• Libra Adri

L’evoluzione, spesso non è progresso.


Ho piacere di proporre questo scritto a quattro mani con mio marito, che tratta un argomento molto interessante. “L’evoluzione” quale elemento che viene considerato evolutivo ma che distrugge inevitabilmente equilibri che hanno avuto bisogno di milioni di anni per svilupparsi e modificare la vita sul nostro pianeta. A parte gli animali estinti o in via di estinzione, le stesse culture umane a volte uniche vanno scomparendo. Le mie esperienze di 20anni fa trovavano un pallido riscontro 10anni fa ed oggi sono solo un ricordo. Affrettatevi a tirare fuori  dal vostro cassetto i vostri progetti di viaggio prima che quei luoghi e quelle culture siano estinti. 


La storia dell’Indonesia è stato scritta col fuoco ed è un fuoco che brucia ancora oggi ed in tutta la storia naturale della Indonesia l’unica certezza è il cambiamento. 


Ciò che più colpisce dell’Indonesia è la varietà. Le sue 17.000 isole, separate da 2 oceani ad unire 2 continenti, sono situate in alcuni dei mari più ricchi nel mondo. Non voglio soffermarmi a parlare delle popolazioni che abitano l’Indonesia, non basterebbe scrivere un libro su di loro e non sarebbe neanche un bel leggere visti i risultati fino ad oggi.

Questa varietà naturale è abbinata ad una diversità umana. Questo è il punto d’incontro di culture diverse provenienti dall’Asia e dall’Australia – Vecchi e nuovi, nel corso dei secoli i popoli Indonesiani hanno sviluppato i loro modi peculiari di vita. Allo stesso modo, molti degli animali che qui vivono, sono unici, isolati su isole remote, sono i naufraghi di due continenti e si sono sviluppati spontaneamente per diventare creature che non si trovano in nessun altro luogo sulla terra. 

Per milioni di anni questo è stato un angolo turbolento del pianeta e nel corso di questi milioni di anni, i vulcani hanno costruito nuove isole in quello che una volta era mare aperto e nuove isole salgono dal fondo del mare, isole di opportunità per una vita da conquistare. 


Una fitta giungla tropicale copre più della metà di questa terra di 17.000 isole, una terra dove le forze elementari sono ancora al lavoro. 

Qui all’equatore, le abbondanti precipitazioni, il caldo tropicale e il suolo fertile rinvigorisce una giungla senza rivali nella sua lussureggiante veste, paragonabile solo a quella amazzonica. 

Ci sono letteralmente migliaia di diversi tipi di albero e supportano una corrispondente varietà di vita animale. 

L’Indonesia ha la più ampia gamma di specie animali di ogni altro paese al mondo. 

La maggior parte di loro vivono nella parte intatta della foresta tropicale del Borneo, Sumatra ed Nuova Guinea ma non è solo la varietà che rende le giungle dell’Indonesia così eccezionali. C’è uno straordinario mix di piante e animali; sono un poco asiatiche, altre si direbbero più a casa in Australia. 

Si tratta di una foresta che è la patria di Amorphophallus giganti, il titan arum il cui picco del fiore eretto può salire fino all’altezza di 3 metri. E’ il fiore più alto del mondo e puzza di carne in putrefazione, una caratteristica che condivide con un altro fiore gigante: il Rafflesia ed entrambi sono impollinate dalle mosche.


I fiori Rafflesia possono essere 1m di diametro e questa pianta straordinaria non ha foglie né fusto e radici e vive come un parassita sulle liane e fiorisce solo una volta nella sua vita. 


 Alcuni alberi più alti del mondo sono qui nelle foreste del Borneo e di Sumatra: le dipterocarpus, possono crescere fino a 60m ed il loro nome deriva dai suoi semi con due ali.

La foresta di Sumatra ha ancora oggi tigri, elefanti e rinoceronti in numero molto ridotto rispetto al passato, e ancor più quella del Borneo con gli orangutan, l’uomo delle foreste (man of the forest), ha specie vicino all’estinzione. 

La tigre e l’elefante erano animali presenti anche a Giava e Bali ma la crescita della popolazione umana e l’agricoltura intensiva non hanno lasciato spazio ad animali come questi che richiedono un grande spazio vitale. 

All’estremità orientale dell’arcipelago c’è l’isola gigante della Nuova Guinea le cui montagne del centro, sono la sua colonna vertebrale, e si ergono a più di 5000m e sono un ostacolo alla libera circolazione degli animali e delle persone tra nord e sud. 

Pur trovandoci all’equatore, i loro picchi sono coronati con ghiaccio e neve perpetua. Non c’è niente più alto tra qui e l’Himalaya. 

