• Libra Adri

La mia Singapore

Aggiornato il: mar 21

Bugis Junction

Mi ci fermai per curiosità in un viaggio dall’Australia a Roma decidendo di farci scalo e spezzare un viaggio altrimenti lunghissimo. Ero giovane, era il 1970 e la città stato di Singapore aveva ottenuto da pochi anni lo status indipendente dal governatorato Inglese. Vagai per la città un pò timoroso, un pò curioso ma avido di conoscere e desideroso di mischiarmi e amalgamarmi a questa popolazione multietnica di cinesi, indiani, arabi e malesi. Sandokan, l’avventura che impersonificava, raffiorava prepotente dalla mia memoria giovanile. Lo stile delle costruzioni coloniale anni primo 900 alloggiavano al livello stradale le più varie attività commerciali e le abitazioni al piano superiore. La comunità cinese, la più attiva e la più desiderosa di migliorarsi teneva l’attività commerciale aperta praticamente dall’alba fin a notte inoltrata. Non c’era la metropolitana ma i taxi avevano un costo irrisorio.

L’impronta inglese era evidente e profonda. La lingua inglese fu adottata a lingua nazionale per favorire l’unificazione delle varie etnie. Le stradine laterali erano trasformate in mercatini attivissimi e colorati. Si acquistava di tutto a prezzi bassissimi. Lo stato di Singapore era scarsamente popolato ma in pochi anni l’immigrazione, dalla Cina via Hong Kong, dall’India e dall’Indocina hanno portato la popolazione ai livelli attuali.

Il ricordo rimasto è nitido nella mia mente ma a flash d’immagini. Quasi ogni anno, per lavoro o in stopover l’ho visitata e visti i cambiamenti come una macchina fotografica con un fotogramma all’anno.

La nave.


Ho visto i grattaceli apparire dal nulla, le metropolitane spandersi sotto tutta la città e all’aperto, al di fuori di essa, unire tutto il territorio. Al posto dei ponteggi dalmine utilizzavano i robustissimi bambù per lavorare in alto e senza alcuna protezione si alternavano sulle 24ore in turni duri, considerato anche il clima equatoriale in cui lavoravano. L’aeroporto diventare lo scalo più importante del sudest asiatico ed il porto crescere d’importanza internazionale essendo al crocevia dell’Asia.

La città, nonostante questi continui miglioramenti che ancora oggi si susseguono non ha cambiato natura ma solo vestito. L’amministrazione dello Stato, ad un certo punto ha realizzato che l’identità culturale stava svanendo con i tanti cambiamenti e vi ha posto rimedio salvando alcune delle costruzioni più significative primo 900, ripristinandone l’antico splendore, il quartiere cinese, il quartiene indiano, quello arabo, il Raffles Hotel. Il verde è stato mantenuto ed incrementato nella città ed i quartieri popolari sono all’altezza della città . Nel lontano 1970 era già applicata una multa di 500$ per chi fosse stato scoperto a sputare o buttare una “chewing gum” o un mozzicone in terra. Con l’istituzione di queste multe apparvero anche squadre di operai che con il raschietto staccavano le gomme dai marciapiedi e apparvero capaci secchioni con incorporati dei portacenere. Queste abitudini sono state talmente ben assorbite che le multe sono sparite ma oggi solo gli stranieri sporcano la città.

Gli scavi delle metropolitane hanno fornito il materiale con il quale ulteriore territorio è stato creato sulla costa sudovest reclamandola al mare. L’isolotto di Sentosa era jungla a quei tempi ed ora è un parco di divertimenti. Giardini sono nati ovunque: giardino botanico che ospita anche una selezione di orchidee unica al mondo, il giardino cinese, quello giapponese, il parco degli uccelli, lo zoo. In città sono state realizzate opere uniche perchè tutto deve essere: il più grande, il più bello, il più alto. Gli architetti si sono sbizzarriti nella costruzione di grattacieli sempre più fantasiosi. Il risultato è grandioso ma molto gradevole ed inarrestabile.

Uno dei quartieri in stile 900 è stato rimodernato e completamente coperto con vetri ed è stato trasformato in un centro commerciale con negozi, ristoranti e sale cinematografiche e l’aria condizionata anche in strada: si chiama Bugis Junction. È frequentato a tutte le ore dalla gioventù Singaporiana .. sembra di essere nella città dei balocchi.

I Singaporiani si lamentano, da una parte, delle tasse che per inciso sono la metà di quelle italiane ma dall’altra parte, sono felici della sicurezza delle strade, delle scuole che hanno e del benessere che viene loro garantito. La loro soddisfazione di vivere a Singapore, traspare evidente dai loro sorrisi di soddisfazione parlando della propria città . Non si nota la presenza della Polizia ma la sicurezza è massima e l’integrazione delle varie etnie non è mai stata un problema. Ho girato per la città anche a notte fonda in piena tranquillità .


La ristorazione a Singapore, meriterebbe un discorso a parte. I mercati rionali nati nel quartiere cinese ma allargatisi a tutta la città ospitano da sempre anche chioschi che servono cibo di buona qualità quasi 24ore al giorno. Oggi non c’è attività commerciale, agglomerato che non abbia almeno un food court. Si cucina poco in casa; è così conveniente mangiare fuori e con pochissimo a tutte le ore.

Ochard road è forse la strada più conosciuta con i suoi innumerevoli centri commerciali dove è ancora oggi possibile ottenere un prezzo competitivo, sapendo trattare, su svariati prodotti, nonostante la globalizzazione. SimLim Square è un capolavoro dove in 7piani si trova, il meglio in fatto di elettronica, computer, stereo, macchine fotografiche, televisori, cellulari, stereo etc. etc.

Ottimi alberghi a circa 100euro ma anche più che decenti hotel economici da 30 a 50euro. Anche solo per una breve visita tra un volo e l’altro è consigliabile e piacevole fermarsi. C’è un servizio che vi fà girare la città partendo dall’aeroporto e riportandovi indietro in tempo per prendere la coincidenza. I voli dall’Europa arrivano al mattino presto ed il mio volo è nel primo pomeriggio. Ne approfitto sempre per andare in città e mangiare a pranzo dei deliziosi dim sum. Non amo più vivere in città ma se lo dovessi dover fare, è Singapore dove vorrei stare.



http://www.mixpod.com/playlist/89119650

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