• Libra Adri

Il mondo islamico per un cristiano.

Ho conosciuto tante brave persone di religione musulmana, intelligenti, simpatiche, ma benchè sia stata trattata con amicizia, non sono stata realmente accettata in quanto cristiana. Possiamo chiacchierare simpaticamente ma io avverto un ostacolo che impedisce alla conversazione di toccare gli argomenti più complessi della loro cultura. Ho sentito spesso persone di religione musulmana proclamarsi tolleranti e amanti del dialogo fra religioni ma ho dovuto constatare che questa affermazione, limitatamente alla mia pur vasta esperienza, non corrisponde a verità. Mi sono convinta che nonostante la considerazione che mi dimostrano, sono sempre considerata una pagana e se nasce una discussione non si fanno scrupolo di “ricordartelo”. Non conta che crediamo in un solo Dio, che il Cristo è per loro un Profeta, che portino rispetto per Maria, che tutti seguiamo gli insegnamenti di Abramo. Nonostante le nostre religioni abbiano le stesse radici, i cristiani sono considerati pagani e per questo disprezzati. Benchè gli indonesiani siano fra i più tolleranti tra le comunità musulmane, gli indonesiani-cristiani sono trattati anche peggio di un occidentale-cristiano, non hanno la scusante di essere stranieri, quindi sono dei traditori e si sentono costretti ad allontanarsi dalle loro piccole comunità in quanto soggetti ad un sottile rifiuto che non consente loro di vivere sereni. Su tutti i documenti e nei formulari è richiesto dichiarare la religione che si professa.



Ancora oggi, nella sola Indonesia, se dei musulmani debbono dimostrare la loro insoddisfazione per qualcosa, bruciano una chiesa..

Nel passato prossimo, una regola seguita dai musulmani, era quella di costringere quanti più possibile “pagani” a convertirsi all’Islam, ma un musulmano che vuole convertirsi ad un’altra religione, diventa di fatto un rinnegato e passibile della pena di morte. I cristiani hanno riconosciuto e chiesto perdono delle atrocità commesse contro gli appartenenti ad altre religioni mentre i musulmani, anche i più evoluti, sono chiusi al dialogo e si avverte una certa avversione anche per educati commenti critici.

In Turchia, nonostante il paese chieda di entrare nella Comunità Europea, sono stati compiuti efferati delitti di religiosi cristiani, che sono manifestazioni di una intolleranza repressa, in Egitto uccidono i Copti con la connivenza dell’esercito, in Arabia Saudita per il solo sospetto che si voglia fare del proselitismo, ti gettano in galera, in Africa periodicamente vi sono stragi di cristiani. Ogni uomo ha il diritto di seguire la religione che preferisce, nella propria nazione o nella nazione in cui vive o di non seguire alcuna religione, ma ancora oggi questi sono solo dei principi non praticati. In alcune nazioni è vietato aprire chiese cristiane, però in Europa le comunità musulmane pretendono di aprire le loro moschee usufruendo anche dell’aiuto dei comuni di residenza. In occasione delle loro festività chiedono spazi per potersi incontrare e festeggiare, ma non esiste reciprocità; se sono i cristiani a presentare qualche richiesta nel paese a maggioranza musulmana in cui vivono, possono rischiare anche la vita o la libertà. Questa disparità, la dice lunga sulla loro professata tolleranza e quanto sia difficile la convivenza e l’integrazione.

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