• Libra Adri

Io sto con i bambini

Aggiornato il: mag 2


Per un puro caso ho ritrovato questa foto, sotto un mucchio di carte, in fondo ad un cassetto, credevo di averla perduta o che qualcuno l’avessa gettata ritenendola senza valore. 

Sono trascorsi ventiquattro anni da quando mi arrivò per posta e come allora ha rievocato un sentimento di pietà ed emozioni che credevo superate, ricordi e nostalgie mai sopite, l’ho guardata come se fosse la prima volta e non ho potuto trattenere la commozione.


Non importa se la foto sia stata creata di proposito per inviare un messaggio, i bimbi sono reali, non troppo magri, nè troppo grassottelli, le guance sono paffute, hanno mangiato abbastanza per non soffrire i morsi della fame, ma sono i loro piedi che parlano e raccontano una storia a chi la vuole ascoltare. 


Il bimbo più grande, tutto preso dal compito di non far cadere il prezioso latte, è senza scarpe, si capisce dalla forma delle dita che non le calza da molto tempo, il pantaloncino che indossa é troppo grande, macchiato e strappato, ma le bretelle che lo tengono su danno una nota allegra alla sua povertà; il secondo bimbo é vestito un pò meglio degli altri ma ha le scarpe rotte, i piccoli alluci si intravedono chiaramente, la sua mamma non ha denaro per comprarne un altro piaio, aspetta di passargli quelle del fratello, poi si vedrà, il bimbo aspetta il suo turno, guarda il suo amico e i suoi occhi dolci e biricchini ad un tempo, sembrano dire “dopo tocca a me, vero?”,  il più piccolo dei tre indossa i calzini e le scarpe, un piccolo lusso, i pantaloncini sono un paio di mutante troppo grandi, ma sono le manine che parlano per lui, muove le dita, sembrano dire “aspetta, aspetta, ancora un sorso..”


Il fotografo é riuscito a cogliere un momento dolce in tanta tristezza, sono tempi in cui un litro di latte ed una pagnotta possono sfamare una famiglia.


Come sono riusciti questi bimbi a superare l’infanzia? sono andati a scuola? hanno iniziato presto a lavorare? forse il più grandicello non ha dimenticato il giorno in cui un uomo ben vestito e con una macchina fotografica, gli ha regalato una bottiglia di latte..”prendi” gli ha detto “bevi prima tu, poi danne anche agli altri” e lui cosí ha fatto… é concentrato nell’importante incarico che gli é stato affidato, quell’inaspettata bottiglia di latte é la cosa piú importante e preziosa che gli sia capitata nella sua piccola vita, pensa che se quell’uomo é così buono con lui, forse presto anche la paura finirà, forse il babbo tornerà a casa.


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