• Libra Adri

L’Italia è un patrimonio.


Con 50 siti inclusi nella lista del Patrimonio dell’Umanità, l’Italia si pone in testa a tutti i paesi per numero di riconoscimenti. Da secoli l’Italia é considerata la nazione più bella del mondo, ricca di tante opere d’arte che non basta una vita per ammirarle tutte, con la gente più ospitale e disponibile che esista, panorami mozzafiato, per lunghi mesi all’anno il clima è gradevole, il cibo genuino e qui mi fermo perché l’elenco è tanto lungo da risultare noioso. 

Allora quale è il problema? -si chiederà giustamente qualcuno-  a mio avviso il problema sono gli italiani. 

Siamo così abituati a vivere quotidianamente circondati dal BELLO, che non ce ne accorgiamo più, siamo assuefatti!

È sufficiente scavare in una qualsiasi antica città italiana per trovare reperti archeologici di inestimabile valore, i nostri musei sono stracolmi di opere d’arte che non si riescono a collocare adeguatamente, mentre innumerevoli altre sono semi abbandonate nei magazzini; entriamo in una chiesa e possiamo ammirare gratis un dipinto del Caravaggio o del Guercino ma dovrete pagare se vorrete vedere quelli esposti alla National Gallery di Londra; passeggiamo nel centro di Roma passiamo accanto a monumenti di una bellezza impagabile che fanno parte della nostra vita da quando siamo nati e non li degniamo di uno sguardo.


In Germania vi sono bellissimi panorami, alcuni notevoli monumenti che si sono salvati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, la gente è normalmente educata, sebbene da sempre razzista nei confronti degli italiani e dei nativi del sud Europa in generale, ma la grande pecca a cui nessuno può ovviare è il loro clima: il freddo imperversa per molti mesi all’anno, un’estate breve e solo moderatamente tiepida, nulla a che vedere con la calda estate del sud, quindi la scelta di costruire un parco protetto, suggestivo ed esotico in un paese ricco ma meteorologicamente carente,  è stata “azzeccata”. La notizia ha dell’incredibile quasi a voler sottolineare la sua assurdità. 

Un magnate singaporiano ha finanziato la creazione di un parco che ricrea un paesaggio balinese con ‘odori, colori e scenari’ …  l’opera è stata ultimata ed aperta al pubblico a Brandeburgo”.



Ma la vera notizia che mi ha colpito è stata il costo del biglietto di ingresso al parco: 50 euro.


Tutta l’Italia è una mostra all’aria aperta e pochi realizzano che tutta questa bellezza può essere ammirata gratis, escludendo i musei, dove si paga un biglietto dal costo irrisorio, se raffrontato al valore ed alla rarità delle opere esposte e paragonato ai biglietti di accesso di altri paesi europei.

Gli italiani sono circondati non solo da opere d’arte ma anche da una bellezza paesaggistica che lascia stupefatti i turisti e per questo siamo invidiati ma anche criticati poiché a parer loro non siamo capaci di valorizzare e curare il nostro patrimonio artistico.


Trascuriamo i nostri impareggiabili “gioielli” -hanno ragione!- ma prima di criticare bisognerebbe quantificare quanto costa, o meglio quanto dovrebbe costare allo Stato Italiano tutto questo, in un periodo di crisi non c’è disponibilità di denaro per pagare nuovi restauri, la manutenzione ordinaria e straordinaria, bonifiche e consolidamenti…


Non si può far pagare al visitatore la vista della costa amalfitana o della costa ligure dove ogni scorcio del panorama ci riempie gli occhi di gioia, lo spettacolo di Venezia, dove dietro ogni “angolo” sorge una chiesa ricca di quadri, una casa storica,  passeggiare per le strade di Firenze o di Roma in cui ogni pietra parla di storia!  le stupende città del Barocco pugliese, le raffinatezze del Rococò napoletano, ancora una volta l’elenco è così lungo che si rimane sorpresi.

È di pochi giorni fa la notizia riportata dai maggiori quotidiani italiani in cui si spiegava che importanti reperti archeologici trovati in un punto nevralgico del centro di Roma, sono stati coperti per proteggerli e nuovamente sotterrati per preservarli, quello spazio serve per altri scopi, quindi le stalle di duemila anni fa saranno ricoperte per costruire un moderno parcheggio.

Una città come Roma, con il più grande centro storico esistente al mondo, non può fossilizzarsi solo nel ricordo di un glorioso passato, ha bisogno anche di modernità, di tenere il passo con i tempi.

In contrapposizione a questo, in molti paesi da me visitati, le poche opere d’arte ivi esistenti sono curate fino all’inverosimile, appunto perché sono poche, di contro il biglietto per poter visitare musei e pinacoteche è oltremodo oneroso per il povero turista.


In Italia, come si parla si far pagare una tassa di soggiorno ai turisti, tutti insorgono, ma cosa ancora più vergognosa i turisti hanno preso l’abitudine di deturpare le opere d’arte esposte: incidere il proprio nome su di una colonna del Colosseo appena restaurata, gozzovigliare ed urinare nella Basilica di San Marco a Venezia; questi turisti tanto educati a casa loro, si permettono di urinare in un cesto per rifiuti nel centro di una piazza piena di gente, fanno la doccia in una fontana, entrano con la macchina in una calle di una importante “città d’arte’ come Venezia, sono sorpresi ed immortalati a defecare dietro il portale seicentesco di una chiesa consacrata, scheggiare una statua insostituibile per portare via un ricordino, graffiare un affresco del ‘300 arrivato incredibilmente intatto ai nostri giorni, quasi a testimoniare quanta maleducazione e volgarità viene manifestata da certa parte di un turismo di massa.


Questa, nella foto accanto, è la “vicinanza” concessa per ammirare le pietre di Stonehenge.


Le istituzioni italiane dovrebbero tassare ogni turista maggiorenne che vuole mettere piede sul suolo di una terra antica, magica ed affascinante come l’Italia, chi non fosse d’accordo può visitare lo pseudo parco di Brandeburgo a cinquanta (50) euro a persona. n.d.r. le foto dei turisti immortalati sono visibili su Il Corriere e La Repubblica.


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