• Libra Adri

Hooray for "La Carbonara"


Per sbagliare ci vuole molto impegno.. ma un cuoco francese ci è riuscito, ha creato l’incubo di cui parlano i giornali e che ha lasciato inorriditi gli italiani: “la morte della carbonara” è stato intitolato e per una volta tutti d’accordo.  Questo signore, ha sfornato una cosa che, se costretti, si può anche mangiare ma che non ha nulla a che fare con la ricetta tradizionale ma ha avuto l’ardire di parlare di Carbonara. 

L’avesse chiamata in un altro modo, sarebbe stato perdonato perché la fantasia non ha confini, ma non si può equiparare il suo discutibile risultato, aldilà di qualsiasi gesto di buona volontà, a quello che il solo nome “la carbonara” risveglia nella mente e nella bocca di coloro che hanno provato questo piatto. 


Gli ‘spaghetti alla carbonara’, è una ricetta popolare nel centro Italia, non c’è da meravigliarsi se incontra sempre l’approvazione di chi la gusta ed è ormai ben conosciuta in tutto il mondo.

Questo piatto è ricco di sapore e povera di ingredienti: 


  1. guanciale di maiale tagliato a dadini o striscioline e fatto rosolare in poco olio, (non cercate di sostituire il guanciale con la pancetta che, sebbene anch’essa ottima, ha un diverso profumo e sapore).

  2. spaghetti (non penne o rigatoni) cotti al dente che si andranno ad insaporire nella padella con il grasso sciolto del guanciale.

  3. uova sbattute (con sale qb) che verranno aggiunte nella padella dove il guanciale è stato fatto rosolare e sono già stati aggiunti gli spaghetti. (un uovo a persona; quello di togliere l’albume o alcuni di essi dipende dalla grandezza delle uova e da quanta pasta viene servita)

  4. pecorino o parmiggiano grattugiato (o un miscuglio di tutti e due) 

  5. pepe nero, da questo il nome ‘alla carbonara’.

Le uova verranno cotte dal calore degli ingredienti nella padella calda, mescolando velocemente perché non si trasformi in una frittata,

Io preferisco unire il formaggio alle uova sbattute che poi verso sugli spaghetti girando fino a farle rapprendere. 

Alcuni preferiscono aggiungere il pecorino o il parmiggiano dopo aver impiattato, in questo modo, peró il formaggio asciugherà i liquidi e lascerà gli spaghetti troppo asciutti. Anche la quantità di olio in cui rosolare il guanciale dipende da quanto grassetto è presente nel guanciale. Se dovete usare della pancetta, che è già piuttosto magra ci vorrà un poco più di olio. In altre parole il grassetto sciolto e l’olio sono l’unico condimento degli spaghetti e quindi andrà dosato a piacere ma senza scarseggiare. Ogni singolo spaghetto deve portare con se il condimento e particelle di uovo. 

Difficile sbagliare, possono nascere delle piccole variazioni, poco pepe o niente pepe, a seconda dei gusti, null’altro può essere aggiunto e comunque mai panna, aglio o cipolla che trasformerebbero il sapore in qualcosa di completamente diverso. Lo stesso dicasi di erbette, piselli e decorazioni varie. Tanto meno un tuorlo.

Le foto di seguito sono cose assolutamente da evitare se è una carbonara che avete in mente di servire a tavola.







Piccola nota aggiuntiva: la pastasciutta oggi è un piatto popolare ma fino a cento anni fa era un lusso che non tutti si potevano permettere e si mangiava solo la domenica; il pasto principale della giornata era costituito dalla zuppa di verdure con pane adagiato sul fondo della scodella, o minestre di legumi insieme con dadini di pane raffermo, perché un tempo non si buttava nulla…


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