• Libra Adri

Il viaggio di ritorno.

Precede “Il vento in faccia” e “Il viaggio”

Ci godemmo una giornata di relax sull’isola Kangean che come sapevamo è scarsamente frequentata dal turismo. Solo poche comitive da Bali che per fuggire la noia ed il traffico accettano escursioni non programmate. È così che è nato il turismo a Lombok, Sumbawa e Komodo. Poveri turisti, non solo italiani, che programmano 2 settimane da trascorrere nel “paradiso” di Bali la divina e si ritrovano immersi nella noia, il caos, la sporcizia ed il traffico, mangiano male e subiscono prezzi gonfiati con i quali in Italia avrebbero preteso un servizio eccellente… ma questa è un’altra storia… I fondali sono rigogliosi di vita ed ancora incontaminati e la gente genuinamente disponibile e gentile. A pranzo ci offrono due enormi rombi che riesco a far cuocere in padella con un filo di olio e null’altro. È un pesce così delicato che non si presta ad essere bruciacchiato sulla brace. Il risultato entusiasma anche Jeff che da buon Australiano, non è precisamente un buongustaio ma dice mancargli un bicchiere del mio Pinot. Passiamo il pomeriggio in amaca nella veranda fronte mare del bungalow sulla spiaggia chiacchierando sui tanti sogni nel cassetto di Jeff che stà seriamente pensando di lasciare Bali ma non vuole tornare in Australia. In Indonesia e Filippine ci sono ancora posti incontaminati proprio perchè isolati dalla barriera naturale del mare che divide le migliaia di isole che madre natura ci ha regalato. Con la cena ci viene servito anche un tramonto bellissimo come quello all’arrivo ed il nostro tavolo è proprio in prima fila. Sono queste le cose che saziano l’anima e ti fanno sentire in pace con il mondo intero. Prima dell’alba, siamo intorno al Dart per approntarlo al viaggio che ci aspetta. Le provviste che avevamo sono ancora praticamente intatte. Aggiungiamo solo dell’acqua alla nostra riserva e siamo in navigazione.



Se la direzione da seguire è più o meno quella da cui viene il vento, diventa necessario navigare un po’ a dx e un po’ a sx ovvero circa 30° davanti a noi non sono percorribili… in parole più povere, bisogna navigare a zig-zag. In una regata questa andatura è fonte di tattiche che possono far vincere o perdere la regata, per la scelta dei tempi e delle zone in cui navigare. Nel nostro caso, ci armammo di pazienza e senza esasperare la nostra andatura procedemmo al meglio delle nostre forze, appesi al trapezio e zuppi fradici ed in tarda serata, non appena fummo a ridosso di Lombok avemmo la possibilità di rilassarci con una luna quasi piena che illuminava il mare davanti a noi. Era ormai giorno quando avvistammo Centofiori. È sempre un momento di felicità la conclusione di un lavoro impegnativo ben fatto… e noi avevamo fatto un buon lavoro con tanta soddisfazione e zero incidenti. Mia moglie sprizzava gioia, ci preparò una colazione sontuosa e dopo una doccia ce ne andammo a dormire. Ci svegliammo nel primo pomeriggio ed andammo a fare un po’ di stretching in piscina. Non c’è attività migliore per sciogliere i muscoli tesi e doloranti per aver tenuto a lungo una singola postura con i muscoli tesi. La sera ci raggiunse comodamente sdraiati nel gazebo a sorseggiare birra. Lo sguardo di Jeff era quasi languido e felice. L’amicizia è anche questo, coinvolgere qualcuno con cui si ha una frequentazione anche scarsamente assidua ma che si rispetta e di cui si ha considerazione. Jeff disse di voler chiamare la moglie ed invitarla a venire a Centofiori per una vacanza e con una forte stretta di mano, l’indomani, saltò sul Dart cazzò la randa e tornò a Bali ai suoi affari.



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