• Libra Adri

I figli, lo scopo di una vita?’



Tutto il rispetto alla donna che sceglie di crescere i propri figli, lasciando il lavoro, le aspirazioni e utilizzare il suo bagaglio culturale per seguirli negli studi ma la mia ammirazione va anche alla donna che, con mille sacrifici, sempre di corsa ed in affanno, accudisce la famiglia, la casa e si impegna con professionalità nel lavoro.

È stato difficile prendere coscienza di questo mio cambiamento di opinione ricredendomi ed allineandomi a come la pensasse mio padre sui figli: li sfami, li fai crescere ed insegni loro il meglio che puoi, in cambio ti spezzano il cuore. Mi è sembrato di tradire tutto ciò in cui ho sempre creduto, ma l’esperienza insegna ed anche le confidenze di tante madri deluse nelle loro speranze e ferite dall’indifferenza dei loro figli, hanno incrinato le mie certezze. 

Ogni madre prega e spera che il buon esempio e gli insegnamenti diano i loro frutti e che siano più forti dello spirito di gruppo, del branco che i giovani tendono a seguire, è stato un percorso arduo, ma mi sono dovuta arrendere all’evidenza che i figli assorbono dalla vita reale anche i cattivi esempi, le abitudini diverse, magari sbagliate,  spesso non coerenti  con i principi che sono stati loro insegnati. Arrivato quel giorno, che la madre abbia dedicato la sua vita a crescere i suoi figli o sia stata una professionista che si è divisa fra lavoro e famiglia, non farà più la differenza. 

Un tempo le donne, se non erano pressate da difficoltà economiche, non avevano molte possibilità di scelta e rimanevano in casa, lavorando per la famiglia. Oggi si può liberamente scegliere.

La differenza sostanziale non si evidenzia principalmente nei risultati conseguiti ma nel fatto che le mamme a tempo pieno, dopo venti anni di dedizione totale alla famiglia cominciano a chiedersi se ne è valsa la pena. Neppure i mariti capiscono appieno quanto è stata grande la loro opera ma non è questo di cui esse si rammaricano. 

Forse potrà apparire banale e un tantino mediocre ma quello che rimpiangono queste donne sono le tante rinunce cadute nell’indifferenza, come se fossero state dovute.

Esistono tante sfaccettature di questa realtà, ma questi figli, sia maschi che femmine, tanto amati ed anticipati nelle loro necessità, diventano pigri, abituati ad avere una madre che si prende cura di loro, sollevati da qualsiasi preoccupazione perché possano dedicarsi allo studio con la mente libera da qualsiasi angustia, protetti dalle delusioni perchè c’è sempre la mamma a proteggerli, a consolarli e a interporsi fra loro e le delusioni della vita. Questi figli possono diventare viziati, in quanto incapaci di prendersi le loro responsabilità e comunque non vedranno mai la loro madre come una donna che ha sacrificato i suoi sogni e le sue ambizioni per dedicarsi alla famiglia ma una presenza scontata, un mobile della casa che ha la sua funzione. 



Questa donna, intimamente consapevole che i risultati raggiunti dai figli sono anche merito suo, si aspetta di ricevere almeno qualche segno di apprezzamento, sebbene in famiglia nessuno abbia mai pronunciato la parola riconoscenza, che è un sentimento che non si può né insegnare, né pretendete in quanto ognuno di noi la deve cercare nel proprio animo.

Se qualcuno rimprovera questi ragazzi di non ricordarsi della loro mamma, non le telefonano, non la vanno a trovare.. questi risponderanno: ‘lei ci è abituata, c’è sempre tempo.. lei aspetta ‘, e pretendono di crederlo veramente.

Se un giorno avrete il tempo e la voglia di soffermarvi ad osservate l’espressione felice di una madre che parla del proprio figlio, di quando era piccolo, quando le correva incontro, quando le raccontava… osservatela ancora quando quella scintilla di pura gioia si spegnerà nei suoi occhi, quando per pudore non saprà cosa altro dire, perché quel figlio, da adulto, si è dimenticato di lei. 

C’è da essere stufi di sentir parlare dei diritti dei figli e non ascoltare mai una parola sui diritti delle madri e dei genitori.

L’altra faccia della medaglia ritrae quelle donne che hanno fatto una scelta diversa ed hanno cercato di conciliare al meglio famiglia, lavoro, figli e svaghi.

Queste donne non hanno nulla di cui rammaricarsi, non hanno dedicato tutta la loro vita ai figli, sebbene tanto amati; hanno vissuto bilanciando il loro tempo e le loro energie tra famiglia e lavoro e si sono concesse anche qualche soddisfazione personale. 

Consapevoli del fatto che la casa non fosse sempre perfettamente in ordine ma infischiarsene; come pure che le camicie non fossero stirate a dovere e che a volte la cena era una pizza ordinata al telefono.



Le loro scelte sono tutt’altro che egoiste, hanno la loro vita da vivere, i loro progetti, non condizionano la propria esistenza sul ricevere o meno una telefonata dai figli e non avendo limitato la loro libertà per i figli, se ne fanno una ragione se non li vedono e li sentono assiduamente. 

I figli di queste donne, non sono e non si sentono abbandonati a se stessi ma spinti ad auto-responsabilizzarsi, hanno imparato ad essere autosufficienti. Il piu delle volte sanno rispettare la libertà degli altri e a gestire la loro indipendenza nel rispetto reciproco, capaci anche di aiutare nelle piccole faccende domestiche, invece di pretendere di essere serviti. 

Debbo riconoscere che questi figli più responsabilizzati, riusciranno forse meglio nella vita e nel lavoro, affronteranno meglio le difficoltà senza perdersi di coraggio, paragonati agli altri troppo seguiti ed anticipati nelle loro necessità, che troppo spesso cercano il sostegno di mamma e papà quando le cose non vanno come loro pretendono. 


Non sono mai stata a recriminare sulle scelte della mia vita, degli impegni assunti ed i risultati raggiunti o i desideri che ho dovuto abbandonare strada facendo per svariati motivi. In definitiva sono soddisfatta di ciò che ho fatto e di quello che ho potuto o voluto compiere. Detto questo, a volte, come ho fatto in questo post, mi trovo a considerare i fatti della mia vita nel loro valore e nelle scelte fatte, a volte facili altre difficili ma che comunque ho fatto in tutta serenità.



#madricasalinghe #madrilavoratrici

0 visualizzazioni