• Libra Adri

La disciplina e l’armonia giapponese.

Ogni volta che arrivo in un paese nuovo, programmo sempre una visita in un mercato locale. Osservo la varietà dei prodotti ed il loro costo e seguo gli acquisti delle donne. Mi aiuta a capire le abitudini di quel popolo e mi fornisce informazioni spicciole sulla loro societa`. In Giappone constatai che la carne di manzo raggiunge prezzi proibitivi. La cosa non deve sorprendere perchè i sistemi che i giapponesi praticano nell’allevamento dei bovini, sono unici. Gli animali vengono curati singolarmente, nutriti con alimenti selezionati, fanno loro bere anche della birra, per la formazione di una giusta percentuale di grasso che rende più tenera la carne. 


Prima dell’abbattimento, l’animale viene addirittura massaggiato per sciogliere eventuali tensioni muscolari.  La frutta è considerata una prelibatezza, le fragole, le mele e le pere che ho mangiato in Giappone erano deliziose ma vengono consumate con parsimonia perchè molto care. Per gli allevamenti ed i frutteti, vale il solito discorso dello spazio vitale, i contadini giapponesi non vogliono e non possono dedicare troppi terreni a coltivazioni diverse dal riso. I giapponesi preferiscono la qualità alla quantità, i cibi sono sempre cucinati con prodotti freschissimi e di stagione ed una buona preparazione estetica ha importanza quanto il gusto. Prediligono la cucina a vapore, per i noti vantaggi o servono i cibi al naturale per conservare vitamine e sali minerali. 


Adorano il sushi (pesce crudo), specialmente il tonno del Mediterraneo che fanno arrivare per via aerea dall’Italia, alla cui preparazione viene dedicata la massima cura, per la pulizia, la sfilettatura e le salse da abbinare. Nei miei viaggi ho mangiato di tutto, zampe di pollo in salsa di soia, cetrioli di mare, serpente bollito, zuppa di teste di pesce, a volte ingoiavo in fretta per togliermi il pensiero, altre volte ho assaporato pietanze inusuali ma veramente gustose, l’unica cosa che chiedo è che il cibo sia cotto. Mangiare una cosa cruda mi sconvolge, anche la carne al sangue mi fa rabbrividire.  Una volta fummo invitati da amici a cena in un ristorante specializzato in pesce servito rigorosamente crudo e quindi con quel pensiero mi sentivo male. 


Eravamo accomodati intorno ad un tavolino elegantemente apparecchiato, le donne sedute sui calcagni, gli uomini a gambe incrociate e davanti a noi decine di minuscoli piattini pieni di salsine, raffinate tazze per il tè, minuscole tazzine per il sakè, piccoli piatti per il cibo, bacchette e l’immancabile ciotola di riso. Ci servirono le verdure ed il pesce già tagliato in piccole porzioni per poter essere preso con i bastoncini. Mio marito, conoscendo la mia avversione per il crudo, mi rifila un pizzico e comincia a mangiare; è usanza che le donne siano servite per ultime. Mi accorgo che i nostri ospiti si limitano a servirsi di riso e di verdure ma non toccano il pesce; capii che i nostri amici giapponesi ci avevano onorato con una cena prelibata e molto cara. Mi affrettai a finire la mia porzione per non offenderli. In genere i giapponesi hanno due figli, averne di più sarebbe un lusso che non si possono permettere per motivi di spazio e per l’alto costo della vita, eppure io vedevo nei negozi che i servizi da tavola erano per cinque, osservando meglio capii che il quinto componente della famiglia era l’anziano genitore superstite che vive con uno dei figli e la cosa non è vissuta come un sacrificio, bensi’ con naturalezza e rispetto per l’anziano genitore. I bambini giapponesi sono le creature più educate al mondo, non ho visto mai un bambino sfrenato, non li ho mai sentiti gridare, fare i capricci, ma ubbidienti in un modo un pò alieno per la nostra mentalità troppo permissiva; imparano fin da piccoli che hanno davanti un futuro di studio, di lavoro, di ubbidienza e di rispetto per le gerarchie. Futuri cittadini in miniatura, il singolo è solo un componente di una società a cui devono essere rivolti gli sforzi della collettività. Ci si aspetterebbe che le categorie di persone più rispettate in Giappone siano gli uomini di successo e gli scienziati, con sorpresa ho scoperto che i contadini ed i pescatori riscuotono il massimo rispetto dai loro connazionali.  È talmente giusto che non ci sono parole!

Tutti i popoli pensano di essere l’ombelico dell’umanità. Questa convinzione accomuna tanti, a cominciare dagli esquimesi, per passare ai cinesi. 

I giapponesi non sono da meno, un aspetto del loro modo di pensare è il loro preteso senso di superiorità ma che avverti solo conoscendoli molto bene, il chè è quasi impossibile. Esistono delle nutrite comunità di giapponesi emigrati nelle Hawai ed in California, ma questi anche se americani di seconda o terza generazione e sembrano integrati nella società americana, rimangono attaccati alle loro tradizioni, molto più di qualsiasi altra etnia trapiantata all’estero. Il loro razzismo non è evidente e proclamato, bensì sottile e mascherato. Un giapponese non offenderà mai una persona volutamente, sarà sempre gentile ed educato, ma quando sarà possibile, non si siederà accanto ad uno straniero, manterrà le distanze per non “confondersi” con un “barbaro”. A voler essere onesti hanno qualche ragione. Gli occidentali non sono attenti alle “forme”, spesso sono maleducati, sgarbati, tutto quello che un giapponese non sarà mai. Alle pacche sulle spalle loro restituiscono un inchino. Davanti alla maleducazione, loro rimangono impassibili, davanti all’altrui arroganza, non hanno un fremito, ma chi li capisce sente che sono turbati, questi comportamenti minano la loro armonia, turbano la loro serenità.  Forse alcuni di voi conoscono il film Shall we dance? per chi non lo avesse avesse visto, narra la storia di un uomo che arrivato alla mezza eta` resta attratto dalle danze moderne e decide di prendere lezioni, all’insaputa della moglie. Quando la moglie, temendo che il marito abbia una relazione, lo fa pedinare e scopre il “segreto” del consorte, si sente offesa ed esclusa dalla sua vita, dalla mancata confidenza e bisticciano. In parole molto semplici questa e` la trama. Esiste un versione giapponese di questo film, conserva inalterata la trama ma la differenza fra i due, consiste nella diversa reazione della moglie giapponese alla scoperta del segreto del marito. E’ molto interessante notare che il marito non si scusa con la moglie per averla tenuta all’oscuro, bensi la moglie giapponese chiede scusa al marito per non aver capito la sua insoddisfazione ed aver quindi mancato al suo dovere. Questo semplice esempio spiega molto bene la condizione, mentalità e le usanze delle donne giapponesi.

#Shallwedance #Sushi

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