• Libra Adri

Il viaggio verso la libertà



Bibi e il coniglietto.

Bibi era una timida bambina di otto anni. Un giorno il suo papà la portò con sé nella tenuta in campagna. Il contadino li andò a prendere alla biforcazione della strada per condurli alla fattoria e Bibi, per la prima volta nella sua vita, vide i grandi buoi aggiogati al carro. Agli occhi della bambina, erano enormi; doveva alzare le braccia per poterli accarezzare, la coda sempre in movimento per scacciare le mosche, le corna lunghe, il mantello bianco, gli occhi grandi e dolci.


Era il tempo della mietitura ed il proprietario della mietitrice, con i suoi operai, si spostavano da una fattoria all’altra e dovevano fare in fretta perché alla fine di agosto iniziavano i temporali di fine estate, la pioggia avrebbe fatto bene all’uva della prossima vendemmia ma il grano non doveva bagnarsi.

Ogni giorno a mezzogiorno, finito il lavoro che era iniziato il mattino presto, la famiglia del contadino apparecchiava un lungo tavolo nella parte in ombra dell’aia e offriva un pranzo agli operai e agli ospiti.

Sulla tavola c’era la pasta fatta in casa con il sugo più buono del mondo, il pollo in padella e poi c’erano olive fritte, pomodori, insalata e Bibi poteva bere un sorso di vino rosso.


Nessuno capí come fosse accaduto ma il cancelletto che chiudeva la conigliera si aprì e tutti i conigli si sparpagliarono nell’aia. Bibi ne prese uno, lo strinse fra le sue braccia, era morbido e bianco, non ci fu modo di farglielo lasciare. Il contadino glielo regalò e Bibi felice lo mise in una scatola e lo portò a casa.

Quando la mamma lo vide, protestò a lungo, non lo voleva in casa ma non ci fu nulla da fare, il coniglio rimase.

Bibi non se ne separava mai e lo chiamò “bianchina”; dormiva con lei di nascosto della mamma, gli dava da mangiare spaghetti e caramelle, tentava di fargli il bagno, lo trattava come un’amico e furono felici insieme. Trascorsero tre mesi, un giorno la bambina tornò da scuola e non trovò bianchina.

Bibi ricordò quel giorno per tutta la vita, era novembre, faceva ancora caldo, sul tavolo della cucina vi era un piatto colmo di cachi.

Bibi lo chiamò, lo cercò in tutti i posti in cui a volte si nascondeva, sotto il letto, nello sgabuzzino, in terrazza, non c’era, era sparito.

“mamma dov’è bianchina?” ma la mamma le rispondeva: “mangia ché la minestra si raffredda” ma Bibi non aveva più appetito, pensava a bianchina e le lacrime le scorrevano copiose a bagnarle il viso.

Anche il papà era triste e diceva: “non ci pensare più, l’anno prossimo ne prendiamo un altro”. Bibi trascorse giorni tristi, era una bambina introversa e la perdita di bianchina era il suo primo vero dolore, dovette passare del tempo prima che si rassegnasse; non volle affezionarsi ad altri animaletti, troppo rischioso, si soffriva troppo quando non c’erano più.

Dopo qualche tempo, qualcuno impietosamente le disse che la mamma aveva venduto bianchina al macellaio, non per necessità, non lo voleva per casa, sporcava, dava fastidio, non amava gli animali. 

Bibi si sentì tradita e qualcosa si spezzò dentro di lei.

Bibi è prigioniera.

Bibi è cresciuta, ha dodici anni, sempre timida ed introversa, si sente libera solo quando può volare con la fantasia fra le parole di un libro.

Bibi ha un fratello più grande, chiassoso, invadente, prepotente. L’unica cosa che gli invidia è la sua libertà. Lui ha il tacito permesso di uscire, vedersi con gli amici, andare al cinema, mentre lei, a parte la scuola, sta sempre in casa.

Bibi è stata invitata a fare i compiti a casa di un’amica, vorrebbe andare ma la mamma non lo permette, ha da fare, non la può accompagnare, Bibi non può andare in giro da sola, cosa direbbe la gente…., è una signorina che ha dei doveri, delle regole da rispettare quindi rimane a casa e la mamma, per sua tranquillità, chiude il portone a chiave.

Bibi piange quando nessuno la vede ed invidia il fratello che può fare come vuole.

Torna ai suoi libri che non sono più solo un rifugio ma anche un’evasione, un modo di viaggiare senza essere accompagnata.

Bibi verso la libertà.

Bibi è diventata grande, ha diciassette anni, ha un piccolo grande amore nato tra i banchi di scuola, la mamma sospetta qualcosa e come sempre non le permette di uscire. Non sa cosa fare, povera Bibi, confidarsi con la mamma sarebbe bello ma lei non avrebbe nessuna indulgenza. Bibi ha deciso di uscire di nascosto, ha paura ma è determinata. Aspetta il momento propizio, apre la porta e silenziosamente si allontana.

Vola -pensa-, vola povera Bibi e non pensare al dopo, goditi questo momento. Camminano mano nella mano, si guardano e si sorridono, Bibi è consapevole di essere timida e repressa e se ne vergogna, lui non immaginerà mai quanto coraggio c’è voluto.

Torna a casa, è trascorsa un’ora e la mamma si è accorta della sua fuga, i suoi occhi gli fanno paura ma Bibi questa volta è decisa, la mamma alza la mano per schiaffeggiarla ma lei la sfida in silenzio, sono due donne che si fronteggiano.

“non ti permettere di tornare dopo le otto, per quell’ora si cena e voglio tutti a tavola“. La mamma ha avuto l’ultima parola ma Bibi ha vinto, ha fatto il primo passa verso la libertà.

Bibi è cresciuta, è diventata grande, si è sposata, ha due bambini ma non ha mai dimenticato. Quando le capita di vedere un coniglietto bianco si commuove ancora, le prime volte i figli la guardavano stupiti, ora conoscono la storia di “bianchina” e non si sorprendono più, aspettano che alla mamma passi quel momento di commozione.



#animalidomestici #fantasiedibambine #primoamore #rapportoconlamamma

0 visualizzazioni