• Libra Adri

L’insonnia, io e il gufo

Aggiornato il: mag 2


Apro gli occhi, guardo l’orologio, sono le tre del mattino.. credo di aver finito di dormire.. ma in fin dei conti, ho dormito quasi sei ore.. e posso considerare di essere ragionevolmente riposata

Mi alzo, mi copro con uno scialle, a quest’ora é fresco, quasi 24ºC ed esco in giardino. La notte quando il sonno mi abbandona, mi piace passeggiare nel silenzio del giardino, faccio programmi, la lista della spesa, i lavori da fare, raccolgo i miei pensieri per affrontare al meglio un  nuovo giorno. Tutto é quieto, alzo gli occhi al cielo e dopo tanti anni non mi sono ancora abituata allo spettacolo di questo cielo stellato. la Luna é già tramontata ed in assenza di altre luci si vede chiaramente la Via Lattea.

Fra pochi giorni avremo la Luna piena, sarà enorme e rossa, con la macchina fotografica andro’ sulla spiaggia per avere una visuale senza ostacoli, questa volta non mi faro’ trovare impreparata.


All’improvviso sento ‘muovere l’aria’ e scorgo il mio amico Gufo che si posa silenziosamente su di un ramo ed osserva i miei spostamenti; é cresciuto molto nell’ultimo anno, la sua apertura d’ali é notevole, solo l’aquila pescatrice può competere con lui in eleganza, sembra ridicolo ma mi reputo sua amica e sono fiera di lui, incute rispetto e timore, maestoso in confronto a tutti gli altri uccelli, ai pipistrelli e ai flying fox che dimorano sulle palme. Amo credere che, in un qualche modo, si sia affezionato e vedo i suoi occhi che mi osservano.


Era un cucciolo affamato e spaventato quando lo vidi per la prima volta su un trespolo, in un mercato degli uccelli.


D’impulso ne chiesi il prezzo ma il venditore disse una cifra spropositata anche per una ‘turista’ abituata a sentirsi chiedere somme eccessive per qualsiasi cosa… impossibile accettare, così guardandolo bene in volto, ma con un sorriso che ammorbidiva le mie parole perché non si offendesse, gli risposi:


pak, questo gufetto sta morendo, forse non passerà la nottata, la mia offerta é accettabile…che vuoi fare? mi mandi via?


il venditore mi guarda, capisce che sono determinata e che non contratterò:


oke Bu. prendilo.. però sappi che ci rimetto..” e mette in fretta i soldi in tasca, per paura che ci ripensi.


Arrivata a casa, sistemai il gufetto nella voliera.. tutti i giorni, dopo il tramonto, lo nutrivo con un pezzo di carne di pollo, imparò a riconoscermi, mi piace pensare che il suo scuotere le ali fosse un modo per salutarmi.. ma più realisticamente aveva fame, ingoiava in fretta la carne e subito si quietava e iniziava a lisciarsi le penne.


Quando divenne abbastanza grande ed in forze, aprii la porta della voliera e lo lasciai andare… i suoi occhi color dell’ambra erano senza espressione ma mi guardò per un lungo istante.. poi si alzò in volo e non lo rividi per molte settimane.


In seguito scoprii che si era creato un suo spazio nel magazzino degli attrezzi, diedi disposizioni perché nessuno durante il giorno lo disturbasse ed il personale superstizioso e pauroso, si attenne a questo mio ordine.


Una notte in giardino, assorta nei miei pensieri all’improvviso sento ‘muovere l’aria’ ma non c’è un alito di vento, nel silenzio avverto un leggero fruscio…il mio gufo e’ tornato o forse non e mai andato via e se mi permette di vederlo e perche’ lo vuole, altrimenti non mi sarei accorta di nulla. 

Sono felice, temevo che se ne fosse andato per sempre. 

In seguito l’ho intravisto spesso su un grande albero accanto al cancello d’ingresso. Il fogliame e’ abbastanza fitto da garantire una protezione diurna dal caldo e dalla luce.


Salvarlo e portarlo a casa é stato un caso imprevedibile ed inatteso, é accaduto perché era scritto nel mio e nel suo destino che quella mattina dovessimo incontrarci, ne sono felice e non mi pongo altre domande.

#mercatodegliuccelli #gufoincattivita #volosilenziosodeirapaci

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