• Libra Adri

La nascita di un sogno.


Viaggiare credo sia l’aspirazione di molti, i motivi i più vari, le aspettative diverse. Forse è una cosa ovvia ma l’atteggiamento che poniamo nel visitare un paese fa la differenza tra viaggiatore e vacanziere.

Chi ama conoscere ed imparare, sa che prima di tutto deve conoscere la storia del paese che si appresta a visitare, apprendere almeno poche espressioni essenziali nella lingua locale, poi che bisogna avvicinare la gente, senza preconcetti, con rispetto (imparzialità) e apertura mentale. A volte siamo noi che conduciamo il “gioco” altre siamo il bersaglio delle loro facezie, poco importa, avremo imparato comunque qualcosa. Ho trovato tanta umanità in un anziano della Papua che mi ha intimidito con la sua saggezza. Il vacanziere avrebbe notato solo i denti sporchi e i pidocchi fra i capelli.  Dopo tanti viaggi e tante esperienze esilaranti e tristi, ma sempre istruttive, ho concluso che certuni non dovrebbero avventurarsi in località che differiscono dalle loro abitudini, rischiano di rovinare una costosa e sognata vacanza. Quando ci si scontra con la realtà, non piacevole, di una cultura per certi versi primitiva, sono poche le persone che sanno affrontarla e gestirla. Li assale la paura nel riconoscere che certe scene sono molto più vicine a loro di quanto immaginavano. Li sconvolge e non vogliono affrontare la verità di essere solo di poco più “civili” di tanti indigeni.


Eravamo arrivati sull’isola in un caldo pomeriggio di maggio con un cielo terso e intenso che solo in un isola si può trovare, forse perchè in sintonia con il mare blue e verde smeraldo. 

La nostra villetta in un albergo-residence, ci aveva accolto con fragranti profumi di fiori che si mescolavano con il meraviglioso odore di mare che sovrastavamo.

Una veranda ed un giardino ci proponevano la vista di un mare scintillante che pigramente srotolava le sue onde sulla spiaggia. In lontananza si vedeva il Monte Agung della vicina isola di Bali e si intravedeva la costa un pò nascosta dalla caligine e dal riverbero del sole che iniziava la sua discesa in mare.


Sorseggiavamo una fresca birra mentre ci godevamo questo spettacolo meraviglioso che la natura ci regalava, serenamente rilassati con animo quieto e spirito sazio, sapendo che avremmo goduto tutto ciò per almeno qualche mese. 

Ci aspettava una cena a base di pesce e più tardi un letto con fresche lenzuola all’interno del bungalow con l’aria condizionata. 

L’indomani, fatto un’abbondante colazione, salimmo sulla nostra auto e ce ne andammo verso nord a scoprire cosa ci avrebbe offerto quella costa frastagliata.

L’entroterra era collinoso e la costolatura delle colline, arrivando fino al mare, formava delle vallate di terreno alluvionale che terminavano con delle ampie baie con sabbia corallina. Una vegetazione rigogliosa si estendeva fin sulla spiaggia e regalava una confortevole ombra in quel bianco accecante. 

Facemmo il bagno in quella meraviglia di acqua cristallina e calda. Questa sarebbe divenuta la nostra abitudine giornaliera fino ad ora di pranzo. Ogni giorno ci saremmo spinti sempre più a nord alla ricerca della spiaggia più bella e dei fondali più interessanti per le molte ore del nostro snorkeling. 

Dopo qualche giorno trovammo una spiaggia dove ci accolse un simpatico “vecchietto” arzillo e occhi vispi, che ci offrì di riposare sulla sua “bruga”, una specie di gazebo con un piano rialzato dal terreno ed un tetto di erba che anche i balinesi usano estesamente per le loro costruzioni in quanto al disotto di essa regna una frescura assoluta. Vi tornammo spesso perchè trovammo il posto molto confortevole ed un mare incredibilmente popolato.


Mio marito mi tirava in continuazione il braccio per farmi vedere quel particolare pesce, quel bellissimo nudibranco, quel corallo blue, le antenne delle aragoste che spuntavano da qualche anfratto tra i coralli, felice come un ragazzino in un negozio di dolci. Lui che aveva avuto acquari marini in casa, fino ad utilizzare tutta una stanza per le sue vasche di quarantena, di cura, di isolamento per pesci particolari e quindi capivo che, nuotare tra i suoi pesci, fosse esaltante. Non era certamente la prima volta, dato che è sempre stato un appassionato subacqueo ma qui i pesci erano proprio tanti e così vicini e non richiedevano lunghi spostamenti in mare ed immersioni. Bastava una semplice maschera e tuffarsi in acqua dalla spiaggia. 


