• Libra Adri

"In vendita" non vuol dire "svendita".



La parola chiave oggi sembra essere “hot deal”, altrimenti non è “un affare”.


Sempre più spesso, negli ultimi anni, mi sono trovato a dover constatare a Lombok ma anche nella sofisticata ed ormai eccessivamente urbanizzata Bali, un irragionevole pressappochismo nell’intraprendere iniziative turistiche di affari, non solo da parte dei locali imprenditori ma anche da parte di Australiani ed Europei che pensano di investire in attività edilizie e turistiche in modo caotico ed approssimativo, in un paese dove non esiste una programmazione edilizia. 


Per realizzare qualcosa di decente, e che sia remunerativo, è spesso necessario solo buon senso, ragionevolezza e reale desiderio di portare qualcosa a compimento, mentre invece taluni rincorrono l’hot deal, l’affare eclatante che li renda ricchi facilmente e senza sforzo, magari utilizzando i capitali altrui ovvero cercando dei finanziatori delle proprie idee. L’alternativa che vedo applicata è quella di seguire le orme di altri che hanno avuto successo: “lui l’ha fatto vuol dire che è profittevole” oppure aspettare le briciole di quello che ha successo, sistemandosi nelle sue vicinanze. 

Piccole iniziative nascono sovente vicine ad un grande Resort per assorbire quanti non sono disposti a spendere il molto che questi chiedono.

​Ho visto progetti strampalati non riuscire a decollare e fallire in poco tempo. Ci sono esempi dovunque anche di grosse imprese turistiche rimaste completamente invendute da oltre 10anni.


Ville in vendita in Resort​ talmente compressi da essere invivibili, taluni maggiormente di altri considerando che si trovano su piccole isole senza infrastrutture.

Il modo e le tematiche di questi fallimenti sono pressappoco sempre le stesse: gli imprenditori non si curano di valutare l’iniziativa nella realtà del luogo, delle infrastrutture disponibili e cosa molto più importante, non si curano delle necessità dei vacanzieri che sono poi la loro fonte di guadagno; non si curano di coccolarli e soddisfare le loro esigenze ma solo di sfruttarli fino all’inverosimile. In aggiunta, l’ambiente paga sempre in modo eccessivo per gli errori umani. Basta immaginare che il resort a lato è stato realizzato su di un’isola ovviamente senza fognature ed in vicinanza del mare; è facile immaginare che fine faranno le acque reflue di così tante costruzioni non essendoci lo spazio fisico per delle appropriate fosse biologiche a dispersione dopo la depurazione. Abbiamo uno scenario ancor peggiore se consideriamo lo smaltimento dei rifiuti degli ospiti di un tale complesso. Neanche in città esistono strutture di smaltimento dei rifiuti e qui siamo in una isoletta ed in una struttura senza alcuna possibilità di risolvere il problema.

Molto spesso ricevo offerte, durante la bassa stagione, dove quello che mi si offre è più caro di quello che ottengo dagli stessi in alta stagione ma sono mascherate da sembrare un “hot deal”.

Ci sono due valutazioni essenziali da fare che aiutano moltissimo nell’elaborare una giusta scelta:

– I vacanzieri, molti di essi, sono stanchi dei luoghi superaffollati e “alla moda” e ricercano, sempre più spesso, luoghi dove veramente poter scaricare lo stress accumulato durante un anno di lavoro in società frenetiche come quelle occidentali e rifuggono quindi quei famosissimi Resorts che sempre più ricordano loro la vita di tutti i giorni.

– I vacanzieri, molti di essi, amano le comodità a cui non sanno rinunciare o le ricercano intenzionalmente durante una vacanza e non sempre accettano di buon grado una sistemazione dove la camera è scomoda, il bagno è fatiscente, l’acqua della doccia è salmastra ed il cibo immangiabile.

Tutte queste problematiche le abbiamo dovute notare ed a volte affrontare vivendo su di una piccola isola nel SW di Lombok, Indonesia.

Mia moglie ed io, oltre 15 anni fa abbiamo scelto questa località, nella ricerca di un luogo lontano dalla civilizzazione, dove taluni valori di vita sana in ambiente incontaminato fossero presenti e non ci fosse la possibilità che questi valori scomparissero in breve tempo. Ciò nonostante ci accertammo che anche in assenza di infrastrutture si potessero creare quei servizi che abbiamo sempre ritenuto necessari per una vita comoda e soddisfacente.

