• Libra Adri

Il significato del tempo.

Aggiornato il: mag 3



Sono molti quelli che nel tempo mi hanno chiesto: ‘ma cosa fai tutto il giorno..?‘ da farmi riflettere sul cosa li spingesse a chiedermelo. …domanda tendenziosa… sarà per quel piccolo avverbio che cela una curiosità ma anche una critica… come se stessi sprecando la mia vita.

Bella domanda comunque!

ma forse piú appropriata per chi trascorre ore intrappolato nella propria macchina, in un ingorgo del traffico, per raggiungere l’ufficio, sempre imbottigliati ai caselli dell’autostrada per andare al mare, le file interminabili al supermercato, portare i figli agli allenamenti di calcetto, in piscina.. per poi scoprire che lei frequenta una scuola di ceramica creativa, lui di tanto in tanto, gioca una partita a tennis per smaltire la ‘pancetta’. 

Quello che io ho sempre rifiutato è il vuoto del dopo.. ed è per questo che mi sono preparata con largo anticipo.. finito il ciclo lavorativo, ma con tanti anni ancora da vivere, non ho accettato l’idea di rimanere in casa a fare nulla se non la tuttofare per i figli troppo presi dai loro impegni e la governante dei nipoti. 


Forse apparirà inconsueto nel mondo globalizzato, vivere ai confini della civiltà ma io con intorno la mia amata natura, tanto spazio e tempo,  leggo, fermo nella memoria le mie riflessioni e scrivo le cose interessanti che noto, le frasi significative che mi colpiscono, tengo la corrispondenza con gli amici che amano ricevere una lettera piuttosto che una telefonata, osservo il mare sempre mutevole e la mia mente vaga su ricordi anche lontani, su persone incontrate per caso e le piacevoli conversazioni intercorse e, soprattutto rifletto su quello che la vita ci dona e ci toglie: gli affetti, l’amicizia, le gioie ma anche le delusioni e i dispiaceri che ci accompagnano, …la chiamano meditazione, io non la definisco ma vivo i miei pensieri colorati e quando l’immaginazione vola troppo in alto e debbo tornare al concreto, osservo quello che mi accade intorno, le donne che lavorano, che tagliano l’erba, che chiacchierano di nulla, si raccontano gli ultimi pettegolezzi del villaggio, ridono felici, la potatura dei cespugli di alamanda e buganvillee, vado in cucina, preparo la cena, converso con mio marito, programmo i lavori per il giorno successivo e dopo il tramonto, se nessuno bussa alla nostra porta, scelgo un libro o in alernativa un film o una fiction che forse in Italia non avrei mai guardato e che descrive una società lontana ed insolita, a cui sento di non appartenere. 

Potrebbe sembrare limitativo ad occhi disattenti, ma le mie giornate non sono mai noiose se le paragono a quelle delle mie amiche rimaste in Italia e ringrazio Dio di aver avuto il coraggio, come lo chiamano alcuni o l’incoscienza come la chiamano altri, di aver lasciato la mia bella casa di Roma e la vita, tranquilla ma senza slanci, che conducevo. 



I viaggi rimangono sempre un aspetto importante della mia vita. Frequenti, ovunque nel sud-est asiatico ed estremo oriente, ma non necessariamente per lunghi periodi, una settimana, dieci giorni sono sufficienti per vedere molte cose. 

Tornare a casa si trasforma in un piacere dopo aver apprezzato panorami, cibi, persone accoglienti e preparare, dopo poche settimane, un nuovo itinerario, senza che diventi uno stress.

Oggi, desidero cambiare perché senza accorgermene mi sono adagiata in uno stile di vita che inizia a somigliare troppo al precedente;  in questi ultimi anni mi capita sempre più spesso di incontrare persone che hanno compiuto scelte più coraggiose o incoscienti delle mie e tutte mi ripetono la stessa frase: “è stata una scelta di vita..” li capisco e li invidio, proprio per questo è giunto il tempo che anch’io proceda verso nuove esperienze, che stimolino ancora la mia fantasia e la mia gioia di vivere. Sono appena partiti una coppia di francesi su una barca a vela tutta gialla che hanno fatto il giro del mondo e ne devono fare ancora di strada, piena di tappe interessanti, per tornare a casa.

Per chi non ama allontanarsi dalle proprie abitudini, non c’è nulla di più bello che rileggere un libro che  ha appassionato e scoprire sfaccettature del racconto che, nella maturità, riusciamo ad apprezzare nella sua pienezza, girovagare nella propria città e scoprire scorci che non avevamo mai notato, fotografare tutto ciò che attira la nostra attenzione e stimola la fantasia, viaggiare anche senza andare lontano ed assorbire la bellezza e il senso di pace che infondono la vista dei laghi alpini, le montagne maestose “le rughe della terra”, i borghi antichi di cui è ricca la nostra Italia. Per i più avventurosi, ammirare un piccolo villaggio giapponese che appare irreale nel suo lindore, il Grand Canyon di fronte al quale ci si sente piccoli ed insignificanti, le coltivazioni di thé o di riso che sembrano merletti, il deserto alle prime luci dell’alba che ti fa accapponare le pelle con la sua bellezza primordiale. 

Voler fare qualcosa di diverso significa non rassegnarsi ad aspettare quello che  non arriverà mai se non siamo noi a provocarlo, non accettare supinamente l’inevitabile degrado fisico, bensì desiderare di dare un significato al tempo che rimane ed intimamente mutare atteggiamento e realizzare finalmente ciò che si è sempre desiderato. Un piccolo bagaglio con l’indispensabile, un computer portatile, un telefono, la carta di credito ed il mondo è mio. 




#ildopopensione #meditate #ricordare #viaggiare