• Libra Adri

La fine di un sogno


ahimè! Quello che avevo escluso potesse avvenire a breve, ovvero almeno non nei prossimi 10anni, si presenta brutalmente. Il nostro paradiso sta per essere invaso dal progresso e forse dal turismo di massa anche se è un turismo molto particolare.

Una Marina con Yacht Club sta per essere costruita ad un passo dal nostro Centofiori, praticamente attaccato e questo sconvolgerà la pace che abbiamo avuto negli anni da quando ci siamo stabiliti sull’isola.


Avevamo escluso che ci potesse essere uno sviluppo in questa area per molti anni a venire, a causa dalla distanza dalla città, la mancanza di infrastrutture, alberghi, ristoranti etc. Questo era un luogo dove bisognava venirci apposta e senza speranza di trovarci discoteche, luoghi sofisticati, gioventù scatenata…a dir il vero ci sono molti surfisti che vengono a giocare con le onde gigantesche a pochi kilometri da qui ma non disturbano e si possono incontrare tutto l’anno anche se le migliori onde le trovano da luglio a ottobre.

Questa progettata invasione ci ha preso alla sprovvista ed è totalmente inaspettata perchè viene dal mare. Qualcun’altro, oltre noi, un giovane australiano, comandante di una magnifica barca a vela da 55′ (quasi 17m) con cui fa charters, ha compreso che questa isola rappresenta un ancoraggio protetto ed è la base ideale, al centro di tutto l’arcipelago indonesiano e direttamente a contatto delle numerose isole che ci circondano ancora intatte e destinazione ottimale di tutti gli australiani che invadono l’Indonesia con le loro barche, oltre a Bali che è raggiungibile in poche ore e le isole a nord di Lombok, Komodo, Sulawesi.


Questa bella pensata, però sconvolge completamente la nostra pace ed il paradiso che per primi abbiamo scoperto nel lontano 1999.

Se fossimo più giovani saremmo nella ideale posizione di sfruttare questo progetto a nostro vantaggio, in un modo inimmaginabile, in quando una marina ha bisogno di un grande sbocco a terra per tutti i servizi che richiede: almeno un grande albergo, ristoranti, negozi, discoteche, magazzini, supermercati e noi possediamo tutto lo spazio necessario a realizzare buona parte di tutto ciò e molto di più in quanto il nostro territorio non è solo un “pezzo di terra” ma un parco con distese aperte ma anche alberi, posti meravigliosi incastonati nel verde dove realizzare tutto ciò.

Ma non è questo quanto cercammo e ancora vogliamo e approdammo qui e costruito quando abbiamo realizzato proprio per allontanarci dalla “civiltà” sfrenata.

Purtroppo anche il capitano australiano ha il diritto di creare il suo “paradiso” che per nostra sfortuna segnerà in pochi anni la fine di Villa Centofiori ed il sogno di due persone.

Dovremo cercare un altro angolo per noi, in questo nostro mondo, ma non potrà essere un altro paradiso come Villa Centofiori.


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