L’energia elettrica per poter attivare i servizi ed acqua senza eccessivi depositi minerali e salmastri per la nostra intenzione di creare anche un giardino con fiori e piante che non sopportano neanche una leggera salinità, la presenza di copertura telefonica cellulare, un collegamento satellitare per ricevere i canali televisivi, un collegamento internet soddisfacente.

Con il passare degli anni, siamo prosperati nella tranquillità del nostro paradiso e creato qualcosa di veramente eccezionale per i grandi spazi dedicati all’amena attività di rilassarsi nel verde tropicale del nostro parco ed abbiamo implementato tutti quei servizi che producono un alto livello di comodità. Ci siamo assicurati un’approvvigionamento costante ed illimitato di acqua pura da una sorgente che abbiamo scoperta con la quale abbiamo potuto non solo coprire il fabbisogno giornaliero umano ma realizzare una piscina, dei laghi in cui abbiamo immesso anche dei pesci, corsi di acqua, fontane e cascatelle che ci donano il rumore dell’acqua che scorre tornando nel lago più a valle. Abbiamo realizzato fosse biologiche funzionali multiple per ogni singola funzione, dove liquami e fanghi sono trattati separatamente. Per la cucina e per la lavanderia abbiamo costruito separatamente dei pozzetti degrassatori a monte delle fosse biologiche. Abbiamo un pontile fuori del portone dove è ormeggiata la nostra barca con la quale siamo collegati, in qualsiasi condizione di marea, alla terra ferma (distante 650m) dove un’altro pontile è collegato con il nostro garage e la nostra auto.


Con un ponte radio di 30km ci siamo assicurati un collegamento internet ADSL2. Abbiamo numerosi freezers e frigoriferi e un vasto magazzino alimentare dove stiviamo cibo sufficiente per almeno 3 mesi. Una casa molto confortevole con qualsiasi comfort e numerosi angolini appartati per le nostre attività e dove trascorrere il nostro tempo piacevolmente.

Abbiamo sempre aiutato le comunità locali residenti sull’isola a perseguire un livello di sviluppo maggiore con donazioni, terreno per il loro cimitero, un generatore ed una completa linea di illuminazione del villaggio oltre l’aiuto per costruire dei decenti WC per ogni famiglia.



Alcune piccole strutture alberghiere sono nate sull’isola negli anni successivi ma non si sono mai sviluppate in alcun modo, in primis per la mancanza di acqua dolce ed energia elettrica senza peraltro soddisfare neanche le scarse necessità dei back-packers. Non sono stati rari i casi in cui vacanzieri hanno bussato alla nostra porta chiedendo di poter essere ospitati ma anche di fornire loro del cibo. In alcuni casi li abbiamo aiutati ma sempre gratuitamente.

Oggi il collegamento stradale con la città è stato molto migliorato e sono molte le iniziative turistiche sulla nostra isola e su quelle vicine. Ci sono circa 13 isole, alcune anche disabitate che iniziano ad avere strutture alberghiere essenziali ma anche più pretenziose, nonostante le ovvie difficoltà esistenti ed ineludibili legate al vivere su di una piccola isola ed in assenza di pozzi con acqua “decente” foss’anche desalinata. La tendenza dei vacanzieri d’altra parte si è già indirizzata verso le nostre isole a SW rifuggendo Bali e le isole a Nord ormai sovraffollate anch’esse e gli investitori hanno avvertito questa tendenza e cercano di sfruttare la situazione. La nostra proprietà è stata per anni l’unica nel raggio di svariati kilometri ad avere una struttura abitativa complessa, articolata e con servizi inimmaginabili per lo standard locale, oltre all’energia elettrica 24h ed acqua dolce a profusione.

Venendo meno le condizioni di “isolamento” che ci hanno portato a creare e godere questo nostro paradiso e per l’età che avanza, abbiamo deciso di cedere quanto abbiamo creato e spostarci ad altra residenza.

Con questa nostra decisione abbiamo, come dicevo precedentemente, dovuto affrontare problematiche a noi estranee. Coloro che sono, finora, venuti in visita per un eventuale acquisto si sono dimostrati essere pronti ad un “hot deal” ovvero ad acquistare a molto meno del prezzo reale, forse pensando che colui che vende, specialmente qualcosa di valore, lo fa costretto da necessità. Fortunatamente nella nostra decisione non siamo nelle condizioni di dover svendere e quindi potremo aspettare l’acquirente che apprezzerà di poter sfruttare quanto (il molto) abbiamo da offrire e non sperare di ottenerlo per un tozzo di pane.


#paradisoesotico #realestate #sale #hotdeal #urbanizzazione #forsale #resortsuisole

0 visualizzazioni