A sud delle montagne il terreno scende ripidamente e ci si trova in un tratto di foresta paludosa così povero e ostile e con il cibo così difficile da trovare che non c’è da sorprendersi che questa foresta venga chiamata la zona morta. 

Il terreno è allagato per buona parte dell’anno e riesce a sostenere così poche persone. 

E’ la tribù dei Korowai che vive qui ed ha imparato come riuscire a vivere in questi ambienti così poco promettenti. Se i loro metodi di pesca (nelle paludi) sono inusuali, le loro case lo sono ancora di più e le loro, credo debbano essere il massimo in termini di case sugli alberi. Alcune sono a 15m dal suolo. 


I Korowai ci assicurano che vivendo tra gli alberi, possono vedere gli uccelli in montagna ed è più difficile per i demoni e gli stregoni salire i gradini che portano alle loro case ed inoltre mantiene al sicuro dalle inondazioni, ci sono meno zanzare ed è una difesa contro le persone troppo invadenti. 

Una pacchia insomma! 

Fino a poco tempo fa, le faide ed i raid dei cacciatori di teste facevano parte della vita quotidiana. 

Con la loro profonda conoscenza del bosco, il popolo Korowai può vivere in una terra dove la maggior parte della gente morirebbe di fame. Isolata da lotte e terreno accidentato, ogni tribù sviluppa una propria cultura. La Nuova Guinea ha più di 1000 lingue e la metà di loro è parlata da meno di 1000 persone. 

Gli abitanti dell’interno della Nuova Guinea sembrano persi nel tempo. Solo negli ultimi decenni, hanno avuto contatti con il mondo esterno e questo ha portato l’inizio del cambiamento… 

Questa è una terra di uccelli. I più spettacolari uccelli della Nuova Guinea sono gli uccelli del paradiso: ce ne sono 38 tipi differenti. 

Il sottobosco della foresta nasconde una delle creature più temute della Nuova Guinea… una che può uccidere: il Casuario (Cassowari), questo gigante è il più grande uccello a volare in Nuova Guinea ma trascorre la maggior parte del suo tempo alla ricerca di cibo sul terreno della foresta. Esso stesso è un cibo prelibato e può essere scambiato per 8 maialini o una moglie! 

Ci sono specie, molte delle quali marsupiali, chiaramente emigrate dall’Australia quando questa era ancora legata a questi territori. Canguri che salgono sugli alberi ed altri fenomeni della natura comuni in Australia. 

Se il mare che separa le isole e le montagne sono una barriera al movimento da una parte ad un’altra, ci sono alcuni animali che hanno fatto tutto il viaggio e attraversano tutti i 5000 km della catena delle isole dell’Indonesia. Si tratta di volpi volanti (Bats), con un’apertura alare di 1,5m sono i più grandi pipistrelli nel mondo e sono grandi “aviatori”. Essi possono viaggiare 60 km in una notte alla ricerca di cibo, così per loro, volare da un’isola all’altra non è un problema. All’alba tornano ad un posatoio comune, un albero dormitorio, che durante la stagione riproduttiva arriva ad ospitare centinaia di migliaia di abitanti.


L’occhio distratto del turista occasionale non riesce a focalizzare l’essenza di quanto si propone ai suoi occhi nei viaggi che intraprende, vuoi per la motivazione che lo ha ispirato, vuoi per la limitata permanenza. 

Incontrare culture diverse ed osservarle, lo trovo da sempre eccitante, istruttivo e rassicurante nel constatare quanti punti di incontro ci sono fra culture che solo apparentemente sono distanti anni luce. 

Gli umani, di qualsiasi razza, hanno più punti in comune che diversità. 

I bambini sono la prova evidente di questo spirito. Osservare un bambino giocare, muoversi, interagire con l’ambiente e i suoi simili, ti dà quella certezza che l’umanità è una. 

I sogni, le aspirazioni, le paure ed i desideri di tutti sono estremamente simili e concordano sulle cose essenziali della vita.

Il mondo cambia inesorabilmente, non sempre per il meglio, per le ambizioni sfrenate ed egoistiche del genere umano. Miracoli della natura, civiltà nate da spinte positive di gruppi etnici muoiono per l’avanzare del “progresso”.


In Indonesia, un viaggiatore attento, questo lo riscontra dappertutto: dal Borneo alla Nuova Guinea e quando faccio un bilancio delle mie esperienze è deprimente dover constatare di aver visto un bellissimo fiore che vive solo un giorno. Mi consola aver visto tanti di questi fiori. 


#progresso #Korowai #evoluzione #Sumatra #Cassowari #Rafflesia #Titanarum #NuovaGuinea #estinzione #bats #uccellidelparadiso

0 visualizzazioni