• Libra Adri

L’albero degli spiriti.


Gli esseri umani sono spietati gli uni con gli altri e le liti in famiglia sono anche troppo frequenti. 


Ci si pente, in genere, quando è troppo tardi. 


I giornali ed i telegiornali sono portatori solo di notizie deprimenti, e la cattiveria e le brutalità, sono sempre esistite; oggi sembrerebbe che siano aumentate ma, probabilmente, solo perché l’informazione è più diffusa e la gente viene più facilmente attirata dalla morbosità di una brutta notizia.


Quando ero più giovane ero più paziente, riuscivo a sopportare molte più cose; oggi ho l’impressione di essere circondata da persone volgari e stupide, il cui principale pensiero è il denaro, come procurarselo, come spenderlo. Sono stanca di fingere indifferenza di fronte all’arroganza dei presuntuosi, all’ignoranza sempre più diffusa, all’invidia madre di tutte le cattiverie, alla prepotenza verso i deboli e gli indifesi, all’ipocrisia che si estende dalla simulazione alla falsità, ma soprattutto odio la menzogna, sono arrivata a un punto della mia vita in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi offende o ferisce con bugie. Ho perduto l’indulgenza, il desiderio di amare chi dice di volermi bene solo per manipolarmi e sfruttarmi, non sopporto più gli idioti che pensano che la bontà sia sinonimo di stupidità.

Un giorno sentii una frase: ‘se tu smetterai di dire menzogne su di me, io smetterò di dire la verità su di te’ rimasi stupita dalla semplicità e dalla completezza del concetto, non si poteva aggiungere nulla di più.


In fondo al mio giardino c’è un albero, l’unico nel suo genere esistente in tutta l’isola, non mi è mai capitato di vederne uno simile in tanti viaggi, in gran parte del sud-est asiatico; fu piantato da uno sciamano balinese che la gente del posto, da allora, non ha più visto.

Frutti grandi come noci di cocco, piegano i sottili rami ricoperti da piccole foglie rotonde, una volta svuotati i frutti da una polpa non commestibile, i gusci si possono usare come contenitori per l’acqua, tutti ne hanno un po’ timore e girano al largo, lo chiamano l’albero degli spiriti.

I primi tempi del mio soggiorno sull’isola, non mi avvicinavo volentieri a quest’albero, mi incuteva qualche timore perché la gente locale, animista e sensitiva, non dà un nome a qualcosa senza un motivo.


Un tempo andava di moda una canzoncina che diceva: ‘ ..canta che ti passa..’ io invece di cantare, grido ed un giorno che ero arrabbiata, con un impulso irrazionale, mi avvicinai all’albero e a gambe larghe e le braccia a ‘brocchetta’ gli urlai contro, gridai lo scontento che tenevo dentro da tanto tempo, mi liberai da ciò che non riuscivo più a sopportare, scaricando la tensione repressa, meglio di tante pasticche ‘miracolose’ che non ti curano, danno assuefazione, ti rovinano il fegato.

Non risolsi nessun problema ma mi sentii sollevata, …forse.

Oggi ho il mio albero, la mia valvola di scarico, non ne ho mai avuto un reale timore e siamo diventati amici; gli grido le mie frustrazioni, ciò che mi opprime e libero il mio animo dall’amarezza, dal dolore che ogni tanto mi assale, uno sfogo che uso con parsimonia, per non vanificare gli effetti.


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