• Libra Adri

L'informazione sbagliata è phishing

Aggiornato il: mag 2


Il presidente degli Stati Uniti, Franklin Delano Roosevelt, disse:“l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura, è la paura stessa”.Oggi richiamare l'attenzione sul pericolo del momento, é una drammatica necessità, ma senza isterismi; essere prudenti nell'esprimersi é doveroso.

Chi controlla l’informazione possiede il discutibile potere di influenzare il comportamento di una massa impressionante di persone, piú del 90% dei cittadini, per conoscere meglio, sono connessi attraverso televisioni, internet e social media ai mezzi di informazione, bisogna usare prudenza nell'usare termini che colpiscono l'immaginazione, a divulgare notizie allarmanti, si deve evitate la diffusione di immagini troppo 'forti' per cui persone impressionabili e sensibili ne possano essere sconvolte. Non é corretto, ne professionale, ne ragionevole enfatizzare le situazioni e indurre al timore, che emerge sempre in casi che non sono stati ancora chiariti.

È già accaduto che persone venute a contatto con il coronavirus, ma fortunatamente guarite, hanno visto diffusi sui social i loro dati e la storia delle loro vicissitudini, queste già sfortunate persone, sono state emarginate e messe all'indice, una di loro ha detto: "sono guarita, sto bene, ma nessuno mi si avvicina.." non riesco ad inquadrare questo tipo di comportamento come un modo per proteggersi, ma come una inaudita violenza.

Quando arriverà il giorno che qualcuno griderà "a morte l'untore" l'ignoranza  avrà raggiunto l'apice della malvagità.


La maggiorana degli italiani non ha paura, sono stati indotti a temere per la loro vita, con immagini e parole, diffuse ad arte. Quello che non riesco a capire é il motivo di tale comportamento, se non il desiderio di sensazionalismo che ne consegue ed il ritorno di fama a chi lo ha creato.



Gli italiani commettono ancora l'errore di prendere per vero ciò che è diffuso per motivi non sempre edificanti, credono senza razionalità a ciò che è scritto, solo perché è stato stampato. I giornalisti seri, preparati e soprattutto onesti con i lettori, non hanno bisogno di mezzucci per farsi leggere; in una democrazia degna di questo nome, i cittadini hanno diritto ad una informazione seria, di parole vere, non di chiacchiere, di fatti comprovati, senza allarmismi e soprattutto non spettacolari, come sta accadendo in queste settimane.La verità é molto piú esplicativa di qualsiasi sensazionalismo.