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Il Giappone in bilico fra passato e futuro.

Il Giappone 日本  Nihon-koku ed il popolo giapponese è rimasto isolato tanto a lungo che non ha punti evidenti di contatto con le altre civiltà. La loro mentalità è difficile da capire per uno straniero, sembra quasi che vivano su un pianeta parallelo. Hanno sviluppato, nei secoli, una cultura particolare, sono proiettati verso il futuro, ma la loro società ha ancora regole improntate, per il nostro metro, a comportamenti medioevali. Sono profondamente tradizionalisti, la loro società mantiene una stuttura piramidale con in cima la figura dell’imperatore, divinizzato dai suoi sudditi, una dinastia antica più di duemila anni che fa impallidire tutte le case regnanti del mondo. La nobiltà è stata abolita dopo la seconda guerra mondiale, ma nella pratica ha un peso considerevole per rispetto ed autorevolezza. Gli shogun di un tempo, oggi sono gli amministratori delegati di imprese multinazionali.

Il Giappone è un paese magnifico, il rispetto per la natura è di gran lunga superiore a qualsiasi altra nazione, paesaggi dolci per gli occhi e per l’animo, un paese in cui la fioritura dei ciliegi diventa una festa. I kimono delle signore, indossati durante le cerimonie, hanno disegni tanto belli che diventano poesie scritte sulla seta. Nonostante la loro grazia e buona disposizione, le donne giapponesi hanno un’importanza marginale nella loro società, sempre sottomesse sia in famiglia, sia nel lavoro. Le ragazze di buona famiglia preparano il loro futuro di mogli di uomini di rilievo, frequentando scuole che insegnano ad essere delle ottime padrone di casa, ad accogliere gli ospiti, ad essere un valido sostegno per il marito nelle relazioni pubbliche. Tutto questo ed altro ancora, due passi dietro il consorte. 

Posso solo immaginare i sorrisini di una donna evoluta leggendo queste asserzioni ma resta un dato di fatto che la posizione della donna nel mondo orientale e mussulmano è diverso non necessaramente peggiore della donna occidentale. La donna giapponese, come quella cinese ha saputo creare un suo spazio importante in quelle società e guadagnarsi il rispetto senza invadere lo spazio dell’uomo e voler diventare simile agli uomini.

I giapponesi per poter moderare e controllare la loro aggressività, hanno sviluppato metodi comportamentali per cui le relazioni interpersonali sono imbrigliate, quasi codificate. Fra due che si scambiano un inchino, è facile capire chi è il subalterno, il suo inchino sarà più profondo e si inchinerà una volta di più. La voce roca che a volte usano e che alle nostre orecchie di occidentali sembra tanto buffa, non è altro che una affermazione estema di autorità, aggressività ed un ordine alla sottomissione. La competitività nel lavoro è a livelli fuori dalla nostra comprensione. I bambini fin dalle elementari frequentano più di una scuola per acquisire meriti da inserire nel loro C.V. e continuano per tutto il corso dei loro studi, perchè una semplice laurea non è sufficiente per competere con altri concorrenti ad un posto di lavoro. Una volta assunti da una compagnia, difficilmente cambieranno impiego, è disdicevole licenziarsi e non viene visto di buon occhio anche dalle aziende concorrenti che eviteranno di assumere un impiegato traditore. Un impiego è a vita e la ditta diventa la famiglia a cui si dedica il proprio tempo. Il datore di lavoro non ha bisogno di chiedere ore di lavoro straordinario e il dipendente non chiede le ferie, le otterrà quando sarà possibile.

Questa aggressività ma anche questa sottomissione, sono comportamenti duri da vivere ed ecco che ci sorprendono con il loro amore per la natura a cui dedicano tempo e risorse. Passeggiano in giardini curati fin nei minimi dettagli, la ghiaia dei viali ha un diverso spessore che si avverte sotto i piedi per attirare l’attenzione ed invitare ad osservare un tratto di giardino senza tuttavia disturbare la meditazione. Piccole cascate producono suoni diversi a seconda di come sono disposte le rocce. 

La contemplazione di un giardino roccioso serve a scaricare le tensioni. Una poesia è un esercizio mentale per meditare. La cerimonia del thè, con i suoi gesti prestabiliti, la tazza, non è un contenitore ma ma un oggetto di squisita fattura da ammirare per la sua fattura, l’aroma del thè che prevale sul sapore, sono tutti aspetti del loro bisogno di rilassarsi dalle tensioni accumulate, come la pittura, gli origami, l’ikebana. La creazione dei bonsai è una pratica comune creata per lo stesso motivo, scaricare lo stress accumulato dopo una settimana di lavoro. 

Dopo la seconda guerra mondiale i giapponesi sono stati forzati ad affrontare la loro rivoluzione epocale. L’apertura al mondo occidentale sta apportando lievi cambiamenti, specialmente fra i giovani, ma le loro usanze sono talmente radicate e rispettate che ci vorrà più di una generazione perchè ci siano delle differenze da notare.

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