• Libra Adri

L'Italia del buon senso


Non mi illudo che il contagio non abbia già coinvolto l’Indonesia dove vivo anche se le autorità fino a ieri l’altro hanno negato categoricamente di avere persone contagiate. I paesi vicini, Singapore e l’Australia hanno fortemente dubitato anche ufficialmente che l’Indonesia non fosse contagiata dal Virus ma senza alcun risultato. I giornali di Singapore ed Australiani hanno riportato casi di Indonesiani che arrivati nei loro paesi, al primo controllo sono risultati positivi al COVID-19. Appaiono anche notizie di decessi ma come se fossero di morti per un incidente isolato. Non sappiamo quindi neanche che livello di rischio stiamo correndo.

Anche volendo, uscire dal paese adesso, potrebbe essere egualmente rischioso per cui stiamo applicando un rigoroso isolamento volontario in casa… guardo e ascolto i telegiornali della TV italiana, leggo le notizie dei più importanti quotidiani.

L’ambasciata d’Italia ha elargito un paio di comunicati ma solo riguardanti “alcune restrizioni per i viaggiatori provenienti dall’Italia.” che non possono esserci utili ne’ ci informa come procedere se fossimo contagiati. In quali ospedali potremmo essere assistiti…

Da soli abbiamo accertato, (e la notizia potrebbe essere utile per gli altri Italiani a Bali) che – Sanglah Hospital in Denpasar, – Sanjiwani Hospital in Gianyar, – Tabanan Regional Hospital, – Buleleng Regional Hospital a detta del Bali Deputy Governor Tjokorda Oka Artha Ardana Sukawati, sono gli Ospedali che sono stati preparati e designati per il trattamento del COVID-19 nella provincia di Bali. Siamo cittadini Italiani che si domandano e Le chiedono se l’ambasciata serve solo a fornire il duplicato del passaporto quando necessario…

Scrivo sul mio blog nel silenzio del mattino, nelle ore subito dopo l’alba; benché lontana, cerco di essere sempre informata. Mi piacerebbe cogliere nel dettaglio l’atmosfera che aleggia in Italia e con cui la gente dovrà convivere nelle prossime settimane, ma che non riescono ad immaginare la quotidianità di chi vive nella ‘zona rossa’, ed oggi tutta l’Italia è zona rossa.

Le notizie riportate nei giornali non riescono a descrivere l’atmosfera che si vive oggi in Italia, soprattutto per non rinfocolare la preoccupazione della gente, le persone anziane in particolare, lontane dai figli, sole, impreparate ad affrontare un genere di difficoltà che spaventa tutti.

Leggo che i vicini di casa stanno prodigandosi per aiutare queste persone, mi ha fatto piacere apprendere che la solidarietà è ancora presente, quello che invece mi sconcerta è leggere che la fascia più giovane degli italiani, si stia comportando in maniera irresponsabile e non solo nelle borgate.

Io, come tanti altri che vivono lontano dall’Italia, non mi ero posta il problema. C’è voluta un’epidemia pandemica per capire che le nuove generazioni di italiani, con le dovute eccezioni, non sono preparate ad affrontare le responsabilità e anche meno le difficoltà. Si comportano da incoscienti, pretendono di conservare le loro abitudini, non vogliono rinunciare a nulla, sminuiscono l’eccezionalità di questi giorni, non capiscono che un’epoca é finita nel peggiore dei modi, anche quando tornerà la normalità, nulla sarà più come prima.

Questi ragazzi belli, sani, istruiti appartengono alla generazione più fortunata che sia mai esistita in Italia. Non hanno vissuto l’angoscia e la paura della guerra come i nostri nonni, non sono cresciuti nell’incertezza del dopo guerra dei nostri genitori ancora bambini. I nostri figli sono stati protetti, curati, difesi, non hanno conosciuto nessuna sofferenza se non quelle che si sono procurate da soli ed anche allora sono stati aiutati a superarle, da qui l’invidia sempre latente che oggi appare chiaramente sui giornali stranieri, hanno provato a definirci ‘untori’ ma hanno rinunciato subito, hanno capito che avevano superato il segno, scorretti negli scambi commerciali: per le merci rifiutate solo perché vengono dell’Italia, per quello che abbiamo fatto, per quello che stiamo ancora facendo in queste settimane di angoscia, per l’onestà e la chiarezza nel rendere noto al mondo, l’emergenza che stava crescendo nel nostro Paese, per come l’abbiamo affrontata, l’abnegazione di tutte le associazioni ‘no profit’, di tutto il personale medico, infermieristico ed ospedaliero italiano, nonostante la scarsezza di attrezzature e di materiali, ma neppure nel più terrificante incubo si sarebbe potuto immaginare quello che è accaduto, ci vorrà del tempo, ma sono sicura che risaliremo la china, risolleveremo la testa, e torneremo più forti di prima.

Nei servizi del telegiornale ho rivisto le strade e le piazze di Roma: Roma è la mia città, nel cuore e nell’animo: il centro storico di Roma, Trastevere, la scalinata di piazza di Spagna, fontana di Trevi, ogni scorcio ricco di storia… sembra rinato, pulito, senza traffico, senza bancarelle, senza macchine parcheggiate alla rinfusa, Roma si è riappropriata della sua identità, con i palazzi ed i monumenti, unici protagonisti di una bellezza che non finirà mai.

M.Agnese Vitali


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