• Libra Adri

La generazione di Spock.

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Il famoso pediatra Benjamin Spock(1902-1998), scrisse “Baby and child care” che fu subito un successo con milioni di copie vendute e a cui seguirono altri 12 libri sui problemi dell’infanzia e dei teenagers. Pubblicato per la prima volta nel 1946, fu rivisto e corretto ogni dieci anni fino a diventare un testo  completamente diverso dall’originale. Il cambiamento avvenuto, ha rispecchiato negli anni una sorta di “pentimento” di Spock non più così favorevole all’educazione permissiva dei bambini che aveva sostenuto all’inizio della sua carriera e negli ultimi anni, parlava di “amorevole severità e disciplinata tenerezza“. Ma i figli del boom demografico portano ancora il suo nome: è la “generazione Spock”, quella cresciuta con i suoi metodi “eccessivamente permissivi” per l’America conservatrice dell’epoca. Peter, il nipote di Spock, si suicidò nel 1983 all’età di 22 anni, forse a dimostrazione che nessuno è perfetto. I dieci “comandamenti” (riveduti e corretti) per i genitori moderni raccomandati dal dott. Spock:

  1. rispettare il bambino

  2. farsi rispettare da lui.

  3. pochissima televisione – (non considera telefonini e computers, all’epoca non comuni)

  4. non educarlo ad esser competitivo.

  5. pensare meno alla carriera e di più a lui.

  6. seguire la sua dieta.

  7. ascoltare i suoi bisogni emotivi.

  8. non umiliarlo.

  9. dare il buon esempio.

  10. non risparmiare sull’amore.

È un inno al buon senso. A ben considerare, non c’era bisogno che ci venisse detto da pediatri famosi, qualunque genitore ci può arrivare. Anche le regole della famosissima scuola Montessori sono state riviste e corrette. Quella che più mi colpì, fu quella di abbassare le maniglie delle porte in casa, all’altezza del bambino per non farlo sentire escluso… è stata negli anni, completamente abbandonata come un’idea stravagante. I pediatri odierni esprimono i loro pensieri in materia, come se fossero regole “sine qua non” ma per qualche motivo non vengono accettate dagli altri pediatri che a loro volta asseriscono concetti magari diametralmente opposti, con il risultato di creare una gran confusione nella testa dei poveri genitori che non sanno che pesci prendere.  Il buon senso dovrebbe sempre essere alla base di qualsiasi sistema educativo. In questo difficile “mestiere”, un genitore commetterà sempre degli errori e si potrà ritenere fortunato se non saranno errori troppo gravi. Sono molti, in questi ultimi anni, a chiedersi che fine abbia fatto l’educazione. L’ abitudine di lasciar fare, di lasciar correre su tutto ciò che un bambino fa, parte da lontano ed ha origini diverse. Quei genitori che per impegni di lavoro, sono poco presenti nella vita dei loro figli, tendono a non rimproverarli nel poco tempo che trascorrono con loro. Pensano che le loro birichinate in fondo, non siano poi così gravi come qualcuno afferma, si vogliono convincere che questi piccoli GianBurrasca capiranno quando saranno più grandi ma… per allora il danno sarà fatto. Le birichinate dei bambini sono perdonabili, le mascalzonate dei ragazzi non si possono ignorare e quel giorno i nostri figli si chiederanno perché il comportamento di oggi è sbagliato se fino a ieri era permesso?!? I genitori italiani di qualche decennio fa, non sapevano nulla del dottor Spock e del “sistema” americano e l’educazione dei bambini della mia generazione abbondava di divieti. Le restrizioni a cui dovevamo obbedire erano tante e se trasgredivamo a qualche divieto sapevamo che, più prima che poi, il castigo sarebbe arrivato. Ne eravamo consapevoli ed accettavamo il rischio della punizione. Sono trascorsi solo pochi decenni ma le abitudini sono drasticamente cambiate. Oggi un bambino va a letto quando vuole, guarda la televisione fino a tardi, sceglie cosa mangiare, ha le chiavi di casa e rientra al “suo buon cuore” e i genitori quando arrivano all’esasperazione, promettono punizioni che vengono puntualmente disattese, sempre pronti ad accontentarli e coccolarli come tanti principini. Il luogo comune di oggi è che amare un bambino significhi permettergli di fare ciò che vuole. In qualsiasi fase della vita, dalla prima infanzia all’età adulta, è necessario attenersi a regole stabilite, in famiglia, a scuola e sul luogo di lavoro, in strada, sui mezzi pubblici…..i limiti fanno parte della vita e sono necessari. Quando se ne pongono troppi si impedisce al bambino di fare esperienze dirette, fondamentali per capire le sue capacità. Non porre regole, impedisce al piccolo di comprendere i confini tra ciò che è lecito o meno fare, alimentando la sua maleducazione ed un illusorio senso di onnipotenza. I bambini hanno bisogno di regole, perchè solo queste danno loro la sicurezza di sapere che c’è qualcuno che si preoccupa del loro benessere, si assume la responsabilità di accudirli ed educarli come più si conviene. I principi fondamentali sono che l’esistenza degli altri e le regole di vita, sono come una bussola per trovare la strada giusta. I bambini prima ed i ragazzi poi, affermano di voler essere liberi di fare le loro scelte; questo è vero solo in teoria mentre nella pratica, anche se non lo danno a vedere, sono felici se mamma o papà li indirizzano verso scelte sicure, che non riserveranno sorprese. Esiste una notevole differenza di espressione fra un ragazzo che sa di avere alle spalle una famiglia che lo sostiene e lo guida ed un ragazzo che pur scegliendo ciò che preferisce, non è sicuro delle proprie scelte ma continua perché tutti i suoi amici, magari anche loro abbandonati a loro stessi, “fanno così”. I genitori di oggi vogliono essere gli amici dei loro figli ma gli amici sono i loro coetanei; con gli amici ci litighi, ci scherzi, li prendi in giro mentre i genitori li rispetti e ne ricevi rispetto, con loro ti confidi e ne ricevi comprensione. Il dovere educativo dei genitori è quello di impartire l’insegnamento dei principi fondamentali di onestà e correttezza e a partire dai primi anni di vita, insegnare le buone maniere, dando il buon esempio, prima di tutto; un bambino non riuscirà mai a capire perché deve prestare attenzione agli altri, se non vede i genitori fare lo stesso fra di loro e con lui. Predicare bene e razzolare allo stesso modo è fondamentale affinché un figlio possa recepire un messaggio unico e coerente. L’educazione è rispetto verso se stessi e verso gli altri: Con rigore, non con rigidità; con autorevolezza non autorità, è importante far capire ai nostri figli che bisogna rispettare gli altri sia col comportamento che con le parole.


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