• Libra Adri

La meraviglia del volo.


Una delle intuizioni fondamentali di Leonardo è il fatto che l’aria sia comprimibile esercitando quindi una resistenza in grado di sostenere un corpo; questo lo ha portato a concludere la possibilità che l’uomo potesse volare.


La struttura di un aereo, essenzialmente rigida, è la differenza sostanziale con l’elasticità del piumaggio degli uccelli oltre al controllo immediato del “mezzo” che gli uccelli hanno. 

Proprio a causa di questa rigidità, ho perduto anche degli amici in un incidente di un aereo su cui io stesso avevo volato molte volte. I piloti erano persone eccezionali e ogni qual volta capitavano a Roma, mi chiamavano per andare a mangiare “spaghetti con le vongole” e “sautè di cozze” annaffiato da un buon cannellino, in un ristorantino a Fiumicino “da Amelindo”.

In quella tragica occasione, questi piloti hanno mantenuto in aria un B747 che aveva perduto l’intero impennaggio di coda e completamente il controllo idraulico dell’aereo.

Ai piedi del Mt. Fuji si sono schiantati.

Quell’aereo aveva avuto un precedente incidente, quando in un atterraggio duro urtò il terreno con la coda ma ricevette una accurata revisione, xray e rinforzi che non hanno evitato che per uno stress successivo, l’intera coda si spezzasse e causasse la morte di oltre 500 persone.

Ho ascoltato le conversazioni radio durante tutto il tempo che sono riusciti a mantenerlo in volo ma il sangue freddo e la grande esperienza del comandante e di tutto l’equipaggio non poteva evitare che quella meravigliosa “menomata” macchina cadesse.

Fortunatamente non sono gli incidenti che porranno fine al volo degli esseri umani ma solo lo sprone a migliorare sempre di più i mezzi ed i sistemi che utilizziamo.

Dove prima 4 pesanti motori erano necessari a produrre la spinta necessaria ad una certa massa, ora solo due più potenti e progrediti motori sono sufficienti con grande risparmio di carburante e quindi di peso.

I sistemi di volo solo enormemente progrediti anch’essi con computers sempre più sofisticati e reso non necessario anche un membro di equipaggio: l’ingegnere di volo e già da qualche anno, il navigatore, sulle rotte oceaniche e polari era stato rimpiazzato dalla tecnologia. Ciò nonostante, ci sono momenti di pericolosità che persistono e non possiamo ancora superare ne controllare quando la portanza è ridotta al minimo: al decollo e maggiormente all’atterrraggio.

Semplificando molto, essendo l’aria la fonte essenziale di sostentamento in volo, quando si è ridotta la velocità al minimo  per l’atterraggio,  se questo sostentamento viene a mancare, causa una repentina perdita di livello e l’aereo si troverebbe a terra prima del tempo. Questo fenomeno, molto ben conosciuto per aver causato svariati incidenti si chiama VWS (Vertical Wind Shear) ovvero nella pratica, senza voler essere troppo tecnici, si riceve una spinta verso il basso, condizione questa sfavorevole al volo planato e causa di grave instabilità del volo.

Con un’ala superdimensionata, l’aereo sarebbe in grado di planare, ovvero non perderebbe portanza in modo subitaneo in assenza del vento e/o della spinta. Questo nella pratica è utilizzato solo nei deltaplani e nel volo a vela e mai in condizioni di VWS. A tutti gli effetti, in questi casi si parla di una vela più di un’ala… anche se per un’ala valgono gli stessi principi aerodinamici di una vela, da cui il nome. Nella vela la portanza produce uno spontamento in avanti ovvero velocità, mentre nell’ala produce uno spostamento in alto parzialmente assorbito per sostenere l’aereo in volo.

In fase di atterraggio, che avviene sempre nella direzione da cui viene il vento, proprio per garantire maggior sostentamento, per sopperire alla diminuita velocità, si aumenta la portanza modificando la struttura stessa dell’ala con gli slats (anteriormente = bordo d’attacco) ed i flaps (posteriormente = bordo d’uscita); entrambi sono appunto anche chiamati ipersostentatori. Diversa è la funzione degli spoilers che interrompendo il flusso aerodinamico sono utilizzati per ridurre la velocità.



Quando viene a mancare la portanza a causa della repentina caduta del vento, aumentare la spinta non è così subitaneo e da quì un prematuro impatto col terreno nel caso in cui fattori estranei intervengono a modificare la giusta portanza, creata per portare l’aereo dolcemente a terra.


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