• Libra Adri

L’OSPITE È SACRO! …ma solo se si comporta bene.


Abbiamo accompagnato all’aeroporto i nostri ultimi ospiti. Due settimane piacevoli, trascorse fra chiacchiere, snorkelling, passeggiate, bagni in piscina e gustosi pranzi. Rivivo col pensiero quei piacevoli momenti.

Per una non ben definita associazione di idee, mi torna in mente mia nonna e le meravigliose vacanze  da adolescente, trascorse nella sua casa al mare.






Mia nonna aveva la dote di saper mettere a loro agio i suoi ospiti, felice di ospitarli ma.. vi erano certe regole da rispettare e ognuno di noi lo sapeva. 


Quando un nuovo ospite entrava in casa, per un intero giorno non aveva mansioni, ma trascorse le prime ventiquattro ore, in cui nonna Ione lo aveva studiato e soppesato, gli veniva assegnato un compito. Era una cosa indispensabile in quanto il solo aiuto domestico che lei avesse era la tata Cesira, una donnina che viveva in casa da sempre e che aveva ormai passato i sessanta anni.


Un giorno le chiesi se non fosse stanca di aver la casa “invasa” da tanti ragazzi e lei mi rispose: ‘avrò tutto il tempo di ‘riposare’ dopo…‘, poi mi confidò di aver elaborato un sistema infallibile per accogliere i suoi ospiti paganti, ma senza trarne alcun profitto, solo per coprire le spese (debbo dire che i nostri genitori non brontolarono mai quando dovevano sostenere le spese del nostro soggiorno..) e mi fece vedere un quaderno che teneva in un cassetto del suo comò.



Nonna aprì il quaderno, impregnato dall’aroma di lavanda che usava per profumare le lenzuola e mi mostrò velocemente i suoi appunti; aveva scritto  osservazioni su ogni persona che aveva ospitato in un lungo arco di tempo, ogni ospite aveva il suo compito a seconda delle sue predisposizioni, chi cucinava, chi stirava, chi si occupava del bucato, ognuno aveva il suo turno per lavare i pavimenti ed i piatti e nessuno sgarrava, tutto doveva essere pulito e la casa sempre in ordine, era inutile fare i furbetti, nonna ci avrebbe scoperti ed il castigo sarebbe stato tremendo: non saremmo stati più ospitati. 


Una parte speciale di quel quaderno era dedicato ai menù per le feste, le sue ricette speciali, i fatti salienti degli ultimi anni, i ricordi di persone ormai scomparse, il tutto con una prosa asciutta ed essenziale, una specie di zibaldone famigliare e segreto. 




Anch’io, come mia nonna, ho sempre avuto piacere di ospitare parenti ed amici. Le persone garbate sono sempre gradite ed accolte con entusiasmo ed affetto, invece con la gente maleducata, ci sono sempre problemi.


A volte gli amici ed i parenti, conquistati dal luogo in cui noi viviamo, si fanno prendere dall’entusiasmo tanto da indurre, con i loro racconti, i loro amici a chiedere di fare la nostra conoscenza. Ospiti occasionali ma MAI  paganti, se poi qualcuno mi vuole sorprendere portando dall’Italia un guanciale, un salame o un piccolo taglio di parmigiano, io li ripagherò con insalate di aragosta, fettuccine fatte in casa, gamberoni impanati e fritti, pesce arrosto, verdure biologiche e da ottobre a gennaio, i fantastici mango, il frutto più buono del mondo.



Mi scrive mio figlio e mi racconta che ha parlato, con una sua amica, di noi e del posto dove viviamo, del mio modo di cucinare, dei paesaggi, del mare.. ; dopo questa bella presentazione mi confessa che questa persona vorrebbe farci visita:  ‘la puoi ospitare per una settimana? vedrai è una ragazza educata, gentile e sarà una piacevole compagnia…‘  non riesco a rifiutare.


Ricordo il giorno in cui l’altro mio figlio mi fece la stessa richiesta ed arrivarono due persone straordinarie, che sono poi diventati i nostri più cari amici.