Quel simpatico “vecchietto” mandava uno dei suoi ragazzi ad arrampicarsi su una delle tante palme da cocco e dopo il bagno ci offriva un rinfrescante e corroborante latte di cocco giovane. Scoprimmo così che il cocco che mangiavamo noi da bambini, non so se si usa ancora, sono i cocchi “vecchi” ovvero i sali minerali in esso contenuti si sono depositati sulle pareti interne del cocco e si sono induriti. Questa polpa dura viene tritata e utilizzata per cucinare e estrarre un ottimo olio per friggere estremamente leggero e digeribile. Viene anche utilizzato per massaggiare la pelle e sembra avere delle proprietà terapeutiche accertate.

Un giorno che il nostro ospite non aveva un giovane disponibile, salì lui stesso agilmente sulla palma alta oltre 12metri. Accertammo più tardi che aveva 92 anni ! Aveva vissuto l’invasione giapponese e scambiò in quella lingua qualche parola con mio marito. 

Ci raccontò che i soldati giapponesi ….. mentre raccontava ci offriva il caffè locale, in un bicchiere di acqua calda si aggiunge un cucchiaino di caffè macinato più due di zucchero, si mescola et voilà il caffè è pronto. L’aroma di questa mistura è gradevole, ma il granuloso sul palato può dare fastidio così aspettavo di farla depositare per poterlo bere, più aspettavo più lui girava riportando a galla la polvere, non ci fu verso, lo dovetti bere all’indonesiana. 

Ci spingemmo fino alle tre isole a nord appena fuori l’isola grande, che in pochi anni sono divenute meta ricercata di molti vacanzieri. Ma i fondali che vi abbiamo trovato non sono più belli di quelli che avevamo già visitato lungo tutta la costa. 

Durante tutto il viaggio che ci portò attraverso l’Indonesia, eravamo sempre rimasti in contatto con la famiglia ma anche amici e conoscenti che si preoccupavano per noi dato che l’Indonesia non godeva fama di un paese “tranquillo”. Comunque una coppia di amici, rassicurati dai nostri racconti, ci chiesero se potevano raggiungerci per il mese di agosto e naturalmente ne fummo felici. Prenotammo immediatamente la villetta accanto alla nostra ed aspettammo il loro arrivo. 

Una volta che i nostri due figli lasciarono casa per vivere le loro vite, considerammo se valesse la pena di continuare a lavorare. Già da qualche anno vagabondavamo per il Mediterraneo con la nostra barca a vela ma non eravamo soddisfatti ed avendo mio marito già maturata un’età pensionabile, pensò di prendere un anno sabbatico per decidere se lasciare definitivamente il lavoro e dedicarci a tempo pieno ai viaggi che non avevamo ancora potuto intraprendere. 

Non avevamo mai considerato di fermarci definitivamente da nessuna parte ma intendevamo viaggiare, negli anni a venire, estesamente attraverso tutta l’Asia per tutto il tempo che avessimo voluto prima di spostarci su un nuovo territorio. 

Questi amici in vacanza, resisi conto che qui la vita era piacevole ed a basso costo, ci proposero di cercare una proprietà dove costruire delle residenze e viverci il resto dei nostri giorni. Anche loro sarebbero entrati in pensione entro pochi mesi e quindi, allettati da quanto visto e sperimentato, iniziarono un’opera di convincimento che ci trovava ben disposti. Avevano noi stessi fatto loro notare: “pensa se costruissimo una villetta su questo sperone, …o su questa spiaggia...” 

Comunque dopo il nostro rientro dall’Australia, viaggio già programmato, tornammo sull’isola. Avevamo già venduto la nostra monovolume ed affittato un motorino andammo alla ricerca di un terreno sul mare che si prestasse allo scopo che stavamo accarezzando. Lo trovammo, ne trattammo il prezzo e tornammo in Italia per discutere con i nostri amici dell’organizzazione e della realizzazione del progetto…

#avventura #Indonesia #isolaindonesiana #viaggiare

0 visualizzazioni