggi colpiti dalle radiazioni nucleari, redarguirono severamente e pubblicamente il direttore generale della società costruttrice delle centrali atomiche e i numerosi vice-direttori che lo accompagnavano. Questi uomini potenti avevano rassicurato la popolazione del luogo che le centrali atomiche erano sicure e che mai sarebbe accaduta una disgrazia, avevano mancato di parola. Sarà stato un atto formale, forse non avrà avuto effetti evidenti, ma il potente e ricco direttore generale incassò umilmente i rimproveri e le accuse, profondamente inchinato e a testa bassa. Hanno trasmesso in TV alcune immagini delle celebrazioni in ricordo della disgrazia di un anno fa, erano presenti anche l’imperatore e l’imperatrice. Il fatto che fossero presenti era gia` straordinario ma forse avrete notato l’inchino, lento, profondo e protratto, un gesto simbolico di grande significato.  Gli italiani, i tedeschi ed i giapponesi, dopo la seconda guerra mondiale, partirono alla pari nella ricostruzione industriale, economica ed abitativa dei loro paesi. I giapponesi, con il tradizionale rigore che forse li penalizza in vivacità, riuscirono a risollevarsi molto più velocemente e iniziarono una scalata dell’economia mondiale che non si è mai arrestata. Negli affari, i giapponesi non rispettano nessuna regola o convenzione internazionale, vanno per la loro strada e non si creano scrupoli se praticano una concorrenza sleale. Avendo rigettato anche l’idea della guerra, gli affari sono il loro campo di battaglia, i mercati conquistati sono alla stregua delle terre occupate nel loro passato espansionista.

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