La ragazza arriva, andiamo a prenderla all’aeroporto, ha con sé tre valigie e comincio a preoccuparmi. Durante il viaggio in macchina, nonostante i miei tentativi di intavolare una conversazione, riesco a strapparle solo poche parole, chissà forse pensa di avere a che fare con albergatori professionisti, quindi niente confidenze…



Entrata in casa, la primissima cosa che fa, va a curiosare in cucina. Sono stupita. Ho impiegato un po’ per capire che, spesso chi sbirciava nella mia cucina, non lo faceva per complimentarsi, era bensì un modo, neppure troppo velato, per controllare l’igiene, la pulizia del lavandino e del piano di lavoro, insomma volevano accertarsi se potevano fidarsi di mangiare nei miei piatti e il cibo cucinato nelle mie pentole. Il gesto immediatamente successivo fu di scegliersi una tazza fra le tante esposte nella rastrelliera, una tazza, la più preziosa tanto cara a mio marito e che avrebbe poi utilizzato per tutto il suo soggiorno, per bere thè e caffè ma anche acqua, birra e vino e da cui non si sarebbe mai separata, a quel punto ero decisamente sorpresa ed allarmata.



Non era una bimbetta ma una donna adulta di circa 30 anni ed inizia subito a spargere nella veranda i suoi oggetti, riviste, pareo, occhiali, ferma capelli, sandali, bagnata dopo un tuffo in piscina, gocciolava sul parquet, lasciando pozze di acqua lungo il cammino. 



Il disordine era una sua abitudine, un piccolo aiuto per riordinare era da escludere, di rifarsi il letto, di sparecchiare, di non gettare gli asciugamani in terra.. neppure a parlarne. 


Affermava di poter mangiare tutto, in realtà era molto selettiva, non le piaceva quasi nulla o forse era il mio modo di cucinare che non le piaceva, quello che ho imparato è che non bisogna credere a chi esordisce con la frase:  ‘non preoccupatevi, io mangio di tutto…‘ mentono per abitudine, senza pensare che saranno smentiti dalle loro stesse azioni… come era capitato con una vegetariana.. e peggio ancora, con una ciliaca.. 


Una mattina chiese alla ragazza di casa di lavare a mano e separatamente il suo bucato, senza curarsi delle implicazioni della sua richiesta… la misura era colma. Dopo i noncuranti sgarbi e le assurde pretese sopportate in silenzio, decisi che ne avevo abbastanza, non intendevo subire oltre. Mio marito ed io, l’aiutammo a scegliere un resort per i giorni di vacanza che le restavano e la salutammo, felici di aver riacquistato la nostra serenità. 


Peccato che non abbia avuto il coraggio di mettere educatamente alla ‘porta’ altri ospiti maleducati che mi sono capitati.. ma mi sono ripromessa che in futuro la mia casa sarà aperta solo agli amici a cui siamo legati da reciproco affetto. 



Altri ospiti che abbiamo salutati senza rimpianti qualche tempo addietro, volevano “prenotare” una vacanza per il prossimo anno.. immediatamente mi è tornata alla mente una coppia che invariabilmente programmava le vacanze solo scroccando ospitalità a parenti, amici, ma anche solo a conoscenti.

Se qualcuno facesse notare a questi scrocconi, la loro mancanza di educazione, cadrebbero dalle nuvole. 


Introducono in casa altrui le loro discutibili abitudini, senza chiedersi se arrecano fastidio, impongono la loro presenza, superficiali ed egoisti continuano a comportarsi come se fossero in un hotel, ma anche in un albergo vi sono regole da rispettare. 


Ancora una volta ricordo nonna Ione, quanto si sarebbe divertita a ‘raddrizzare‘ un ospite incivile o metterlo alla porta dopo poche ore.. le donne come nonna Ione, sono speciali, uniche, si possono solo imitare; quando mia nonna mi parlava, mi rendevo conto, che ogni sua frase era una lezione di vita, indelebile nella mia memoria ed ancora oggi cerco di mettere in pratica i suoi consigli, ma non sempre è possibile, non tanto perché i tempi siano cambiati, ma perché troppa gente è priva di sensibilità. 



altro recente aneddoto:


una coppia di danesi ha bussato alla nostra porta, era tardi, i barcaioli dopo le 18:00 tornano a casa, hanno chiesto ospitalità per una notte (l’ospitalità per me è ancora sacra) 


Il mattino dopo colazione hanno chiesto di rimanere per qualche giorno, per metterli alla prova ho presentato il conto, hanno preso l’uscita senza salutare.. grazie nonna Ione!


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